Simona Santoni

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Enigmatico, complesso, affascinante, col suo taglio di capelli plastico e catapultato verso la vita, David Lynch il 20 gennaio compie 70 anni.

Instancabile, indagatore dei meandri imperscrutabili della mente, oggi vive in una casa museo piena delle opere d'arte da lui realizzate e sta per tornare con una nuova versione della serie tv Twin Peaks, uno sei suoi successi più importanti. Anni fa ha creato la David Lynch Foundation for Consciousness - Based Education and World Peace, che porta la pratica della meditazione nelle scuole americane.

La meditazione e le idee serbate dall'inconscio

"Ho trovato un modo per accendere la luce in un mondo dove il buio abbonda", ha detto. "A me la meditazione ha cambiato la vita. Non è un culto, non è una chiesa, non abbisogna di riti. È tutto dentro di noi". E ancora: "Quando ho iniziato a meditare soffrivo d'ansia, avevo paura, ero colmo di rabbia e anche se qualcuno le considera cose positive, di fatto possono ucciderti. La meditazione mi ha aperto il cervello. Ora ho a che fare con il mazzo di carte completo, non solo con le solite cinque o sei".

"I miei film raccontano di strani mondi dove non puoi entrare a meno di non costruirli tu stesso, amo andare in questi strani mondi"

La creatività di Lynch è multiforme e spesso onirica: "Mi innamoro di un'idea e poi cerco di realizzarla, la seguo, la curo, amo farlo. Cinema, dipinti, fotografie, più fai più idee ti vengono e più ne trai godimento. Credo che le idee esistano al di fuori di noi, in una terra astratta dell'inconscio e solo quando volano nella nostra coscienza siamo in grado di catturarle".

Film al di fuori dei confini

Al cinema David Lynch ci ha regalato immaginifici viaggi nell'inconscio, nelle paure umane, nei sogni, nelle depravazioni, con The Elephant Man (1980), Velluto blu (1986), con Isabella Rossellini sua musa e amante, Cuore Selvaggio (1990), Mulholland Drive (2001).

Non ha mai vinto un Oscar, ma è stato candidato quattro volte, nell'81 per la sceneggiatura e la regia di The Elephant Man, nell'87 per la regia di Velluto Blu e nel 2002 per Mulholland Drive, che gli ha regalato però la Palma d'oro alla regia a Cannes.

Caratteristico di tutta l'opera di Lynch è il sogno come veicolo di connessione della trama e dei personaggi. I suoi progetti, spesso astratti, non vengono mai spiegati. "I miei film raccontano di strani mondi dove non puoi entrare a meno di non costruirli tu stesso, amo andare in questi strani mondi".  

Twin Peaks, la serie cult

David Lynch è nato il 20 gennaio 1946 a Missoula, nel Montana, una di quelle piccole città che da ha amato raccontare nei suoi film e nella sua serie tv più famosa, I segreti di Twin Peaks. Con i misteri attorno a Laura Palmer, negli anni Novanta ci ha portato ai confini dell'horror e del soprannaturale, ci ha immerso in ambientazioni grottesche e bizzarre, inquietanti e fascinose. Grazie alla sua singolarità e al distacco stilistico rispetto ai programmi del palinsesto televisivo dell'epoca, la serie è diventata presto oggetto di culto.

Alla fine del 2014 è stata annunciata la produzione di una nuova serie revival, ambientata nel presente, ora in produzione. 

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