Mentre la crisi energetica scatenata dal conflitto mediorientale non accenna a placarsi, i prezzi di benzina e gas sono già in forte rialzo in tutto il Paese, andando a pesare sui portafogli di imprese e famiglie.
Per tentare di frenare il forte rincaro il governo sta lavorando alle cosiddette “accise mobili”, un meccanismo fiscale che riduce automaticamente le tasse sui carburanti quando il prezzo del petrolio supera una soglia stabilita.
Carburante in aumento
Gli effetti alla pompa dei grandi rincari di questi giorni non si sono fatti attendere, infatti. La benzina verde ha superato 1,70 euro al litro in modalità self service, mentre il gasolio ha abbondantemente sfondato 1,80 euro.
In alcune zone di Milano la verde ha già abbondantemente superato i 2 euro al litro, mentre le previsioni più pessimiste indicano che benzina e diesel potrebbero salire oltre i 2,50 euro su scala nazionale, con la possibilità concreta di raggiungere i 3 euro.
Il peso sulle famiglie è già consistente. Secondo le stime del Codacons, un nucleo con due figli spenderà tra i 160 e i 165 euro in più l’anno per i soli rifornimenti, ma la situazione si aggrava se si sommano i rincari delle bollette di luce e gas e i maggiori costi del carrello della spesa.
L’aggravio complessivo stimato dal Codacons oscilla tra i 614 e gli 818 euro annui per famiglia. Per le imprese il conto è ancora più salato: ogni rialzo del carburante comprime i margini, alza i costi logistici e innesca pressioni sui listini lungo tutta la filiera produttiva.
Il governo prepara le accise mobili
Di fronte all’emergenza, il governo ha avviato una riflessione concreta sulle cosiddette “accise mobili”, meccanismo che consente di abbassare automaticamente la tassazione sui carburanti quando il prezzo del greggio supera determinati valori di riferimento.
La segretaria del Pd Elly Schlein aveva riproposto lo strumento, già introdotto nel 2023 proprio dal governo Meloni, e la proposta è stata accolta con favore tanto dal ministro Giorgetti quanto dalla stessa premier.
Meloni, ospite domenica sera di “Fuori dal Coro” su Rete 4, ha confermato: «Sulla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell’opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo».
Lo strumento giuridico esiste già. Il greggio è sopra la soglia dei 100 dollari al barile e a Roma si lavora a un possibile decreto per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese.
Il decreto numero 5 del 2023 ha semplificato la norma della legge di bilancio 2008, che prevede la possibilità per il Mef e il Mase di ridurre le accise su benzina e gasolio quando i prezzi superano il valore di riferimento dell’ultimo Documento programmatico. Un taglio che però, è bene precisare, si fermerebbe verosimilmente a qualche centesimo al litro.
Quella soglia è oggi ampiamente superata. Il meccanismo punta a sfruttare l’extra-gettito IVA generato dai rincari stessi della benzina per finanziare lo sconto alla pompa, senza gravare sul bilancio. Il Codacons chiede un taglio di almeno 15 centesimi al litro. Tuttavia, attivare davvero la misura richiede un decreto legge da approvare in Consiglio dei ministri.
Si aggrava la crisi energetica
Sia il prezzo del Brent (valore di riferimento per l’Europa) che del Wti americano hanno registrato forti rialzi, raggiungendo picchi di oltre 110 dollari. Stessa cosa per il gas alla borsa di Amsterdam, che ha superato i 60 euro al Megawatt/ora.
Per fronteggiare l’emergenza energetica, mentre lo stretto di Hormuz rimane chiuso al traffico marino, i ministri delle Finanze del G7 hanno tenuto una riunione d’emergenza per discutere un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve, coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.
In particolare, si starebbe valutando il rilascio di 300-400 milioni di barili, circa il 25-30% delle riserve disponibili dei 32 Paesi membri dell’AIE, che nel complesso custodiscono 1,2 miliardi di barili.
La mossa stabilizzerebbe nel breve termine i mercati energetici, la sola anticipazione è bastata per far scendere i prezzi del petrolio dai picchi massimi. Tuttavia, senza un rapido ripristino dei flussi attraverso lo Stretto, difficilmente la crisi energetica sarà superata.
