«Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare». Tutti gli appassionati del Signore degli Anelli, il magnum opus del leggendario scrittore J.R.R. Tolkien, conoscono questa frase come un versetto del Vangelo, e venerano Gandalf che la pronuncia quasi alla stessa stregua di un papa.
Leone XIV e l’enciclica tolkeniana
Beh, la citazione letteraria è stata una scelta tutt’altro che casuale per Leone XIV, che l’ha inserita come pilastro della sua prima enciclica Magnifica humanitas, pubblicata ufficialmente il 25 maggio 2026. No, questa decisione precisa è dovuta al momento tutto particolare che l’umanità sta vivendo, fra guerre, malattie, intelligenza artificiale e un mondo che sembra andare sempre più veloce in una direzione sempre più imprecisata.
Ecco, in questa nebbia culturale che offusca le menti dei fedeli (e non solo), una voce autorevole e illuminata come quella di Tolkien, che fa parlare se stesso tramite le sagge parole di Gandalf, rappresenta quella guida morale e spirituale di cui l’uomo ha bisogno di nutrirsi avidamente.
La fede cristiana di Tolkien
D’altronde, l’autore del Signore degli Anelli ha manifestato apertamente e a più riprese la propria viscerale fede cristiana, di cui la sua opera è intrisa fino al midollo. Lo scontro fra il Bene e il Male, la fedeltà dei piccoli (nel romanzo, gli hobbit), la corruzione del potere assoluto, l’importanza dell’amicizia, della misericordia e della perseveranza. Tolkien non esalta la forza bruta, quanto piuttosto la forza d’animo. Vince chi rimane fedele a se stesso e agli altri. Il romanzo appartiene al genere fantasy, è vero, ma rappresenta anche una bussola culturale da prendere come ispirazione quotidiana per gli altissimi valori che rappresenta, dalla speranza allo spirito di sacrificio.
Come Tolkien avvicina i giovani al cristianesimo
L’influenza tolkeniana sui lettori di ogni età, anche grazie ai film di Peter Jackson, rende la menzione all’interno dell’enciclica una mossa di notevole lungimiranza da parte della Chiesa, che abbandona il tono talvolta eccessivamente oscuro o filosofico per abbracciare un’opera che oltre a essere di straordinario valore è anche in grado di raggiungere una fetta più ampia, soprattutto quella giovane che nei personaggi positivi – come Gandalf – del Signore degli Anelli, vede un modello da seguire e incarnare nella propria routine.
Perché «Il Signore degli Anelli» è importante nella vita quotidiana
In effetti, come ricorda Gandalf, «non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo». Siamo tuttavia responsabili, quantomeno, del modo in cui lo abitiamo. In quest’ottica, diventa fondamentale utilizzare al meglio il nostro tempo. Che eredità lasceremo ai nostri figli? Quale speranza trasmetteremo loro?
Bisogna ripartire dall’imperativo di restare umani, come rammenta Leone, senza cedere alle tentazioni artificiali ma lasciandosi ispirare dalle parole di Gandalf e da quei piccoli hobbit che, grazie al loro coraggio e alla loro umanità, sono stati in grado di sconfiggere Sauron, l’apparentemente invincibile Signore Oscuro.
