Il tema più caldo delle ultime settimane garlaschesi è la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Dopo il deposito in Procura al Tribunale di Pavia, il 23 febbraio, sono emerse immediatamente le prime indiscrezioni, proseguite nelle settimane successive. Fino a domenica 22 marzo, quando il Tg1 ha ripreso in esclusiva le voci secondo cui l’omicidio di Chiara Poggi sarebbe avvenuto a un orario ben diverso rispetto a quanto si sia sempre sostenuto: almeno mezz’ora dopo la colazione. Cosa cambierebbe? Beh, cambierebbe molto, soprattutto per Alberto Stasi.
Spieghiamoci meglio. La sentenza di condanna, infatti, condensava il delitto in appena 23 minuti. Un lasso di tempo nel quale l’allora fidanzato della vittima avrebbe ucciso la ragazza, si sarebbe ripulito e sarebbe tornato a casa in bicicletta. 23 minuti, appunto. Poco, è vero, molto poco per fare tutto quello di cui è stato accusato. Ma è anche l’arco temporale in cui Stasi non aveva alcun alibi. Ecco il motivo della condanna. Ed ecco perché le nuove indiscrezioni costituirebbero un ribaltamento totale in tal senso, un capovolgimento delle dinamiche dell’omicidio e anche del colpevole.
La posizione di Stasi
Spostando il delitto più in là di almeno mezz’ora, infatti, Stasi non sarebbe sulla scena del crimine, all’interno della villetta di Via Pascoli. Al di fuori di quei fatidici 23 minuti, il fidanzato di Chiara aveva il computer acceso, e aveva guardato delle immagini prima di cominciare a scrivere la tesi di laurea. Solo successivamente, era uscito di casa e aveva scoperto il cadavere della fidanzata. Un alibi inconfutabile. Oltretutto, Chiara Poggi aveva sotto le unghie del Dna che, stando alle recenti analisi, non sarebbe di Stasi, ma compatibile con la linea maschile paterna di Andrea Sempio, unico indagato per concorso in omicidio.
Nessuna aggressione fulminea, in cui l’assassino avrebbe sorpreso la vittima alle spalle senza darle il tempo di reagire. Cambierebbe tutto, in effetti. La consulenza della dottoressa Cattaneo (ancora secretata), sarà incrociata a ogni modo con i risultati della Bpa (Blood Pattern Analysis) dei Ris di Cagliari, per cercare di fare finalmente luce sul buio di Garlasco.
La chiusura delle indagini di Garlasco
Qualcosa si muove, dunque, in attesa dei responsi definitivi. Ora spetterà al procuratore di Pavia Fabio Napoleone valutare tutti gli elementi messi in campo nella nuova indagine. La quale potrebbe concludersi a breve, prima della probabile richiesta di rinvio a giudizio di Sempio. Nulla di certo, ancora, dunque. Ma la notizia, perlomeno, è che qualcosa sembra muoversi. Bisogna avere pazienza (e fiducia).
