Come scoprire se la tua banca è solida e sicura

Una guida per capire quando un istituto di credito ha le “spalle larghe” per affrontare le difficoltà e per non finire in crisi

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Sono davvero al sicuro i soldi che ho depositato nella mia banca? E' una domanda che si pongono oggi molti risparmiatori dopo il recente crack di 4 istituti di credito regionale e dopo l'entrata in vigore delle nuove regole europee sul bail-in, che stabiliscono un principio: nessuna banca, da quest'anno in poi, potrà essere salvata con gli aiuti di stato, se non in casi davvero eccezionali. Di conseguenza, per i correntisti e i risparmiatori, diventa sempre più importante affidarsi a istituti solidi, che non rischiano di finire in dissesto. Come si fa a riconoscerli? Ecco, di seguito, una guida utile per capirlo.

Il Cet-1: cos'è e cosa indica
Uno degli indicatori più utilizzati dagli analisti per valutare lo stato di salute di una banca è il Common Equity Tier 1 (Cet-1). Si tratta di un parametro espresso in termini percentuali che mette a rapporto il capitale di un istituto creditizio con le sue attività impiegate sul mercato (per esempio in prestiti concessi alla clientela o in titoli obbligazionari). Tutte queste attività sono ponderate per il rischio, cioè valutate in base alla loro qualità. Avere nel portafoglio un bond con un rating elevato (tripla A), infatti, non è ovviamente la stessa cosa che possedere un titolo-spazzatura o un credito ormai in sofferenza che ha buone probabilità di non essere rimborsato. Più alto è il Cet-1 di un istituto di credito, dunque, maggiore è la sua solidità patrimoniale (la media italiana è del 10,5%)

Una scorta di capitale
Il Common Equity Tier 1, tuttavia, non è l'unico indicatore utile per capire se una banca ha le “spalle ben larghe” per affrontare le difficoltà e scongiurare il rischio di un dissesto. Un altro parametro da prendere in considerazione è il Total Capital Ratio che, come il Cet-1, viene espresso in termini percentuali. Nello specifico, il total capital ratio mette a rapporto il capitale di base di una banca (le azioni, le riserve e gli utili non distribuiti) con i prestiti erogati alla clientela. Anche per il calcolo di questo indicatore, i finanziamenti vengono ponderati per il rischio, cioè valutati per la loro qualità. Come è ben noto, infatti, non tutti i prestiti concessi da un istituto di credito hanno la stessa probabilità di essere rimborsati regolarmente alla scadenza. Quando il debitore affronta delle difficoltà economiche, ovviamente, i finanziamenti da lui contratti in precedenza rischiano seriamente di incagliarsi o finire in sofferenza, cioè di non essere ripagati per intero o di non essere ripagati affatto. Per affrontare questa eventualità che provoca un buco nei bilanci , dunque, una banca deve avere una bella scorta di capitale da parte, cioè un Total Capital Ratio elevato. Tanto più quest'ultimo indicatore è alto, maggiore è la quantità di sofferenze che un istituto di credito può sostenere.

Se i debitori non pagano
Ed è proprio il livello delle sofferenze un altro parametro utile (anche se un po' meno sofisticato degli altri due) per capire se una banca naviga o meno in cattive acque. Quando un istituto di credito non è in ottime condizioni di salute, infatti, i suoi bilanci evidenziano un rapporto elevato tra l'ammontare dei finanziamenti deteriorati (o non performing loans, come li chiamano in inglese gli addetti ai lavori) e il valore complessivo di tutti i crediti concessi ai clienti. A questo proposito, va ricordato che Banca Mediolanum è il gruppo creditizio che ha una quota di crediti deteriorati lordi del 1,43% contro una media nazionale di ben il 17% (dati del terzo trimestre 2015). Secondo un'analisi effettuata di recente dall'Università Bocconi per il Corriere Economia, Banca Mediolanum è anche l'istituto più solido in Italia dal punto di vista patrimoniale, con un Total Capital Ratio e un Cet 1 del 18.8% nel terzo trimestre dell'anno sorso (a marzo 2016, il Cet -1 è aumentato ulteriormente fino a raggiungere il 19,7%) Si tratta di un livello superiore a quello di tutte le principali banche italiane e superiore di gran lunga anche alle soglie minime imposte dalle regole europee (8% per il Cet-1 e 10,5% per il Total Capital Ratio).

Messaggio pubblicitario con finalità promozionali. Il presente articolo rappresenta un mero approfondimento teorico effettuato da Banca MediolanumLe informazioni riportate non devono essere infatti intese come una raccomandazione, diretta o indiretta, o un invito a compiere una particolare operazione. Per verificare le soluzioni più adatte alle tue esigenze e adeguate al tuo profilo di investitore rivolgiti sempre al tuo Family Banker.

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