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Garlasco, le nuove clamorose ipotesi che potrebbero incastrare Sempio e scagionare Stasi

Garlasco, le nuove clamorose ipotesi che potrebbero incastrare Sempio e scagionare Stasi

Garlasco, la perizia Cattaneo sposta l’ora della morte di Chiara Poggi. Stasi potrebbe essere scagionato, Sempio rimarrebbe senza alibi

In un delitto come quello di Garlasco sono i dettagli a fare la differenza. Basterebbero una manciata di minuti per cambiare il corso dell’omicidio di Chiara Poggi. Figuriamoci mezz’ora. Ecco, la consulenza della professoressa Elena Cattaneo ha introdotto un elemento destinato a riscrivere, ancora una volta, questa storia: la vittima sarebbe stata uccisa più tardi rispetto a quanto stabilito nei processi che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Cosa potrebbe cambiare per il processo

Le nuove analisi sulla scena del crimine, condotte anche con tecniche di intelligenza artificiale e ricostruzioni in tre dimensioni, indicano che il delitto sarebbe avvenuto in tarda mattinata, almeno «mezz’ora dopo rispetto a quanto stabilito in precedenza». Uno scarto temporale che pesa come un macigno dal punto di vista giudiziario.

I giudici che hanno condannato Stasi avevano stabilito infatti che dalle 10 del mattino lui lavorava alla sua tesi dal computer di casa. Se il nuovo orario della morte di Chiara venisse confermato, tra il delitto e l’accensione del pc rimarrebbero pochissimi minuti. Un lasso di tempo che renderebbe la sua presenza sulla scena del crimine materialmente impossibile, o quasi.

La situazione di Sempio

Mentre la colpevolezza di Stasi potrebbe essere definitivamente messa in discussione, il profilo di Andrea Sempio tornerebbe a farsi improvvisamente più complicato. Alle 9:58 il suo cellulare aggancia una cella compatibile con uno spostamento verso Vigevano. Un dato tecnico che si colloca subito dopo la finestra temporale individuata per l’aggressione.

Sempio sostiene di essere andato a Vigevano quella mattina per comprare un libro. A supporto della sua versione, il famoso scontrino del parcheggio. Ma quell’alibi ha una crepa: non è certo che quel ticket appartenga davvero a lui. Si è ipotizzato persino che sia stato un amico pompiere della madre a procurarlo alla famiglia. L’indagato ha respinto nuovamente con forza ogni dubbio: «Ero a Vigevano quella mattina». Il percorso dichiarato, tuttavia, non coinciderebbe con il tragitto più diretto. Non è un’anomalia decisiva, ma introduce comunque una variabile nei tempi di percorrenza difficile da ignorare.

La fuga dell’assassino

Le ricostruzioni andate in onda a Mattino Cinque approfondiscono inoltre come potrebbe essersi allontanato l’assassino dalla villetta dei Poggi. L’ipotesi è che abbia evitato l’ingresso principale, uscendo invece sul retro. Da lì si aprirebbe un percorso alternativo tra campi, sentieri e strade secondarie, geograficamente plausibile per chi voglia sparire rapidamente senza attraversare le vie più frequentate del paese.

È proprio in quel giardino che si concentra ora l’attenzione degli inquirenti. La madre di Stasi e quella della stessa Chiara hanno sostenuto che in quella zona «ci fosse qualcuno». Le mosse del killer dopo l’omicidio, e forse anche qualche errore commesso nella fuga, potrebbero ancora restituire un nome e un volto a chi si cerca (invano) da diciott’anni.

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