Abbiamo qualche certezza e una grande incognita. A una partita dalla fine della fase a girone della Champions League, si giocherà tutto nel super mercoledì di fine gennaio, l’Italia sa di avere almeno tre squadre qualificate ai playoff di febbraio mentre la quarta, che è il Napoli con lo scudetto cucito sul petto, è chiamato a un’impresa per non salutare la compagnia con netto anticipo rispetto al previsto.
La vittoria contro Mourinho ha chiarito il percorso della Juventus di Spalletti: saranno spareggi con una piccolissima speranza di entrare nelle prime otto. Si tratta di un’ipotesi poco realistica, perché vincendo nel Principato contro il Monaco i bianconeri salirebbero a 15 punti, quasi certamente insufficienti per prendersi un posto diretto negli ottavi di finale. Il ragionamento va esteso anche all’Inter, pur avendo i nerazzurri una differenza reti leggermente migliore (+6 contro +4) ma anche un calendario che propone la trasferta sul campo del Borussia Dortmund.
Facendosi rimontare in casa dall’Athletic Bilbao, invece, l’Atalanta ha buttato via quasi tutto quello che di buono aveva fatto prima. I bergamaschi avrebbero potuto festeggiare un traguardo storico e, invece, ora sono appesi a una vittoria larga in Belgio contro l’Union Saint-Gilloise con possibile goleada perché il traguardo dei 16 punti da solo non garantisce nulla visto che la concorrenza è agguerrita e ha un vantaggio netto alla voce differenza reti.
E’ un bilancio positivo o negativo? Tutto ruota intorno al Napoli. La situazione dei partenopei è compromessa e non all’altezza delle aspettative, come ha onestamente riconosciuto Antonio Conte dicendo che il percorso napoletano non è stato da Champions League. Al Maradona arriva il Chelsea che al momento è l’ultima delle qualificate nel G8. Ergo, non ha regali o cali di tensione da concedere all’avversario di turno.
Se il Napoli vince, entra nei playoff. Se perde non può migliorare l’attuale situazione (25°) ed è fuori. Se pareggia è appeso ai risultati delle altre perché a 9 punti possono arrivare (o restare) in tanti e dipenderà dalla forbice tra gol segnati e subiti. Quella dei partenopei è -5, non il massimo. Provando a sintetizzare, Conte deve sperare che filino senza sorprese le partite di Monaco (9 punti, sfida la Juventus) e Psv (8, Bayer Monaco) e che il Marsiglia (9) faccia il suo con il Bruges (7 e differenza reti -5).
Difficile confidare in suicidi sportivi di Bayer Leverkusen (9, Villareal), Olympiakos (8, Ajax) e Athletic Bilbao (8, Sporting Lisbona ma partendo da una differenza gol di -2). Queste sono quelle che ad oggi precedono i campioni d’Italia. Alle spalle, oltre al già citato Bruges, occhio al Pafos che di punti ne ha 6 (-6) ma ospita lo Slavia Praga mentre Copenaghen (contro il Barcellona), Bodo Glimt (Atletico Madrid) e Benfica (Real Madrid) hanno impegni sulla carta proibitivi.
Il ranking Uefa, intanto, non lascia sperare nel quinto posto per la prossima Champions League. L’Inghilterra è in fuga, irraggiungibile, e davanti all’Italia ci sono anche Polonia, Germania e Spagna con un vantaggio, nel caso dei tedeschi, di oltre un punto. Non è ancora tutto perduto, ma bisogna cambiare passo in fretta.
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