Cinema

Gassmann e Giallini nemici sul Web (e in sala)

Esce il 23 febbraio "Beata Ignoranza", flim di Massimiliano Bruno che ha per protagonisti i due attori. Il backstage in esclusiva per panorama.it

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Stefano Caviglia

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Può l’atteggiamento verso i social network funzionare come una frontiera, fra tipi umani tanto diversi da diventare nemici? Certo che sì, come molti di noi possono testimoniare pensando a scontri realmente vissuti da amici e parenti. E proprio dalla vita di tutti giorni sembra tratto Beata ignoranza, il film diretto da Massimiliano Bruno che i produttori Lucisano e Rai Cinema stanno per portare sullo schermo (esordio il 23 febbraio, 01 distribuzione) e di cui Panorama.it offre qui sotto un backstage inedito e il trailer ufficiale.

A generare aspettative c’è anzitutto la forza comica della coppia scelta per il duello (due ex amici per la pelle già diventati nemici, che si ritrovano a insegnare nella stessa classe): da un lato Alessandro Gassmann, forse il più brillante protagonista delle commedie semiserie di questi ultimi anni, nei panni del classico professore “piacione”, progressista e perennemente collegato al web; dall’altro Marco Giallini, la cui notorietà si è impennata con la fiction televisiva Rocco Schiavone e il successo travolgente del film Perfetti sconosciuti, che fa la parte del conservatore austero e sdegnosamente fuori dalla rete. Due i protagonisti principali, ma anche (proprio come in Perfetti sconosciuti, a cui lo accomuna anche il tema tecnologico) una storia corale con nomi di richiamo come Carolina Crescentini e Valeria Bilello.

Come spesso accade nelle commedie italiane più riuscite, i due attori principali incarnano visioni opposte della vita e dei rapporti con il mondo, di cui misureranno la distanza lungo tutto l’arco del film.

A metterli in condizione di incrociare le armi sarà una ragazza di nome Nina (Teresa Romagnoli) che sfiderà ciascuno a trasformarsi nel proprio opposto, con conseguenze forse logiche e inevitabili, ma anche grottesche e imprevedibili.

Il tutto, alla ricerca di un difficile equilibrio fra l’entusiasmo di chi si tuffa in modo acritico nelle nuove tecnologie e la chiusura sospettosa di quanti si tengono sdegnosamente alla larga da tutto ciò che sa di digitale.

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