Cerchiamo di riannodare tutti i fili del delitto di Garlasco. Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene uccisa brutalmente. E questa è l’unica certezza che abbiamo. Da lì, cominciano le ipotesi. Chi l’ha uccisa? La sentenza del 2015 condanna Alberto Stasi, fidanzato della vittima, a 16 anni di reclusione. Ora, però, la nuova consulenza della professoressa Cristina Cattaneo colloca il delitto almeno mezz’ora più tardi, escludendo di fatto quasi certamente la presenza di Stasi. Inoltre, l’omicidio sarebbe avvenuto in più fasi e in più aree della villetta di Via Pascoli: sono state trovate tracce di sangue sul divano, vicino al telefono e nel seminterrato.
La situazione di Andrea Sempio
E Andrea Sempio? Le indagini su di lui, unico indagato per concorso in omicidio, si sono aperte l’11 marzo 2025 (per la terza volta). Beh, sul 37enne non vi sono prove inoppugnabili. Certo, su di lui pendono indizi notevoli, su tutti il Dna compatibile con la linea maschile del suo ceppo familiare, trovato sotto le unghie di Chiara. Solo indizi, però. Rilevanti, ma non ancora definitivi. È opportuno notare, comunque, che qualcosa di importante si sta muovendo: ad esempio, alla luce del profondo ribaltamento della scena del crimine, comincia a traballare il suo alibi, quello del biglietto del parcheggio di Vigevano.
Gli audio riesumati a Quarto Grado
Di Sempio, comunque, si è tornati a parlare in televisione negli ultimi giorni. Al centro della scena, alcuni presunti audio, chiamati in causa dalla criminologa Roberta Bruzzone a Quarto Grado, durante la puntata di venerdì 10 aprile: «Con questi audio siamo a un ottimo punto. Sono tre i soggetti agenti: Stefania Cappa in regia (mai indagata), Andrea Sempio esecutore unitamente a Michele Bertani (l’amico morto suicida)». E ha spiegato nel dettaglio: «La pista alternativa sarebbe questa: tre soggetti sulla scena legati al movente cocaina. Gli audio sono nelle mani sicure di un avvocato che sa come le deve gestire. Non sono ancora stati depositati in Procura perché servono passaggi formali». Tuttavia, esistono «dichiarazioni su azioni commesse che configurano una serie di reati procedibili d’ufficio. Possiamo ipotizzare un’influenza indebita per motivazioni legate a questioni personali. Poi sarà un magistrato a valutare».
