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Patteggiare non salverà Conte ma solo la FIGC

In gioco non ci sono solo i mesi di squalifica ma i rapporti con la FIGC e con la tifoseria

Antonio Conte

Diciamolo. Se Antonio Conte deciderà di patteggiare non salverà se stesso e neppure la Juve, salverà solo Palazzi e la Federazione.

E intendiamoci pure su un’altro punto: se Antonio Conte patteggia è colpevole e non di omessa denuncia, ma di illecito sportivo. Lo sarà per i "soloni" da Bar dello Sport, ma anche per gli ultrà del diritto sportivo con le manette che affollano le belle redazioni del Bel Paese che fu.

Lo è e lo sarà per tutta l’Italia pallonara. Quella macchia gli resterà sul groppone forse per sempre. Accadde a Paolo Rossi, l'uomo che fece piangere il Brasile di Zico, regalondoci (e regalandosi) un Mondiale e un Pallone d’Oro. Accadrà ad Antonio Conte.

Andate voi a spiegare a un’Italia che sta ancora cercando la chiave dello stanzino per liberare Paparesta la differenza tra omessa denuncia e combine. Tra vendersi le partite e patteggiare, non potendo affrontare in sede di dibattimento un processo che sembra raccontato da Solženicyn.

Andate voi a raccontare ai giornalisti di mezza Europa perchè l’allenatore della Juventus è squalificato. La risposta è e sarà solo una: se Antonio Conte patteggia è perchè sa di potersela cavare con un squalifica minima, evitandosi guai peggiori. Perchè sa di avere la coscienza sporca, se non sporchissima.

E questa volta, anche noi che abbiamo passato notti insonni a leggere sentenze ad ascoltare telefonate dall’estate di sei anni fa non potremmo dissentire.

Non sappiamo se Antonio Conte abbia mai detto davanti ai suoi giocatori qualcosa del tipo “domani dobbiamo fare un piacere al presidente” o “mi raccomando c’è già l’accordo per il pari”. O più semplicemente se si sia reso responsabile di un piccolo peccatuccio veniale da “meglio due feriti che un morto”. Noi non lo sappiamo, non c'eravamo. Ma certo se fosse così capiremmo la strategia difensiva.

Quello che però sappiamo di certo è che l’impianto accusatorio è surreale. Che a lui (e al suo staff) si imputa l’omessa  denuncia, mentre a tutti gli altri presenti alla cosiddetta "riunione tecnica" no. Che se Antonio Conte è colpevole dev’essere squalificato non di tre mesi, ma di uno o più anni. Ma che Palazzi e quella FIGC lì (o FGCI) devono dimostrarlo. Devono portare prove vere, inconfutabili e adottare una linea accusatoria coerente ed equa. Questo di certo lo sappiamo. E sappiamo anche che se credi a Carrobbio, Antonio Conte è correo di una combine, anzi ne è attore e motore. Se non gli credi allora è solo spazzatura. Esattamente come il deferimento di Palazzi e come la FIGC stessa.

Il fatto è che se Antonio Conte non patteggia resta e resterà innocente anche a fronte di una lunga squalifica e il suo niet sarà più decisivo dei tre gol di Paolo Rossi al Brasile. E a quel punto la palla passerà a loro. Alla FIGC a Palazzi ai palazzidivetro che sono arrivati ai minimi termini di un calcio italiano che è già oltre il capolinea.

Spiegatelo voi al mondo intero che avete squalificato il migliore allenatore del campionato italiano senza prove, senza illecito, senza niente di niente. Spiegatelo voi che l’unica società italiana che può competere a livello Europeo sarà nuovamente affossata da funzionari di questa “Gestapo” del pallone. Spiegate voi al mondo intero cosa è successo, perchè noi non lo abbiamo ancora capito.Questa volta in un angolo ci finirebbero loro la Federazione e la Procura Federale. Manifesto vivente di un’apparato costoso, inutile, dannoso e controproducente. Un’apparato che non ha vigilato sui campionati di cui è repsonsabile. Su decine di partite di fine stagione dal risultato annunciato e che adesso vuol far pagare il conto della propria inefficenza a qualcun altro.

E invece che dimettersi tutti per manifesta incapacità sono ancora lì a puntare il dito e a farsi paladini di un calcio pulito e dei veri valori dello sport vero. E noi per l’ennesima volta, gli stiamo dando una scialuppa di salvataggio a cui aggrapparsi, sperando di farla finita qui. Il 2006 non ci ha insegnato nulla. Non finirà qui. Non hanno bisogno di colpevoli, hanno bisogno di affermare il loro ruolo, il motivo stesso della loro esistenza. Ora patteggiamo pure ma ricordiamoci, non sta patteggiando Antonio Conte, sta patteggiando Palazzi. Non sta patteggiando la Juventus lo stanno facendo Abete e la FIGC.

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