Home » Attualità » Economia » SpaceX: si avvicina l’IPO da record in borsa, mentre i conti sono in rosso per 4,28 miliardi di dollari

SpaceX: si avvicina l’IPO da record in borsa, mentre i conti sono in rosso per 4,28 miliardi di dollari

SpaceX: si avvicina l’IPO da record in borsa, mentre i conti sono in rosso per 4,28 miliardi di dollari

L’azienda di Elon musk prepara la sua entrata in borsa, che potrebbe essere la più grande della storia. SpaceX punta a raccogliere 75 miliardi, per una valutazione enorme tra 1,75 e 2 bilioni di dollari.

SpaceX, il colosso aerospaziale di Elon Musk, è pronta a sbarcare in Borsa con quella che si preannuncia essere la più grande offerta pubblica iniziale di sempre.

I numeri di SpaceX

D’altra parte i conti dell’azienda sembrerebbero giustificare la cifra monstre che i documenti citati da Wall Street Journal e Financial Times testimoniano.

Nel bilancio relativo al 2025 la società aveva registrato ricavi totali per 18,5 miliardi di dollari. Nonostante questi ricavi record, trainati soprattutto da Starlink, l’utile netto di SpaceX ha fatto registrare il segno rosso per ben 4,94 miliardi di dollari.

A questi numeri si deve però aggiungere la nuova maxi-partnership siglata con Anthropic. Un accordo che prevede il versamento a SpaceX di 1,25 miliardi di dollari mensili fino al maggio del 2029 per ottenere maggiore capacità computazionale.

I numeri sono emersi con il deposito del prospetto informativo S-1 presso la SEC, il documento che serve a preparare l’imminente quotazione in Borsa dell’azienda. L’obiettivo, se l’IPO andrà in porto entro la metà di giugno, punta a un target di raccolta di 75 miliardi di dollari.

Un’operazione renderebbe quella di SpaceX l’IPO più grande della storia economica globale, superando quella di Saudi Aramco. La valutazione dell’azienda dopo il debutto in borsa dovrebbe collocarsi in una forchetta compresa tra 1,75 e 2,0 bilioni di dollari (poco meno del Pil dell’Italia).

IA in rosso

Nonostante i conti del 2025 evidenzino il boom di Starlink, che ha generato 11,4 miliardi di ricavi (+50%) e 4,4 miliardi di utile operativo (+120%), la divisione AI di SpaceX ha invece chiuso con una perdita di 6,4 miliardi su 3,2 miliardi di fatturato.

Una perdita ulteriormente aggravatasi nel primo trimestre del 2026, che ha visto SpaceX andare in rosso per ben 4,28 miliardi dollari, anche qui in virtù delle gargantuesche spese nell’IA, quasi uguagliando quello dell’intero 2025.

Nonostante le vistose perdite, l’azienda punta sull’intelligenza artificiale come il “più grande mercato della storia dell’umanità”, stimando un’opportunità da 28.500 miliardi di dollari.

D’altra parte, un’azienda che fa della sua mission la colonizzazione di Marte non può certo farsi fermare dalle perdite, seppur miliardarie. Nei documenti depositati, SpaceX esplicita il suo obiettivo nel “costruire i sistemi e le tecnologie necessari per rendere la vita multiplanetaria, comprendere la vera natura dell’universo ed estendere la luce della coscienza fino alle stelle”.

Goldman Sachs guiderà l’Ipo

La quotazione di SpaceX avverrà sul Nasdaq, con il ticker SPCX. Per non farsi mancare niente, sarà Goldman Sachs a fungere da lead left underwriter, ovvero la guida principale del consorzio di collocamento.

Ciò significa che Goldman Sachs coordinerà la determinazione del prezzo, gestirà il libro degli ordini degli investitori e si farà carico del rischio maggiore dell’operazione, superando rivali storici come Morgan Stanley.

Musk rimane saldo alla guida

Elon Musk manterrà il controllo pressoché totale dell’azienda. Il mercato acquisterà infatti azioni di Classe A (con un voto per azione), mentre Musk manterrà le azioni di Classe B, che garantiscono ben 10 voti per ciascun titolo.

Questo meccanismo permette al miliardario di detenere l’85,1% dei diritti di voto complessivi pur possedendo una quota di capitale reale inferiore, blindando così ogni decisione aziendale. 

Il prospetto presentato da SPaceX afferma inoltre che le azioni a lui spettanti saranno suddivise in 15 tranche quasi uguali, comprendenti circa 67 milioni di azioni ciascuna, e che matureranno solo al raggiungimento di determinati obiettivi di capitalizzazione di mercato.

Il fiore all’occhiello del magnate di origine sudafricana rimarrà quindi saldamente nelle sue mani.

© Riproduzione Riservata