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Tecnologia

L'auto del futuro sarà intelligente e prudente

Avvisa i pedoni della sua presenza, riconosce l'autista e personalizza l'abitacolo in base alle preferenze di chi lo occupa

da Las Vegas

Un pedone con le cuffie nelle orecchie sta camminando a passo sostenuto, puntando dritto un incrocio. Ha la testa tra le nuvole, è probabile che non noterà la macchina pronta a girare l'angolo. Non succederà nulla, questa è una storia a lieto fine, perché sia il pedone che l'automobilista sono stati avvertiti della reciproca presenza da una notifica, una negli auricolari, l'altra nell'abitacolo.

Grazie alla tecnologia 5G di cui sono dotati sia la vettura che gli smartphone, le auto potranno presto comunicare facilmente con chiunque gli sta intorno. E intervenire. Specie se diversi fattori – su tutti la velocità – suggeriscono l'approssimarsi di un'emergenza. È una delle applicazioni della tecnologia V2X, «Vehicle-to-everything», un ponte di comunicazione che s'instaura tra i veicoli e i loro paraggi quando necessario. L'evoluzione naturale di quella «Vehicle-to-vehicle» che li faceva dialogare solo con i loro colleghi su ruote. Presto, si scambieranno informazioni con chiunque, inclusi i pedoni distratti. E poi con i segnali stradali, i semafori, tutti gli elementi fondativi di quel puzzle in divenire che è la smart city.

«Con oltre un milione di morti registrati ogni anno, gli incidenti stradali rappresentano un imperativo globale di sicurezza pubblica. Creare tecnologie che aiutino a prevenire le ferite di autisti, passeggeri e pedoni è una priorità assoluta» spiega Mike Peters, presidente dei servizi per l'auto connessa di Harman. Proprio la società che fa parte della galassia Samsung, ha mostrato al Ces di Las Vegas una serie di soluzioni ingegnose ma sensate per rendere l'esperienza a bordo più divertente, intuitiva e sicura. Oltre a espandere le potenzialità di quello che si può tradizionalmente fare al volante, privilegiando soluzioni concrete, non visioni di lunghissimo periodo abili a scatenare l'effetto wow ma che trovano applicazione pratica in un futuro che non arriva mai.

«Abbiamo cercato di focalizzarci su soluzioni reali che possano essere utili ai consumatori e migliorare la loro vita quotidiana, mettendo al centro la loro esperienza» riassume a Panorama.it Michael Mauser, chief operating officer di Harman. La multinazionale ha presentato «EV Plus+ Solutions», un pacchetto di evoluzioni ritagliate intorno alla mobilità elettrica, architrave del trasporto del futuro prossimo. Intanto, i diffusori si fanno più leggeri senza sacrificare le prestazioni e la resa audio, così la batteria non viene troppo intaccata anche se si alza un bel po' il volume. Anzi, il volume stesso diventa intelligente: un sistema di microfoni interno riconosce se qualcuno sta parlando e si abbassa in automatico, senza più bisogno di sgolarsi e torturare la rotellina per gestire una conversazione.

Gli speaker non sono solo all'interno, ce ne sono all'esterno e avvisano i pedoni della presenza dell'auto con suoni personalizzabili. All'occorrenza, per un party o un picnic, si possono utilizzare per animare un po' la situazione. L'opposto avviene all'interno del veicolo, dove sistemi di cancellazione del rumore attutiscono il caos dei dintorni, per esempio se si transita accanto a un cantiere con un trapano in funzione. Così l'auto sembra un po' un gigantesco auricolare di ultima generazione, capace di adattarsi al contesto.

auto-futuro-dentro Gli speaker saranno nei punti chiave dell'abitacolo dell'autoHarman

In questo scenario, la parola d'ordine sembra essere personalizzazione. Come per le cuffie Club di JBL che tarano l'audio in modo preciso sulla base delle caratteristiche dell'ascoltatore, le vetture saranno in grado di riconoscere l'autista e trasformare una macchina qualunque nella sua. Ciò si applica soprattutto nei servizi a noleggio o nel car sharing, dove non si ritrovano quegli elementi familiari di un veicolo di proprietà. In una demo al Ces, Harman ha mostrato come le automobili, una volta noleggiate per brevi o lunghi periodi tramite uno smartphone, si sbloccheranno non appena l'utente si avvicinerà agli sportelli, dal cloud preleveranno le sue playlist musicali, gli indirizzi preferiti, le liste dei contatti abituali con cui avviare una videochiamata. Non occorrerà nemmeno tirare fuori il telefono dalla tasca perché per dettare i messaggi basterà parlare, le risposte saranno lette dentro l'abitacolo da un assistente vocale.

«La forza di questo meccanismo» commenta Mauser «è che si riduce al minimo l'elaborazione dei dati da parte dell'hardware dell'auto. Tutto avviene nel cloud, dalla personalizzazione all'aggiornamento progressivo dei servizi». Il che può rendere smart anche veicoli datati, non necessariamente quelli di ultimissima generazione. Che possono essere equipaggiati con sistemi avanzati e avere accesso alle altre potenzialità di bordo secondo Harman. Dalla possibilità di trovare esercizi commerciali, bar, ristoranti nei dintorni e prenotare un posto a tavola o fare shopping dal cruscotto per passare a ritirare la spesa già pronta, fino a capire quali amici, conoscenti e colleghi sono nei paraggi per incontrarli.

C'è da fare una precisazione, non è uno scenario degno del Grande Fratello, l'auto non diventerà un essere onnisciente che tutto vede e tutto conosce. Saremo noi a decidere cosa, quanto e se condividere le nostre informazioni con altri soggetti. «La privacy» sottolinea Mauser «rappresenta per noi un grande tema, un'assoluta priorità. I dati appartengono ai singoli utenti, non a noi. Non li useremo per fini commerciali e li utilizzeremo per gli scopi necessari ai nostri servizi, solo quando avremo un preciso consenso a farlo». Oltre che prudente, intelligente e divertente, l'auto del futuro saprà essere anche molto discreta.

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