La donna che partì dal Giappone alla ricerca del tesoro di Fargo

Pensava che il bottino sotterrato nella pellicola dei fratelli Coen fosse reale. Ora questa storia tra verità e leggenda metropolitana è film, realizzato da David e Nathan Zellner

Peter Stormare e Steve Buscemi in "Fargo" – Credits: Mondadori Portfolio / The Kobal Collection / Working Title / Polygram

Simona Santoni

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I fratelli Coen hanno aperto il loro classico del 1996 Fargo con la scritta: "Questa è una storia vera". Che ne poteva sapere una povera donna giapponese di oltre un decennio fa che gli statunitensi sono burloni e che ovviamente il racconto dei due registi è tutt'altro che vero?! Ecco così che, per inseguire il suo Sogno Americano, nel 2001 la signora si è avventurata verso l'Ovest alla ricerca della valigetta piena di soldi sotterrata da Steve Buscemi nelle campagne innevate del Minnesota.

Ora questa storia che ha il sapore della leggenda metropolitana ha attratto l'interesse di altri due fratelli del cinema a stelle e strisce, David e Nathan Zellner, che hanno scritto un film su questo vano viaggio verso un'errata meta. La pellicola si chiama Kumiko, the Treasure Hunter, è stata presentata al Festival di Berlino e al canovaccio noto aggiunge un po' di congetture e fantasia: un'impiegata insoddisfatta di Tokyo scopre una copia VHS di Fargo in una spelonca umida fuori città. Dopo aver asciugato il nastro danneggiato cerca di decifrare le varie sequenze. Allettata dalla prospettiva di un tesoro nascosto intraprende la sua sfortunata odissea alla ricerca di un bottino presente solo nell'immaginazione dei Coen.

Questa bislacca vicenda ha iniziato ad aver diffusione poco più di un decennio fa. Un portavoce della polizia di Bismarck, North Dakota, aveva narrato all'epoca: "Abbiamo cercato di spiegarle che si trattava di un film di finzione e che in realtà non c'era nessun tesoro". Qualche anno dopo un giornalista ha tentato di ripercorrere le tappe della donna, il cui vero nome era Takako Konishi, e ha rintracciato il poliziotto che per primo l'ha incontrata. L'agente Jesse Hellman ha riferito che la donna aveva una mappa rudimentale contrassegnata con una strada e un albero, continuava a indicarla e a dire più volte qualcosa che sembrava essere "Fargo". "Non avevo mai visto Fargo", aveva detto il poliziotto, "ma un altro agente l'aveva visto e mi ha detto che nel film c'era del denaro sepolto". In verità a posteriori emersero altre informazioni che hanno messo in dubbio l'interpretazione di questo agente, ma ormai il mito era nato. E ormai aveva conquistato i fratelli Zellner, che avevano già iniziato a lavorare al loro progetto nel 2002 (di cui sono anche interpreti).

Nel ruolo di Kumiko, l'illusa cacciatrice di ricchezza, c'è l'attrice giapponese già vista in Babel e in Pacific Rim Rinko Kikuchi.

"È stato prima di Twitter" ha detto al Daily Beast David Zellner, che del film è anche regista, "c'è stata della gente che ha detto che una donna giapponese è andata in America per cercare questa mitica fortuna e ci è sembrato così misterioso che abbiamo subito voluto maggiori informazioni, ma non c'era niente di più. E allora, visto che c'erano informazioni limitate, le persone hanno creato in tempo reale questo tipo di leggenda urbana". 

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