Home » Tempo Libero » Viaggi » Voli in ritardo? Il risarcimento è automatico oltre le 3 ore (anche senza prova del danno)

Voli in ritardo? Il risarcimento è automatico oltre le 3 ore (anche senza prova del danno)

Voli in ritardo? Il risarcimento è automatico oltre le 3 ore (anche senza prova del danno)

Storica sentenza della Cassazione: il tempo perso dal passeggero basta per ottenere l’indennizzo previsto dal Regolamento europeo. La decisione vale anche per le compagnie extraeuropee e rende più difficile negare i rimborsi

Il tempo è denaro. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio che segna una svolta storica per i diritti dei passeggeri aerei in Italia: chi subisce un ritardo superiore alle tre ore ha diritto automaticamente alla compensazione economica prevista dal Regolamento europeo (261/2004), anche se non è in grado di dimostrare un danno economico specifico. Fino a oggi molte compagnie contestavano le richieste di risarcimento in caso di ritardo, sostenendo che il passeggero non avesse subito un danno economico concreto. La Cassazione chiarisce invece che il tempo perso è già di per sé un disagio da risarcire e, novità rilevante, il diritto all’indennizzo vale anche nei confronti di vettori extra-UE. La pronuncia è destinata a rendere più semplice ottenere gli indennizzi da parte di cittadini e più difficile per i vettori respingere le richieste senza prove concrete di cause eccezionali.

Il caso American Airlines e la decisione della Cassazione

La vicenda nasce da un volo internazionale del 24 giugno 2018 sulla tratta Miami-Milano Malpensa. Due passeggeri avevano citato in giudizio la compagnia dopo un ritardo superiore alle tre ore all’arrivo. Sia il Giudice di Pace di Roma sia il Tribunale capitolino avevano riconosciuto ai viaggiatori un indennizzo di 600 euro a testa. American Airlines aveva quindi deciso di rivolgersi alla Cassazione sostenendo che i passeggeri non avevano dimostrato alcun danno concreto; il Regolamento europeo non fosse applicabile a un vettore extra-UE e la Convenzione di Montreal consentisse il risarcimento solo in presenza di prove specifiche del danno.  Ricorso inammissibile secondo la Terza Sezione Civile della Cassazione (come riferisce Aduc- Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) che ha ribadito un principio molto chiaro: la compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento europeo serve a compensare il disagio generalizzato causato dalla perdita di tempo e non richiede una prova ulteriore del danno. Secondo i giudici, il semplice fatto di arrivare a destinazione con oltre tre ore di ritardo fa scattare automaticamente il diritto all’indennizzo, senza bisogno di prove da parte dei viaggiatori.

La regola delle 3 ore: quando scatta il risarcimento automatico sui ritardi dei voli

La sentenza conferma e rafforza una regola fondamentale del trasporto aereo europeo: il diritto alla compensazione economica nasce quando il ritardo all’arrivo supera le tre ore. Attenzione però. Il ritardo non viene calcolato sull’orario di atterraggio, ma sul momento in cui l’aereo apre il primo portellone consentendo ai passeggeri di scendere. Questo significa che: se il volo parte in forte ritardo ma recupera durante il tragitto arrivando entro le tre ore, il rimborso non spetta. Se invece il ritardo finale supera anche di pochi minuti la soglia delle tre ore, il diritto all’indennizzo scatta automaticamente.  L’importo varia in base alla distanza della tratta: si va dai 250 euro per voli fino a 1.500 km ai 600 euro per voli superiori a 3.500 km.

Risarcimento automatico e danni ulteriori: qual è la differenza e quando la compagnia aerea può non pagare l’indennizzo

La Cassazione traccia una distinzione molto chiara tra l’indennizzo automatico e l’eventuale risarcimento dei danni ulteriori. La compensazione prevista dal Regolamento europeo è infatti forfettaria e scatta in automatico quando il ritardo supera le tre ore: serve a compensare il disagio e il tempo perso dal passeggero, senza che sia necessario dimostrare uno specifico danno economico. Diverso invece il caso di chi vuole ottenere un risarcimento aggiuntivo. Se il ritardo ha provocato conseguenze più gravi, come la perdita di una coincidenza, di una prenotazione alberghiera, di un evento o di un importante appuntamento di lavoro, allora entra in gioco la Convenzione di Montreal. In queste situazioni il passeggero deve però fornire prove concrete del danno subito, presentando ricevute, biglietti, prenotazioni o altra documentazione utile.
La sentenza chiarisce anche quando una compagnia aerea può rifiutarsi di pagare l’indennizzo. Il vettore può evitare il risarcimento solo dimostrando la presenza di circostanze eccezionali, come condizioni meteo estreme, scioperi dei controllori di volo o emergenze legate alla sicurezza. Non rientrano invece tra le cause eccezionali i problemi tecnici ordinari dell’aereo, la mancanza di personale, la cattiva organizzazione interna o i ritardi nella gestione operativa della compagnia.

© Riproduzione Riservata