Claudio Trionfera

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Non male il cinema horror 2016. Tra morsi, sussulti, singulti e deliri, occhi lucenti e minacce nell’ombra. Sparsi durante l’anno, con la consueta corsia privilegiata della stagione estiva, i film da brivido e trasalimento si sono giovati spesso di una ritrovata vena creativa dei loro autori e del ricorso, non tanto massiccio quanto qualitativamente e accortamente distribuito, degli effetti speciali. Non troppo difficile, così, comporre una top ten del terrore senza rischiarne la credibilità , magari forzandone il box tanto per far numero. Eccoli, allora, i nostri preferiti. Osservando quanto questo genere, seguendo i suoi tracciati costitutivi, dunque obbedendo al proprio Dna, corrisponda quasi sempre al malessere sociale, alle derive culturali e di costume, alle nevrosi & necrosi collettive. Con elevato tasso allegorico.

10) ORGOGLIO, PREGIUDIZIO E ZOMBIE di Burr Steers

Jane Austen a piene mani. Dunque il romanzo che occupa una parte del titolo, con la famiglia Bennet, la campagna inglese tutto il resto. L’altra parte del titolo è occupata da “loro”. Gli zombie. Che inseguono, infettano e divorano, inferociti come sempre. Il film in sé, non spinge tra le fauci del terrore ma la contaminazione è curiosa, interessante, bizzara e sufficientemente singolare.

9) CELL di Tod Williams

Un suono stridulo e acuto generato dai cellulari trasforma in zombi famelici tutti coloro che al momento del segnale sono all’apparecchio. Evento mondiale, dunque disastro planetario per uno spettacolo agghiacciante, vischioso, apocalittico e istruttivo nella elaborazione del concetto di “dipendenza” globale dall’egemonico controllo dello smartphone. Dal romanzo di Stephen King.

8) SOMNIA di Mike Flanagan

I sogni molto speciali dell’orfanello Cody (interpretato dal giovanissimo Jacob Tremblay di Room), che quando si addormenta materializza, nel vero senso della parola, mostri, nuvole di farfalle e un essere immondo, l’Uomo Cancro, che solo a nominarlo si capisce che cosa può combinare. Insomma un incubo visionario di grandi palpiti, tra grumi di energia diabolica e apparizioni spirituali.

7) THE NEON DEMON di Nicolas Winding Refn

Il mondo della moda, con una modella accompagnata nella sua irresistibile ascesa da fluidi misteriosi e personaggi diabolici. Tra luci e ombre non si risolve il dilemma su un autore sempre sulla linea di confine tra genialità e sopravvalutazione che qua rimorchia il racconto sulle terre funeste di un horror rarefatto e pur sanguinoso, a momenti sull’orlo del kitschig, della necrofilia e dello splatter.

6) IT FOLLOWS di David Robert Mitchell

L’horror al tempo di Twitter, del web,  della viralità social e incontrollata. Accade che strane figure, visibili solo alle loro vittime, incomincino a seguirle per massacrarle. Followers, appunto. Una maledizione, insomma. L’impianto allegorico-psicologico è originale con effetti speciali poveri, una prima scena fulminante e un dichiarata devozione al cinema di Carpenter, Lynch, Welles e Cronenberg.

5) MAN IN THE DARK di Fede Alvarez

Horror e thriller, più il primo che il secondo nella storia pazza dei giovinastri che s’infilano a casa d’un veterano cieco per derubarlo. Ma non fanno i conti con un ribaltamento di ruoli dove la vittima diventa carnefice e li trascina, in un incubo che si dilata e tutto travolge, spettatori compresi, per l’intera durata del film. Non capita spesso d’incontrare tanta demònica potenza e virtuosismo narrativi.

4) THE BOY di William Brant Bell

Non è un bambino in carne e ossa ma un pupazzo di porcellana. Ma la giovane baby sitter, venuta dall’America in un angolo perduto e brumoso dell’Inghilterra, lo deve accudire come se fosse vero. E, forse, “vero”, un po’ lo è. Ne nasce un horror tumefatto e sfuggente nella sequenza  di eventi tenebrosi, segnali loschi, capricci del pupazzo, schianti notturni nella casa nemica per la più classica atmosfera da paura.

3) THE CONJURING – IL CASO ENFIELD di James Wan

Si rianima lo spirito maligno in casa Hodgson, braccato dagl’investigatori dell’incubo Ed e Lorraine Warren. E orchestrato dal maestro Wan il film prende il volo sepolcrale, grifagno,  mostruoso e perverso. Con una formidabile tecnica cinematografica e un finimondo del paranormale accompagnati da scoppi, urlanti uragani dell’occulto, sguaiate esultanti possessioni, scatenate ripugnanti deformità glaciali.

2) THE OTHER SIDE OF THE DOOR di Johannes Roberts

Non aprite quella porta, è il confine tra due mondi, quello dei vivi e quello dei morti. Ma la tentazione di una madre che vuole rivedere suo figlio è troppo forte, col rischio di scompensare un bilico e una “convivenza” troppo delicati. Paranormale tagliente, nervoso e allarmante, cornice templare indiana, sponda esplicita sul Cimitero vivente di King scritto e visto. Terrorizzante, funesto, imperdibile.

1) LIGHTS OUT – TERRORE NEL BUIO di David F. Sandberg

The best. Non solo del 2016. Uno dei migliori degli ultimi anni. Con la sua entità-creatura che si nutre del buio e si materializza nell’oscurità scomparendo con la luce. Metà vampiro metà spettro. S’accovaccia nella tenebra per sferrare i suoi attacchi ferini, deforme, alta, rostrata, gli occhi luminosi, nera. Un horror secco e sibilante, capace di far schioccare senza respiro la frusta della paura. Nel “nero” così minaccioso, profondo e glutinoso da diventare personaggio.

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