Caro Mister Prezzi, le scrivo questa cartolina perché, improvvisamente, mi sono ricordato della sua esistenza. Che strano eh? Ogni volta che c’è un aumento sconsiderato dei prezzi, salta fuori che in Italia abbiamo Mister Prezzi, cioè lei, un funzionario del ministero incaricato proprio di controllare gli aumenti sconsiderati dei prezzi.
Senza, per altro, poterli controllare. Sì, proprio così: lei ha la facoltà di «osservare», «scrutare», «monitorare», «segnalare», in pratica è il voyeur delle oscenità tariffarie. Una specie di umarell nei cantieri della speculazione. Nel senso che gli speculatori ci spennano e lei li guarda (o li monitora, se preferisce) senza avere gli strumenti per fermarli. Al massimo compila una relazione per dire che speculare è proprio una brutta cosa. Come se non lo sapessimo già da soli. Ci siamo chiesti tante volte a che diavolo serva avere Mister Prezzi, e ogni volta ci siamo dati la stessa risposta: a nulla. O, al massimo, a dire «abbiamo attivato Mister Prezzi», come ha fatto l’altro giorno il ministro Urso. Detta così, sembra quasi una cosa vera. Ma, in effetti, che cosa abbiamo attivato? La targhetta sulla porta? La carta intestata? Perché queste sono le uniche armi effettive su cui lei può contare, caro Mister Prezzi: un po’ poco per fermare gli assatanati speculatori. E in effetti lei non li ferma affatto. Ogni volta si riduce a «monitorare». A «osservare». Lei è un guardiano delle vacche scappate, l’uomo che piange sull’aumento versato. Più che Mister Prezzi, Mister X. L’inutilità fatta funzione. O funzionario. La figura fu istituita con la finanziaria approvata il 24 dicembre 2007. Da allora sono stati nominati sei Mister Prezzi, suoi compagni di sventura. Lei è lo sventurato settimo. Il suo nome non è noto ai più: si chiama Benedetto Mineo, palermitano, 65 anni, già amministratore delegato di Equitalia, nonché boss dell’Agenzia delle Entrate, ora è un alto funzionario del ministero delle Imprese e del made in Italy. È in carica come Mister Prezzi dal 2021, senza stipendio aggiuntivo (meno male: ci mancherebbe pure), e ha visto passare sotto i suoi occhi le tempeste più violente, dalla guerra dell’Ucraina a oggi, senza riuscire a fare nulla per fermarle. E, per altro, senza nemmeno riuscire a fare nulla per prevederle. Come un Bernacca che annuncia pioggia quando ormai siamo già tutti bagnati…
Il suo nome Benedetto (benedetto, si fa per dire) salta fuori, infatti, ogni volta che la crisi è già esplosa. Dopo, non prima. Se ne sta in sonno per mesi e mesi, ci dimentichiamo della sua esistenza, poi i prezzi impazziscono e, dopo che sono impazziti, arriva lei che «monitora». Ma che diavolo monitora, mi scusi? Che ci stanno spennando ce ne accorgiamo da soli, non le pare? Lei che sta al ministero dovrebbe fare qualcosa per evitarlo. Oppure dovrebbe rinunciare al titolo di Mister Prezzi che così sa di beffa. Nel 2023 si parlò di un suo possibile ritorno all’Agenzia delle entrate. «Al suo posto», scriveva Repubblica il 10 gennaio di quell’anno, «arriverà un figura che si farà sentire e metterà timore alle compagnie petrolifere». C’eravamo illusi e invece, niente: è rimasto lei che non mette timore a chicchessia. Nessuna altra figura. Soltanto la sua solita figuraccia.
