acceleratore nucleare
(Getty Images)
acceleratore nucleare
Tecnologia

La svolta sulla fusione nucleare e l'energia pulita tra annunci e realtà

Negli Usa si riparla di fusione fredda ed energia pulita sempre più vicine. Ma la soluzione a tutti i mali del mondo è ancora distante

Parlare di energia pulita, illimitata e a basso costo di questi tempi è come sventolare l’idea di aver risolto due dei tre problemi che affliggono l’umanità, ovvero fame e inquinamento, riducendo i problemi alla sola sovra-popolazione. Ma un passo avanti verso la realtà della fusione nucleare pare sia stato fatto veramente. Per la prima volta l’esperimento della reazione da fusione è stato eseguito ottenendo un guadagno netto di energia. Vuol dire che calcolando tutta quella necessaria per realizzare la prova, ovvero innescare la reazione simile a quella che avviene nel sole, è stata inferiore di quella prodotta dall’esperimento stesso. L’ultima volta, meno di un anno fa, ci erano andati vicini ma il “sistema” aveva comunque lavorato in perdita. Da qui ad avere abbastanza energia per alimentare città e automobili ci vorrà ancora parecchio tempo, tuttavia, il dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha dichiarato che domani il segretario all'energia Jennifer Granholm e il sottosegretario per la sicurezza nucleare Jill Hruby annunceranno i dettagli della "importante svolta scientifica" avvenuta al Lawrence Livermore National Laboratory (Llnl), in California. Il portavoce del laboratorio americano precisa che la loro analisi è ancora in corso, ma che nel pomeriggio della giornata del 13 dicembre, ora italiana, saranno condivise tutte le informazioni che consentiranno di comprendere la reale dimensione di quanto ottenuto.

Di certo si sa che il processo di fusione detto “a confinamento inerziale”, prevede il bombardamento di una minuscola massa di plasma di idrogeno, tenuta ferma mediante potentissimi campi magnetici, con il laser più grande del mondo, ottenendo aveva ottenuto un guadagno netto di energia. Il potenziale della tecnologia è indiscutibile, stante che con una quantità di materiale radioattivo grande quanto una mela si potrebbe alimentare un appartamento con riscaldamento, acqua calda ed energia elettrica per due secoli, per questo l'amministrazione Biden sta investendo quasi 370 miliardi di dollari in nuovi sussidi energetici a basse emissioni di carbonio attraverso l'Inflation Reduction Act, provvedimento preso nel tentativo di ridurre le emissioni nocive e vincere una corsa globale per la tecnologia pulita di prossima generazione.

L’importanza di quanto accaduto si può comprendere meglio ricordando che è dagli anni Cinquanta che gli scienziati tentano di sfruttare sulla Terra il fenomeno che alimenta il Sole, ma nessun gruppo di lavoro fino a ieri era stato in grado di produrre più energia dalla reazione di quanta ne avesse consumata per produrla.

Ma questa tecnica ha bisogno di tanta energia per innescarsi, al punto che l’impianto Llnl che è riuscito nell’impresa comprende un sistema di duecento fasci laser racchiusi in stabilimenti grandi tre campi da football. Soltanto così si riesce a fondere un nucleo di materia con un altro, ovvero il contrario di quanto avviene con la fissione che permette oggi la produzione di energia.

In attesa dell'annuncio ufficiale a darne notizia al mondo sono stati per primi il Financial Times e il Washington Post, ripresi poi da tutta la stampa mondiale.
Secondo le due testate in California sarebbero stati prodotti 2,5 megajoule di energia contro 2,1 utilizzati per far funzionare i laser. Il risultato più vicino al «guadagno netto» fu registrato lo scorso anno nello stesso laboratorio, ma si fermò al 70% dell’energia utilizzata.

Per gli amanti delle cifre, un Joule corrisponde a un Watt per un secondo, quindi 2,5 megajoule corrispondono circa a 0,69 kilowattora, quanto consuma un comune aspirapolvere. O, se preferite, al costo di oggi l’equivalente di 30 centesimi in bolletta.

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