Vietnam Defence expo russi armi
Vietnam Defence News / Vietnam Defence library
Vietnam Defence expo russi armi
Difesa e Aerospazio

Vietnam Defence Expo, anche Hanoi molla Putin e compra da Usa e Israele

Le scelte dell'industria vietnamita segnalano i nuovi rapporti di forza sullo scenario mondiale con la Russia che sta progressivamente perdendo alleati e quote di mercato

La prima edizione del Vietnam Defence Expo (Videx), che si è svolta ad Hanoi tra l’8 e il 10 dicembre, ha mostrato la capacità del Paese di aggiornare i suoi sistemi d’arma che fino a ieri erano quasi completamente di derivazione sovietica, in particolare sviluppando controffensive verso minacce contemporanee come i missili da crociera e i droni. Ad attirare l’attenzione dei visitatori il cannone antiaereo semovente cingolato Shilka Zsu-23-4m potenziato e missili terra-aria a medio raggio S-125 Pechora-2m posizionati in bella mostra all’ingresso dell’esposizione.

Questo sistema è ora dotato di un mirino elettro-ottico dotato di telemetro laser, telecamere diurne e termiche in grado di tracciare automaticamente il bersaglio al posto del radar di controllo del fuoco Rpk-2 Tobol montato sulla torretta per puntare i quattro cannoni automatici da 23 mm. Il sistema di tracciamento è collegato a un nuovo sistema digitale di controllo del fuoco realizzato dalla società di difesa vietnamita Viettel, dalla quale garantiscono che la tecnologia consente il tracciamento di aeromobili fino a 20 chilometri di distanza e consente l'ingaggio di aerei a bassa quota bersagli. È inoltre dotato di quattro missili terra-aria a corto raggio Igla di fabbricazione russa, che aumentano il raggio 2,5 a 5,5 km e ad altitudini del bersaglio fino a 3.500 metri.

Ad aiutare l’industria vietnamita ad aggiornare i suoi missili dai tempi della guerra fredda erano stati tecnici provenienti da Russia e Bielorussia a partire dal 2005, puntando a rendere le forze armate pronte per poter lanciare anche missili da crociera e renderle più resistenti contro i moderni sistemi di guerra elettronica. Bisogna infatti ricordare che le batterie di missili S-125 e gli Zsu-23-4 furono introdotte per la prima volta dall'Unione Sovietica negli anni '60, con il primo sistema che fu utilizzato nella guerra del Vietnam contro i jet americani. Dal 2015 la nazione del sudest asiatico si è anche dotata di batterie antiaeree S-300, identiche a quelle che Mosca ha venduto alla Turchia.

Ma non soltanto: Hanoi ha fatto acquisti anche da Israele di missili terra-aria Spyder a corto e medio raggio e, secondo quanto riferito, sarebbe interessato a comprare anche il sistema Barak 8 realizzato da Israel Aerospace Industries. La mossa è ovvia e per Putin è un’altra sconfitta: il Vietnam vuole rendersi indipendente dalle armi russe. Infatti, secondo l'International Peace Research Institute di Stoccolma, la Russia è stata il principale fornitore d'arma del Vietnam dal 2017 al 2021, rappresentando il 56% delle importazioni totali di Hanoi in questa categoria. Israele era secondo (19%), seguito dalla Corea del Sud (6,6%). All’evento dedicato alla difesa c’erano circa 170 organizzazioni tra i quali anche l’azienda di droni americana RT Robotics.

La Viettel, realtà ad ampio spettro gestita dal ministero della difesa del Vietnam che produce dalle armi leggere ai sistemi di telecomunicazione, ha mostrato anche diversi radar di difesa aerea montati sui veicoli, nonché apparati guerra elettronica che includevano radar di difesa aerea in grado di rilevare fino a 300 bersagli a una distanza massima di 360 chilometri. Il Vietnam negli ultimi anni ha acquisito anche un aereo di aereo tattico europeo Airbus C295 e prenderà in consegna 12 aeromobili da addestramento Textron T-6 a partire dal 2024 con consegne previste fino al 2027. Ciò segnerebbe il primo grande trasferimento di attrezzature militari statunitensi in Vietnam dal 2016, quando l’embargo sulle armi è stato revocato.

I più letti