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Le "perle" del fine settimana

Dalla squadra condannata per il calcioscommesse che ha come sponsor un sito di scommesse ad altre stranezze

Il Lecce in Coppa Italia contro il Torino (Credits: Fabio Ferrari - LaPresse)

In un fine settimana di inutile silenzio calcistico, laddove un tempo – primo weekend di settembre – iniziava il campionato di calcio e c’era il Gp di Monza, ci sono per i più echi di un pareggio in Bulgaria e prospettive di una partita, figuratevi un po’, a Modena contro Malta per una Nazionale che in questo periodo interessa quanto lo sci d’estate. Segnaliamo solo un paio di chicche. Anzi tre.

Igor Campedelli, presidente del Cesena, che caccia via il fratello Nicola, allenatore alle prime armi, dalla panchina di famiglia. D’accordo l’avvio poco incoraggiante (tre sconfitte in fila e ieri 1- 4 in casa col Novara), ma Abele e Caino erano al confronto dei dilettanti. Oppure, più realisticamente, si può pensare a quanto sia rischioso mescolare la famiglia e gli interessi con gli affari. C’è dell’altro, forse ancora più divertente.

Il Lecce retrocesso in estate con un bel doppio carpiato in LegaPro causa coinvolgimento nel letamaio delle scommesse ha scelto il nuovo sponsor: BetItaly. Ma come? O è un eccesso di autoironia, o una tardiva rivendicazione di innocenza, come dire “guardateci, siamo così puliti che non abbiamo nemmeno paura di sconfinare nel ridicolo”. Oppure è come ingaggiare un mafioso per la pubblicità dei fucili a canne mozze. Ma c’è anche una quarta opzione, anche in questo caso forse la più realistica: in momenti di vacche mai state così magre nemmeno ai tempi delle invasioni delle cavallette in Egitto, si piglia quel che c’è, senza guardare troppo in faccia a nessuno. Del resto sappiamo bene quanto il mondo delle scommesse, in assoluta controtendenza planetaria, stia vivendo una età dell’oro. Nessuno si offenda, nemmeno i condannati, ma c’è quanto meno da sorridere.

L’altra e ultima compare qua e là sottotraccia. A quanto pare ieri M’Baye Niang, diciassettenne nuovo acquisto del Milan con la promessa (di Galliani) di un futuro, è stato beccato dai vigili mentre guidava in centro l’auto di Traorè (altro neo-acquisto rossonero sul quale invece non scommetteremmo un centesimo nemmeno se Galliani ci implora). Il ragazzino era in compagnia di un parente e, a quanto pare, ha tentato di spacciarsi per lo stesso Traorè che di anni ne ha ventisette. Poteva anche riuscirci, dato che sono entrambi, calcisticamente parlando, degli emeriti sconosciuti. Gli ha detto male, al giovane Niang. Lo scandalo vero è che, sempre a quanto pare, se l’è cavata solo con un verbale. Il Milan tace sull’accaduto. Ma provate voi a farvi beccare alla guida senza possedere la patente e poi diteci cosa vi succede. E’ proprio il segno dei tempi della crisi più nera: se proprio ce n’era bisogno, in un altro momento storico, il Milan avrebbe ingaggiato Balotelli, quello vero.

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