Una settimana, massimo dieci giorni, e poi il gioco di incastri dovrà essere terminato. Tutti a caccia di un allenatore o di una panchina, a seconda delle diverse esigenze, prima di tuffarsi nella frenesia del calciomercato che per direttori sportivi e presidente significa anche fare i conti con le esigenze di chi poi guiderà la squadra in campo. Un valzer che coinvolge più di mezza Serie A e, soprattutto, molti dei club che hanno chiuso la stagione nella metà sinistra della classifica. In palio c’è anche il ruolo di ct della nazionale per il quale, però, bisognerà avere la pazienza di attendere il 22 giugno, giorno dell’elezione del nuovo presidente federale.
Alcune strategie sono ormai delineate e in pochi casi mancano soltanto gli annunci. Questione di ore. Il campo centrale Milan, invece, è avvolto nel mistero e il ribaltone societario voluto da Cardinale ha messo nelle mani di Ibrahimovic la scelta del successore di Max Allegri. Chi sarà? Non Antonio Conte, che corre per la nazionale da favorito insieme a Roberto Mancini, ma un profilo quasi certamente straniero e che ricordi Fabregas per il modo di lavorare sul campo e di impostare tatticamente la squadra. Mister X per ora non è altro che una suggestione e una lista ristretta di nomi: Iraola, Xavi, Marco Silva, magari Italiano che, però, entra anche nelle mire del Napoli vedovo di Conte.
Le certezze sono soprattutto sull’asse tra Roma e Bergamo e ruotano attorno a Maurizio Sarri. Lascerà la Lazio dopo aver trovato un accordo transattivo con Lotito per sedersi sulla panchina dell’Atalanta, voluto fortemente dal nuovo plenipotenziario sportivo Giuntoli che torna in pista a un anno dalla cacciata dalla Juventus. Sarri prenderà il posto di Raffaele Palladino che rischia di restare col cerino in mano, anche se non dispiace come profilo a tanti compreso il Bologna nel caso Vincenzo Italiano dovesse salutare.
Alla Lazio arriva l’ex ct dell’Italia che ha mancato la qualificazione al Mondiale, Rino Gattuso. Il fallimento a Coverciano non ha sporcato la sua immagine e per Lotito è la soluzione giusta per cercare di compattare un ambiente diviso e ostile. Quale squadra avrà dal mercato, è tutto da vedere. Altri movimenti in ordine sparso: Vanoli non sarà confermato nonostante la salvezza della Fiorentina che sta pensando intensamente a Fabio Grosso, una delle rivelazioni della stagione alla guida del Sassuolo.
Il Bologna, dovesse separarsi da Italiano, ha nella short list i nomi di Palladino ed Eusebio Di Francesco, fresco di salvezza alla guida del Lecce. E il Napoli? La suggestione forte porta ad Allegri appena esonerato dal Milan. In fondo lo stesso De Laurentiis, prima che a San Siro si consumasse lo psicodramma rossonero, aveva detto che sulla scelta del tecnico avrebbero inciso anche i verdetti dell’ultima giornata di campionato. Piace da sempre, però, anche Vincenzo Italiano.
E poi ci sono gli outsider come Thiago Motta dato in movimento dopo l’anno sabbatico a spese della Juventus. Alla Continassa ha fatto male, ma rimane pur sempre un tecnico che due anni fa era corteggiato da mezza Europa. E alla finestra, anche se ufficialmente non disponibile, c’è Simone Inzaghi che in Arabia Saudita ha perso in volata (da rimontato) il titolo nazionale ed è contestato dai tifosi dell’Al Hilal. Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Dieci giorni e tutto sarà chiaro.
