Televisione

Edoardo Raspelli: "Amo la Tv ma il mio sogno è il Cinema"

Il critico gastronomico: "Ho in mente di realizzare il remake del film Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d'Europa"

Edoardo Raspelli

Edoardo Raspelli con Dario Ballantini che imita Valentino – Credits: LaPresse

Non tutti sanno che Edoardo Raspelli. il più celebre critico gastronomico italiano, ha assicurato gusto e olfatto per 500 mila euro con la Reale Mutua Assicurazioni. Curioso, in cerca di continue novità e nuove esperienze, Raspelli, che tra l'altro è il padrone di casa di Melaverde, su Retequattro, ha due sogni nel cassetto che nulla hanno a che fare con l'arte culinaria. Li svela in esclusiva a Panorama.it in questa intervista.

Cominciamo a spiegare perché la cucina in tv ha tanto successo

Dal punto di vista produttivo, uno show culinario ha costi bassissimi, anche se si mettono ai fornelli i più grandi nomi della gastronomia. Da qui il proliferare del genere sia sulle tv generaliste che sulle tematiche. Inoltre siamo in un momento di crisi economica. La cucina in tv ha un effetto consolatorio sul pubblico in questo senso: la gente ama veder preparare grandi piatti per appagare la propria immaginazione e poi accontentarsi magari del semplice pesce congelato che conserva nel frigo.

Non le sembra che oramai cucinano tutti, anche i ragazzi nei talent show del settore?

Ben vengano i nuovi cuochi. Ci sono talent come MasterChef realizzati molto bene che non rappresentano un esperimento casuale, ma sono stati pensati e curati con attenzione. Amo anche i programmi culinari made in USA, mettono un'ansia pazzesca e suscitano molta curiosità: caratteristiche essenziali per fare ascolti.

Gli ascolti li fa anche lei con Melaverde, in onda la domenica su Retequattro. Come mai tanto successo?

Nonostante il budget risicato, diamo al pubblico una visione esaustiva di quanto di meglio offrono la gastronomia e l'enologia made in Italy.Dopo 422 puntate, Melaverde è uno dei programmi più amati di Retequattro. Stiamo già registrando le puntate di settembre, quando torneremo in onda.

Ora che con il bendaggio gastrico è riuscito a dimagrire, ci svela quali sono gli altri sogni che vorrebbe tramutare in realtà?

Sono due e non sono legati al mio peso.Da tempo ho in mente di realizzare il remake del film Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d'Europa, pellicola americana del 1978 con Philippe Noiret, Jacquline Bisset, George Segal, Stefano Satta Flores. Vorrei effettuarne una versione in chiave italiana per far conoscere la grande tradizione della nostra cucina. Ho già parlato con alcuni produttori, tra cui De Rosa che ha realizzato il film A un pelo dalla vittoria, in cui sono stato guest star.

Vorrebbe dunque fare anche l'attore?

Certo, ed è proprio questo il mio secondo sogno nel cassetto. Io amo la finzione. Ho anche recitato con Piero Chiambretti nel film Ogni lasciato è perso. Ripeto, sono alla ricerca di nuove emozioni professionali perché amo mettermi alla prova anche in settori differenti dalla gastronomia. Lo dimostrano gli altri programmi da me condotti in passato come ad esempio Attenti al lupo e il quiz Psyco sempre su Retequattro.

Ma quali aspetti vorrebbe far conoscere della cucina italiana?

Innanzitutto la sua unicità che deriva da motivazioni storico-politico-economiche.Si è mai chiesta perché, in Italia, ogni trenta chilometri, lo stesso tipo di pasta ripiena ha un nome differente? La ragione sta nel fatto che prima dell'Unità, il nostro paese era diviso in tanti staterelli tra i quali non c'era scambio di merci. Questa condizione di totale chiusura ha consentito di mantenere le proprie tradizioni locali, differentemente a quanto, invece, è accaduto in Francia che è sempre stata una nazione unita. Infine vorrei che l'Italia, culla del mangiar bene, avesse un proprio inno gastronomico.

Come critico gastronomico lei è sempre stato molto severo. Ha mai ricevuto minacce?

Durante gli anni in cui firmavo sul Corriere d'informazione la mia rubrica di stroncature Il faccino nero ricevetti a casa una corona di fiori con un biglietto che diceva Al caro Edoardo. Sul numero successivo risposi: vorrei ringraziare chi mi ha mandato la corona, ma anche rassicurarlo: la sua cucina è sicuramente fetente, ma non mortale!

Ci svela un lato sconosciuto del suo carattere?

La passione per gli scherzi. Mi riesce alla perfezione fare l'ubriaco. Gli amici ci cascano sempre e si preoccupano perché sanno che per motivi di salute, sono necessariamente astemio.

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