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Tom Sykes, poleman aggiustatutto

Il pilota inglese del Kawasaki Racing Team, tra i top rider 2012, racconta passioni e manie

Tom Sykes festeggia sul gradino più alto del podio (Credits: Kawasaki Racing Team)

È la rivelazione del Mondiale Superbike 2012: Tom Sykes, inglese, classe 1985, in sella alla ZX-10R del Kawasaki Racing Team  fa scintille. Poleman della stagione grazie a cinque superpole su sette – l’ultima tre settimane fa, nel round di Misano Adriatico – ha conquistato sei podi e una vittoria, a Monza. Nelle sua mani, insomma, la “Verdona” vola come non capitava da un’eternità, al punto di raggiungere il terzo posto in classifica. Ad Aragona, domenica, il pilota potrebbe guadagnare una posizione e piazzarsi alle spalle del leader Max Biaggi: nemmeno dieci punti lo separano da Jonathan Rea, della scuderia ufficiale Honda.

Quest’anno lotta sempre con i migliori: a cosa deve questo salto di qualità?

Finalmente riesco a esprimermi al massimo. Fino al 2011 ho sempre avuto problemi nei momenti che contavano: partivo tra i primi ma ogni volta capitava qualcosa che mi tagliava fuori e arrivavo a fine stagione deluso e frustrato. La moto che guido ora è molto ben bilanciata, l’elettronica e il motore funzionano a meraviglia, condizioni che mi fanno stare tranquillo. In più, comincio ad avere un po’ di esperienza: ormai conosco i circuiti e non sono più un ragazzino, con l’età sono diventato più saggio e rilassato.

Non vorrà dire che era un tipo irascibile? Nel paddock sembra un perfetto gentleman.

Ho un buon autocontrollo, in effetti (ride, ndr), che nasconde un carattere non esattamente pacato: adoro prendere in giro e scherzare. Ben Spies, mio compagno di squadra in Yamaha nel 2009, ne sa qualcosa: far piegare dalle risate un ragazzo tranquillo come lui non è semplice, io, però, quando cenavamo insieme, mi inventavo di tutto pur di riuscirci. Un briciolo di sana follia non deve mai mancare a un pilota, giusto?

A proposito: se non fosse un pilota, cosa sarebbe?

Farei il meccanico, credo: i motori sono la mia passione più grande. Di sicuro non starei in ufficio, indossare la camicia non fa per me. Io sono pratico, mi piacciono i lavori manuali: a casa mi occupo io di riparare il tostapane o il lampadario, appendere quadri o mensole.

Tom Sykes l’aggiustatutto.

Non solo: mi occupo anche del giardino, dove ho trovato lo spazio per una casetta degli attrezzi fornitissima. Taglio l’erba, curo le piante e i fiori, sistemo anche la recinzione: quando comincia il campionato, parto con tutto in ordine e pulito.

Attrezzi a parte, colleziona qualcosa?

No. Anzi, ora che ci penso, una l'ho cominciata qualche mese fa. Possiedo cinque orologi e spero di arrivare a sei domenica: sono il premio per il vincitore della superpole! I miei amici hanno già chiesto di regalarglieli tutti.

Lei cos'ha risposto?

Scherziamo? Giro il mondo ma rimango un uomo dello Yorkshire, io! Dalle mie parti siamo abbastanza parsimoniosi, per così dire: dovessi toccare quota dieci, valuterò l’ipotesi (sorride, ndr).

Altre attività domestiche in cui si diletta?

Cucino, è un vero hobby. Non seguo nessuna dieta, ho un metabolismo che mi permette di mangiare qualsiasi cosa, così mi sbizzarrisco ai fornelli. I piatti thai, i miei preferiti, sono il mio forte, però me la cavo bene anche con le ricette inglesi. Non parlo di fish and chips: voi italiani pensate che mangiamo solo quelli e storcete il naso. Be’, vi sbagliate, perché la cucina britannica offre cibi squisiti e sani: per esempio, gli arrosti di agnello, manzo, vitello, sono eccezionali.

Oltre a cucinare, quali sono i suoi hobby?

No, no, so a cosa sta pensando: niente tappe al pub, per me, sono astemio. Il mio debole è il caffè, tra espresso e cappuccino, ne berrei a litri. Di hobby, comunque, ne ho diversi, il kart su tutti: vicino a casa ho una splendida pista e la raggiungo appena il Mondiale me lo consente. Mi diverte un sacco e, in più, mi serve come allenamento fisico e mentale. Poi calcio, sono tifoso del Manchester United, e non mi perdo una gara di Formula 1. Ammiro Lewis Hamilton, aggressivo e spettacolare e Mark Webber: l’ho conosciuto e mi ha colpito per la disponibilità e la simpatia.

E i suoi sogni?

Ecco, appunto: provare il brivido di una monoposto. Anche solo per un test veloce, accetterei al volo.

Preferirebbe entrare in una monoposto invece di salire su una MotoGP?

Su una MotoGP non mi accontenterei di un test! E, se dovessi ricevere la proposta di trasferirmi nella classe regina, lascerei la World Superbike soltanto per due ruote competitive.

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