I droni costano meno delle armi convenzionali e per questo possono essere lanciati e sacrificati anche per propaganda, per saggiare la prontezza avversaria, per sperimentare nuove rotte e per mantenere pressione militare sui nemici. Lunedì 18 maggio un allarme aereo ha visto il decollo immediato di uno F-16 rumeno di stanza a Šiauliai, Lituania, per intercettare un oggetto volante sconosciuto che si è poi rivelato essere un drone ucraino che sorvolava l’Estonia. L’abbattimento è avvenuto poche ore dopo che l’intelligence di Mosca aveva accusato la Lettonia di consentire all’Ucraina l’uso del suo territorio e dello spazio aereo per lanciare droni contro la Russia. Non è la prima volta che accade, le incursioni di questo tipo sono state diverse negli ultimi mesi e hanno sovente riguardato lo spazio aereo degli Stati baltici, come hanno riportato anche i media estoni in una conferenza stampa del Ministero della Difesa svoltasi a Tallinn, durante la quale il ministro della Difesa Hànno Pevkur ha dichiarato che radar estoni avevano rilevato la minaccia prima che entrasse nello spazio aereo del Paese. L’abbattimento è stato quindi confermato da diversi alti funzionari del governo estone e il drone è precipitato in una zona paludosa tra il lago Võrtsjärv e Põltsamaa, poco prima delle 13 ora locale. Ciò che rende il copione di questo evento differente dal solito è che al contrario di quanto era sempre avvenuto, con immediate accuse alla Russia, questa volta l’Ucraina, meno di due ore dopo, ha rilasciato delle scuse pubbliche, con il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Heorhii Tykhyi che ha dichiarato: “Ci scusiamo con l’Estonia e con tutti i nostri amici baltici per questi incidenti involontari”. I resti del drone abbattuto sono in fase di recupero e le autorità estoni hanno avvertito i residenti della zona investita dai detriti di non toccare alcuna parte, limitandosi invece a segnalarne la presenza. Meno di dodici ore dopo il fatto l’allerta civile relativa all’incursione nello spazio aereo è stata revocata, tuttavia, il comandante dell’aeronautica estone, il generale di brigata Riivo Valge ha dichiarato che sussiste una minaccia residua per gli Stati baltici, aggiungendo che “potrebbe ripetersi la situazione odierna”. Intanto, Mosca ha dichiarato che l’appartenenza alla Nato della Lettonia “non proteggerà i complici dei terroristi da una giusta punizione”, mentre sul fronte opposto Tallin ha negato qualsiasi concessione all’Ucraina, con il ministro degli Esteri del paese che ha dichiarato al social media “X” che “la Russia mente di nuovo”. Il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino, ha dichiarato che “né l’Estonia, né la Lettonia, né la Lituania, né la Finlandia hanno mai autorizzato l’utilizzo del loro spazio aereo per attacchi contro forze armate di Mosca. Inoltre, che l’Ucraina non ha mai richiesto tale utilizzo”.
Fuori rotta per scelta o a causa dei disturbi
Tali situazioni hanno diverse cause, dai disturbi ai segnali radio del sistema di navigazione statunitense Gps e al russo Glonass, agli errori di posizione delle piattaforme inerziali e agli effetti delle contromisure elettroniche, fino alla deriva causata dal vento e agli errori di pilotaggio. Da gennaio a oggi si sono verificati diversi episodi di droni ucraini che hanno violato lo spazio aereo dei paesi baltici membri della Nato e in alcuni casi questi si sono persino schiantati contro infrastrutture critiche. La scorsa settimana un attacco accidentale a una raffineria di petrolio dismessa in Lettonia aveva portato alle dimissioni del primo ministro e del ministro della Difesa. In precedenza, alcuni droni avevano colpito la ciminiera di una centrale elettrica estone ed erano precipitati in un lago lituano. Tali episodi hanno alimentato l’ipotesi che la Russia starebbe utilizzando sistemi di guerra elettronica per deviare i droni d’attacco a lungo raggio provenienti dall’Ucraina e in rotta verso obiettivi russi, causandone lo sconfinamento verso i paesi della Nato all’estremità orientale del Mar Baltico. Tale ipotesi sarebbe suffragata dalla ricezione di particolari segnali radio che però hanno durata limitata e provenienza misteriosa, ovvero sono tali da non poterne localizzare il punto di emissione. Il Ministero degli Esteri ucraino ha già diffuso una dichiarazione su questo argomento: “La Russia continua a deviare i droni ucraini verso i Paesi baltici con l’uso della guerra elettronica; Mosca lo fa intenzionalmente insieme a una propaganda intensificata e sfruttando gli incidenti con i droni in una campagna mediatica coordinata, eludendo le accuse di misure di guerra elettronica per addossare la colpa agli Stati baltici e alla Finlandia.”
