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Infantino si assolve: “Chill and relax”, sarà un Mondiale fantastico

Infantino si assolve: “Chill and relax”, sarà un Mondiale fantastico

Bersagliato dalle critiche per i problemi, il numero uno della Fifa ha scelto di difendersi attaccando. La sua teoria” Il calcio non può risolvere tutti i problemi, dunque meglio rilassarsi…

Mr President “chill and relax” Gianni Infantino non si è scomposto davanti a nulla. Nemmeno quando l’inviato della BBC gli ha chiesto se non provasse imbarazzo nel gestire un carrozzone di cui sembra aver perso il controllo, esposto alle decisioni altrui e alla brutta figura dei respingimenti alle frontiere di persone accreditate per il Mondiale o in possesso di un regolare biglietto. Problemi? Quale problemi? Imbarazzi? Nemmeno a pensarlo. Anzi.

“Ho un rapporto eccellente col presidente Trump – ha detto Mr President -. Senza il suo impegno, sarebbe stato semplicemente impossibile organizzare i Mondiali negli Stati Uniti. E’ determinante potersi confrontare con lui su temi importanti e poter mettere tutto sul tavolo per spiegare, senza avanzare richieste particolari: io la vedo così”. Il resto del mondo di questi tempi la vede un po’ diversamente ma non abbastanza per aver convinto il numero della Fifa a un profilo più basso nella chilometrica conferenza stampa della vigilia del via del Mondiale con alle spalle il palcoscenico maestoso dello stadio Atzeca di Città del Messico.

IL MONDIALE DI TRUMP E INFANTINO IL PEGGIORE DELLA STORIA?

Si è dato ragione su tutto, Infantino. Una spiegazione per ciascuno dei dossier che incendiano la vigilia della prima partita, travolgendo logica e a volte anche senso della realtà. L’arbitro somalo rispedito a casa perché sospettato di rapporti con un gruppo terroristico, ma forse solo vittima di un caso di omonimia? “Una situazione spiacevole e sfortunata”. “È spiacevole quello che è successo a Omar. Ma non possiamo controllare tutto. Non siamo ad un livello superiore rispetto ai governi, non siamo i re del mondo: siamo un’organizzazione sportiva e cerchiamo di fare il massimo con i mezzi che abbiamo”.

I visti negati a giornalisti, staff e tifosi? “Siamo un’organizzazione sportiva. A volte è bene calmarsi, rilassarsi, lavorare su tutto e cercare di risolvere ogni problema. Spesso mettendosi subito a urlare si ha l’effetto contrario rispetto a quello di trovare una soluzione. Quello che chiedo al mondo intero è promuovete l’unione del calcio. Noi dobbiamo rispettare le decisioni, che non vuol dire non fare niente, perché abbiamo cercato di trovare una soluzione positiva, ma a volte si riesce e altre no”. Altre volte, in realtà, la Fifa semplicemente aveva scelto di togliere l’organizzazione di un grande evento a chi non si fosse allineato come nel caso del Mondiale Under 20 cancellato in Indonesia.

“Chill and relax” ha detto Infantino e quando gli è stato spiegato che la ricetta non era convincente, ha provato ad argomentare auto assolvendosi e snocciolando numeri e record di un’edizione che ha già definito la migliore di sempre e che sicuramente sarà la più ricca. Si è fatto scudo della presenza dell’Iran, che pure dovrà sottostare a limitazioni che minano l’integrità della competizione visto che Trump non li vuole sul territorio americano: “Sono molto felice, quando sono andato a trovare nei mesi scorsi la nazionale ad Antalya qualcuno diceva che era impossibile, ma avevo promesso che l’avrei reso possibile. Sicuramente non è stato facile, non so chi altro sarebbe riuscito a garantirlo in queste circostanze, ma ero pronto a guidare personalmente il bus da Teheran. Non è stato necessario, l’hanno guidato da soli”.

I biglietti troppo costosi? Colpa delle abitudine americane, non della Fifa. Del resto, è la sua teoria, le 104 partite del Mondiale extralarge saranno “centoquattro Superbowl” e, dunque, non bisogna stupirsi che nel paese che vende i biglietti a migliaia di dollari anche Zurigo si sia adeguata. Per farlo, ha precisato Mr “chill and relax” sono stati prima interrogati i migliori esperti ed avvocati e anche per questo la Fifa sostiene di non aver nulla da temere dalle inchiesta che sono state avviate da alcune procure locali.

Un trionfo annunciato, insomma, con buona pace dei critici che pure lo stanno bersagliando da ogni parte del mondo. L’estrema linea di difesa di Infantino è stata che ogni dollaro ricavato dal mese mondiale sarà reinvestito sul calcio, anche in luoghi lontani e sperduti dove nessuno si azzarda a investire un cent. E i dollari saranno tanti, se è vero che il Mondiale 2026 di Mr President sarà il primo in cui il calcio assomiglierà al basket per consentire a chi paga di infarcire di spot tv le dirette; si giocherà su quattro tempi da 22 minuti, il cooling break è stato istituzionalizzato anche quando le condizioni meteo non lo richiederanno. Ci sarà lo show di metà finale, il terreno preferito degli sponsor. Sarà un’americanata ma guai a dirlo a lui: “chill and relax”. E, se possibile, spendete.

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