Non solo Chiara Poggi. Le morti misteriose attorno al delitto di Garlasco, riportate al centro del dibattito pubblico a Mattino Cinque, il 15 aprile, sono tre. Distanziate di qualche anno l’una dall’altra e tutte e tre particolarmente strane e inquietanti. Andiamo con ordine.
Tre morti particolarmente strane
Giovanni Ferri era un meccanico in pensione, rinvenuto senza vita il 23 novembre 2010, in uno spazio ristretto, con la gola e i polsi tagliati. Assente l’arma che gli avrebbe provocato quelle ferite mortali. La moglie ha sempre escluso che si trattasse di suicidio, eppure gli inquirenti conclusero proprio che Ferri si fosse tolto la vita.
Altra morte sospetta è quella di Corrado Cavallini, deceduto nel 2012, che conosceva molto bene sia il defunto meccanico pensionato sia Andrea Sempio e tutta la sua famiglia. Era infatti il loro medico di base, e aveva assistito la moglie di Ferri dopo lo strano decesso di quest’ultimo. Ecco perché, secondo gli investigatori, Cavallini sarebbe il trait d’union fra l’omicidio di Chiara e il caso misterioso del meccanico.
Infine, il caso più conosciuto, quello che fece più scalpore e che gettò l’ennesima, lunga ombra nera su Garlasco. Si tratta di Michele Bertani, l’amico di Sempio che si sarebbe impiccato nel 2016. La conduttrice Federica Panicucci ha riportato alla memoria il dettaglio del cappio al collo, con un nodo estremamente difficile da fare in autonomia. Da qui, i sospetti sulle dinamiche della morte.
Come sono collegate al delitto di Garlasco
Difficile non rimanere sconvolti quando si pensa alla scia mortale che lega questi tre casi, ognuno con le sue peculiarità ma tutti legati a protagonisti di una storia e di una cittadina comuni. E tutti avvolti da dubbi e incognite oggi quasi impossibili da risolvere. Come ha affermato Riccardo Signoretti, ospite della trasmissione, «non credo che ci voglia il microscopio per identificare un filo rosso che può legare queste morti». Il giornalista ha poi aggiunto: «Garlasco è un centro molto piccolo, dove però dal punto di vista della cronaca nera accadono grandi cose. E questo è strano e sospetto, perché ci sono le statistiche sui suicidi».
Insomma, Garlasco sembra quasi maledetta da un perverso gioco del destino, che ha generato una lunga e tortuosa strada di morte con poche (o nessuna) scorciatoia e tanti sentieri laterali che sviano dalla verità.
