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Mondiale, che imbarazzo: gli Usa rimandano a casa un arbitro somalo e la Fifa si allinea

Mondiale, che imbarazzo: gli Usa rimandano a casa un arbitro somalo e la Fifa si allinea

La storia di Omar Artan, direttore di gara respinto all’arrivo a Miami. Gli organizzatori si allineano alla scelta del governo Trump e rinunciano a uno dei migliori fischietti africani.

Non solo il caso della delegazione iraniana e delle perquisizioni che stanno subendo altri protagonisti attesi al Mondiale. La Coppa del Mondo 2026 passerà alla storia come la prima in cui un governo ha imposto alla Fifa di non utilizzare un arbitro negandogli il visto d’ingresso nonostante tutti i tentativi fatti a livello diplomatico per superare gli ostacoli posti dalle norme volute da Washington. Il contrario di quanto garantito nei mesi scorsi dal presidente Gianni Infantino, che più volte si era detto certo della piena collaborazione con il governo Trump per far sì che non ci fossero ostacoli per le nazionali e per il personale chiamato a dare vita al Mondiale.

La vicenda dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, pluripremiato e considerato uno dei migliori fischietti del continente africano, ha svelato l’impossibilità di tenere fede a quanto promesso. Il 34enne direttore di gara è stato fermato e rispedito a casa una volta atterrato all’aeroporto di Miami, respinto dalle autorità federali senza una motivazione ufficiale. Era in possesso di un passaporto diplomatico rilasciato dall’ambasciata di Nairobi, stratagemma individuato per aggirare i problemi di concessione del visto da parte degli Stati Uniti.

Uno stallo irrisolvibile e che ha costretto la Fifa ad arrendersi. Omar Abdulkadir Artan è stato escluso dall’elenco degli arbitri a disposizione di Pierluigi Collina e fine della storia: “La Federazione non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le decisioni sui visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status di Artan non verrà modificato al momento. In linea con i precedenti eventi Fifa, è il governo ospitante a determinare chi riceve il visto e chi viene ammesso nel Paese” il comunicato di Zurigo.

La Somalia figura da tempo nella lista dei paesi dai quali è vietato l’ingresso negli Stati Uniti, ma la situazione era nota e soprattutto discriminatoria per l’organizzazione di un evento importante come il Mondiale. Cosa sarebbe accaduto, ad esempio, se la nazionale somala si fosse qualificata sul campo superando le qualificazioni africane? Probabilmente ciò che è accaduto all’Iran che sarà al Mondiale ma si è visto negare diversi visti per personale della delegazione regolarmente accreditato dalla Fifa e che ha dovuto accettare di spostare la sede del proprio ritiro in Messico e di gestire le trasferte in una manciata di ore a differenza di quanto garantito a tutte le altre nazionali.

Artan è arbitro Fifa dal 2018, nel 2025 è stato premiato come miglior direttore di gara della confederazione africana e la sua selezione nell’elenco dei 52 fischietti chiamati al Mondiale era avvenuta su basi unicamente di merito. Per la Somalia era motivo d’orgoglio averlo mandato negli Stati Uniti, un sogno che si è spezzato a pochi passi dal realizzarsi. La Fifa e Infantino non hanno ritenuto di intervenire oltre presso l’amministrazione Trump.

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