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Tecnologia

Il coronavirus si può combattere anche in ascensore

Dal riconoscimento vocale per chiamare la cabina, al purificatore d'aria integrato per sanificarla. Le tecnologie e i consigli di sicurezza di Thyssenkrupp

Sei nei luoghi chiusi la priorità deve essere quella di rispettare il distanziamento sociale, l'ascensore non sembra esattamente il posto adatto in cui addentrarsi né attardarsi in compagnia. Anzi, il buon senso suggerirebbe di evitarlo o di prenderlo giusto con congiunti e amici stretti. Meglio non con uno sconosciuto. Ma non sempre si può andare a piedi (persino i più atletici vacillano quando occorre portare su la spesa per sei piani) e comunque, anche se si è da soli nella cabina, ci sono pulsanti da premere e altre superfici ad alto traffico di tocco su cui poggiare le mani. Le quali si possono sanificare subito dopo, è evidente, ma una qualche intuizione per superare l'obbligo di certo non guasta.

Thyssenkrupp, nome di riferimento nel settore degli elevatori (arcaismo splendido ed efficace), si è inventata una serie di cautele che rendono, quando è inevitabile, l'esperienza con l'ascensore meno da batticuore. A prova dei più fobici ipocondriaci. Non volete toccare quei pulsanti in cui prosperano germi e batteri invisibili? Nessun problema, tramite il riconoscimento vocale basterà chiamare l'ascensore come si farebbe con un amico particolarmente ubbidiente per farlo arrivare al piano e, una volta dentro, comunicargli la propria destinazione in linguaggio numerico. Siamo abituati a ciarlare con il telefonino e a chiedere a uno speaker domestico che tempo fa, di raccontarci una barzelletta o spegnere le luci, possiamo senz'altro interloquire senza troppo sottilizzare con un facchino meccanico tirato da un cavo.

E la cabina dove, non visti, impuniti untori menefreghisti avranno sicuramente starnutito e tossito dappertutto, come la si sanifica? Con un purificatore d'aria automatico di bordo, equipaggiato con una membrana ai carboni attivi che filtra, aspira e restituisce un vento benefico, privo di esserini invisibili agguerriti. Se non bastasse, c'è pure un faretto Led che, tramite un fascio di luce ultravioletta, sterilizza le superfici. E no, non si abbatterà su di noi come una presenza funesta, ma si attiverà soltanto quando non c'è nessuno a bordo, mentre l'ascensore aspetta il passeggero successivo.

ascensori-due La sanificazione automatica della cabinaThyssenkrupp

Tra i requisiti di serie a prova di coronavirus si può anche installare una telecamera termica che misura la febbre degli occupanti e fa suonare l'allarme se qualcuno supera la fatidica soglia dei 37 gradi e mezzo. Un tempo l'ascensore scampanellava per una minaccia di fuoco o un altro pericolo incombente, adesso si agita, freme e protesta per qualche decimo di troppo. È il segno dei tempi.

L'aggiornamento verso questa soluzione evoluta non è traumatico, non richiede particolari interventi strutturali, né è riservato soltanto alle macchine di nuova generazione, lasciando fuori i vecchi impianti che spesso incrociamo nel nostro quotidiano. «Tutti questi sistemi sono compatibili con ogni tipo di ascensore, di qualunque marca e modello, i tempi di installazione ridotti garantiranno il minor disagio possibile agli utenti» si legge in una nota dell'azienda. Che dalla teoria, è passata alla pratica.

«Abbiamo già iniziato le operazioni di sanificazione in ospedali e nelle stazioni dei treni e delle metropolitane per garantire la presenza e la mobilità continua all'interno degli edifici» spiega Omar Riva, direttore operativo Thyssenkrupp Elevator Italia. «L'ascensore» aggiunge «è uno dei mezzi di trasporto più utilizzati al mondo e l'Italia, con 463mila edifici dotati di almeno un impianto elevatore, è il primo paese europeo per parco ascensori. Ecco perché è importante e necessario sfruttare tutte le tecnologie disponibili per renderli più sicuri». E a prova di ipocondriaci.

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