Confidence you can wear è la dichiarazione di intenti che campeggia in homepage sul sito di Dan John. Nata nel 2015, l’azienda di abbigliamento ha archiviato i suoi primi dieci anni di vita con un fatturato di 140 milioni, MOL-Margine operativo lordo al 13,5%, risultati che si traducono in 3,5 milioni di capi venduti ogni anno, 1,5 milioni di clienti serviti e oltre 8,2 milioni di ingressi in store. L’obiettivo ora è di potenziare l’estero, rimanendo coerenti alla propria immagine, “La nostra espansione globale è guidata da una chiara visione strategica incentrata sul potenziamento del brand all’estero, ma anche in Italia. Nel breve e medio termine, i nostri sforzi si concentreranno su aree geografiche ad altissimo potenziale: il Medio Oriente, l’Asia e gli USA, dove rafforzeremo la nostra presenza con store fisici e e-commerce”, ha spiegato Daniele Raccah, Ceo e CoFounder di Dan John, “Lo sviluppo in questi mercati chiave avverrà in modo strutturato attraverso la sigla di partnership strategiche con attori locali di rilievo, che ci permetteranno di ottimizzare e potenziare la distribuzione globale del marchio, esportando la nostra formula di eleganza italiana accessibile anche fuori dai confini europei. Allo stesso tempo, continueremo a consolidare la nostra presenza e a espanderci nei mercati europei in cui siamo già presenti”. Con una rete globale di 250 negozi, Dan John crede nell’esperienza come volano di crescita, “Il nostro obiettivo cardine è la perfetta omnicanalità, ovvero la totale integrazione tra negozi fisici ed e-commerce per offrire un’esperienza d’acquisto fluida ed integrata”, ha proseguito il Ceo, “Per il canale Retail Fisico: stiamo pianificando l’apertura di nuovi store fisici focalizzandoci sull’espansione in città strategiche, sia in Europa che nel resto del mondo per arrivare entro fine 2026 a 265 store. Inoltre, in store potenzieremo l’uso di soluzioni digitali avanzate per il servizio al cliente. Per il canale Digital: l’evoluzione passerà dal potenziamento della piattaforma e della user experience, unita all’ottimizzazione della logistica e delle spedizioni internazionali. Sfrutteremo l’Intelligenza Artificiale e l’analisi dei dati utente, per personalizzare l’offerta online ed evolveremo la narrativa sui nostri canali social per trasformarli in veri e propri consulenti di stile, incrementando le vendite e-commerce anche grazie al rafforzamento nei marketplace digitali. Abbiamo creato il Mix & Match, tool unico al mondo che permette di creare outfit basati su abbinamenti selezionati e approvati del nostro Ufficio Stile in tempo reale, sul nostro sito”. Con una collezione che si articola in macro-mondi, che comprendono proposte formali, smart casual, accessori e anche una linea kids coordinata, l’etichetta ha scelto il pilota di MotoGp Jorge Martìn come nuovo marchio Ambassador per il 2026, “Questa scelta risponde alla nostra vision a lungo termine: essere il partner di stile per uomini veri che decidono di credere in sé stessi e che affrontano la vita con audacia, determinazione e sicurezza. Jorge Martìn incarna perfettamente i tratti della nostra Brand Personality: un uomo deciso, autentico ed elegante, che apprezza look versatili e funzionali anche per il tempo libero.
La collaborazione non si limiterà a una pura e semplice associazione di immagine o a campagne pubblicitarie tradizionali”, ha concluso Raccah, “Le prossime iniziative di marketing e comunicazione saranno fortemente orientate alla fidelizzazione e all’ampliamento della community, muovendosi su direttrici precise: Fidelizzazione basata su Dati e AI con attività di marketing one-to-one; Contenuti social e di Style Mentoring, passando a una narrativa immersiva incentrata su guide di stile, consigli d’uso e abbinamenti per le diverse occasioni dell’anno; Eventi e Partnership sul Territorio: creeremo eventi esclusivi, attiveremo collaborazioni strategiche per offrire un’esperienza di lifestyle a 30° gradi. Infine, continueremo a valorizzare le nostre grandi sponsorizzazioni istituzionali, come quella che ci vede Official Sponsor della Federazione Italiana Rugby (FIR) e dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA). Per quanto riguarda le partnership, abbiamo in serbo anche una sorpresa… che però non posso ancora rivelare!”.




