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Le tre rose di Eva: cinque motivi per seguire il sequel su Canale 5

Torna la serie con protagonisti Anna Safroncik e Roberto Farnesi che presenta molti aspetti differenti rispetto alla prima stagione. Ecco quali sono e perchè seguirla

Anna Safroncik e Roberto Farnesi sul set (Credits: Mediaset)

Dal 4 settembre arriva su Canale 5 il sequel di Le tre rose di Eva. La serie andata in onda lo scorso anno conquistò il 30% di share. La seconda stagione, composta di 14 puntate, con appuntamento settimanale ogni mercoledì, è però radicalmente differente dalla prima. Accanto agli interpreti principali Anna Safroncik nel ruolo di Aurora Taviani e Alessandro Monforte interpretato da Roberto Farnesi, ci sono molte new entry. La storia si riaggancia a quanto era accaduto nella prima serie: Aurora, accusata dell'omicidio del suocero, riesce finalmente a dimostrare la propria innocenza e può andare a vivere con Alessandro Monforte di cui era innamorata. I due hanno anche una figlia. Tutto sembra scorrere serenamente ma i nuovi drammi sono in agguato. Ecco, a nostro parere, i cinque elementi nuovi di Le tre rose di Eva 2  destinati a suscitare la curiosità e l'interesse del pubblico.

La felicità nella storia non è eterna. Come nella vita reale, anche nella finzione scenica, la felicità è più continuativa nel tempo, ma  è divenuta precaria e soggetta ad autodistruggersi. Nel sequel de Le tre rose di Eva, Aurora e Alessandro, dopo le infinite tribolazioni della prima sere, hanno finalmente potuto coronare il proprio sogno. Anzi, nella prima puntata vedremo che dalla loro unione è nata una figlia Eva alla quale è stato dato il nome dalla madre di Aurora (Barbara De Rossi). All'improvviso l’ happy end drammaticamente si spezza: a gettare nuove ombre su Aurora sono i genitori di Alessandro che non hanno mai visto favorevolmente la compagna del figlio. Ma a dare il colpo di grazia all’0innocenza della donna sarà l’arrivo imprevisto di una famiglia che abiterà un’antica villa vuota da decenni: tutti i componenti portano con loro un segreto che potrebbe rovinare la reputazione della stessa Aurora. E l’incantesimo si spezza per altrre 14 puntate.

Le atmosfere da thriller. Altra nuova caratteristica sono le atmosfere che addirittura sfociano nell’horror: le tinte da soap opera scompoiono completamente in questo sequel. Amori, amicizie, passioni rincorsa al potere, assumono significati differenti: persino il paranormale fa capolino e poi in seguito si stabilizza in maniera sempre più insistente nella storia. Atmosfere da giallo, immagini alla Dario Argento o, secondo gli autori ispirate alla classi8ca e prestigiosa tradizione dei film di Hitchcock, coltelli e armi che si muovo nell’ombra, presenze occulte e misteriose, fantasmi che arrivano dal passato dei protagonisti., Altro che toni retorici e sdolcinati: tutto è drammaticamente dark e oscuro.

Le new entry: rispetto alla serie passata ci sono alcuni personaggi nuovi che sono stati inseriti per dare linfa vitale alla storia e per marcarne la differenza rispetto alla prima stagione. I nuovi personaggi saranno portatori di ulteriore cattiveria e malvagità, ma quello che appare intrigante è la non esistenza di una linea di demarcazione netta fra il bene e il male. Tutti i personaggi sono in evoluzione. E in questo aspetto la fiction si aggancia alla realtà, affermano i due registi.

Le nuove tecnologie impiegate per le riprese: per la prima volta riferiscono i due registi Raffaele  Mertez e Vincenzo Verdecchi, è stata impiegata una macchina da ripresa montata su un "drone" cioè sopra un mezzo telecomandato che si muove liberamente nell'aria. La grande versatilità e la rapidità dei movimenti del "drone" hanno consentito di realizzare delle riprese aeree molto circostanziate e inerenti alle singole scene: questo ha arricchito la regia della trama e dato respiro alle immagini.

La bellezza del paesaggio toscano: Le tre rose di Eva, fin dalla prima stagione, è ambientata in Toscana in un piccolo e fittizio paesino dal nome Villalba. In questa regione, tra scenari naturali di grande suggestione, tra intrighi e misteri,  si inserisce la produzione di vini a cui si dedicano le famiglie protagoniste. Ciò rappresenta un ulteriore ingrediente di interesse. Alla passionalità dei sentimenti si aggiunge il piacere per la tavola e per il buon vino dei protagonisti della serie. La storia contribuisce così alla valorizzazione del prodotto italiano di grande prestigio. Amori, misteri e passione si mescolano nella sceneggiatura per ricreare un bouquet di situazioni che hanno il profumo del buon vino e sono destinate a suscitare il gradimento del pubblico. Questo, almeno, spera Canale 5.

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