Simona Santoni

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L'Italia è rimasta a bocca asciutta, nonostante fosse forte di tre validi rappresentanti, Paolo Sorrentino con Youth - La giovinezza, Nanni Moretti con Mia Madre e Matteo Garrone con Il racconto dei racconti. Al Festival di Cannes a festeggiare è soprattutto la Francia, padrona di casa. La giuria presieduta dai fratelli Coen incorona con la Palma d'oro Jacques Audiard per Dheepan
Già autore de Il profeta (2009) e Un sapore di ruggine e ossa (2012), il regista francese questa volta ha narrato la storia di un ex soldato, di una donna e di una bambina in fuga dalla guerra in Sri Lanka fino a Parigi, dove ricostruiscono una vita insieme.

Anche i riconoscimenti agli attori hanno per lo più accento transalpino. Premiata come migliore interpretazione maschile quella dell'attore francese Vincent Lindon per La loi du marché di Stéphane Brizé. Ex aequo per il premio alla migliore interpretazione femminile: vincono l'attrice statunitense Rooney Mara per Carol di Todd Haynes e la francese Emmanuelle Bercot per Mon Roi di Maïwenn. Presente la sola Bercot, che sul palco si è commossa ringraziando la regista e il coprotagonista Vincent Cassel. Per Rooney Mara ha ritirato il premio il regista Haynes.

All'ungherese Laszlo Nemes il Grand Prix per il film A Son of Saul

Il film di arti marziali The assassin del taiwanese Hou Hsiao-Hsien vince il premio per la migliore regia.

Premio della giuria a The Lobster del greco Yorgos Lanthimos, love story futuristica con Colin Farrell, Rachel Weisz, Jonh C. Reilly, Lea Seydoux.

Palma d'oro alla carriera a Agnès Varda, regista, sceneggiatrice e fotografa francese che compirà 87 anni il 30 maggio. Nel discorso di ringraziamento ha raccontato di essersi stupita positivamente per il riconoscimento, "una Plama inattesa", perché a differenza di altri premiati in precedenza, "sono francese, sono donna e i miei film non hanno mai guadagnato né fatto guadagnare soldi a nessun altro". 

Premio per la migliore sceneggiatura al messicano Michel Franco (che è anche regista del film) per Chronic.

La Tierra y la sombra del colombiano César Augusto Acevedo vince la Camera d'Or per l'opera prima.

La Palma d'oro del cotrometraggio va a Waves '98 (Libano, Qatar) di Ely Dagher.

La Palma Queer, premio assegnato ai film a tema omosessuale, bisessuale e transgender, è andato a Carol di Todd Haynes con Cate Blanchett.

Premi sezione Un Certain Regard

Ieri sera sono stati assegnati i premi della sezione Un Certain Regard. La giuria guidata da Isabella Rossellini ha incoronato a sorpresa Hrútar (Rams, ovvero Pecore) della islandese Grímur Hákonarson: un premio nel segno dell'attenzione alla natura e ai valori universali. Il premio speciale della giuria è andato a Zvizdan (Sole di piombo) del croato Dalibor Matanic. Dei favoriti della vigilia si salva solo il giapponese Kurosawa Kiyoshi, che porta a casa il premio come miglior regista per Kishibe No Tabi (Verso l'altra riva). Il riconoscimento Un Certain Talent a Comoara (The Treasure) di Corneliu Porumboiu. Ex aequo invece il Promising Future Prize a Masaan di Neeraj Ghaywan e a Nahid di ida Panahandeh.
Niente da fare per Louisiana (The Other Side) del nostro Roberto Minervini (nelle sale dal 28 maggio), regista marchigiano trapiantato negli Stati Uniti.

"L'esperienza di vedere 19 film provenienti da 21 Paesi è stata memorabile. È stato come volare sopra il nostro pianeta e i suoi abitanti. Qualsiasi antropologo sarebbe invidioso di noi", ha detto Rossellini, che ha anche ringraziato il festival per "aver scelto mia madre Ingrid Bergman per il poster di questa edizione. Lei sembra librarsi su tutti noi come un angelo".

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