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Le Miss del Giro d’Italia

Ecco chi sono (e cosa fanno) le ragazze del bacio alla maglia rosa

Vincenzo Nibali baciato dalle Miss del Giro d'Italia 2013 (Credits: Afp).

Sono le ragazze che baciano il vincitore sul podio. Con il sorriso sempre stampato sul volto si muovono senza sosta nei quartier tappa facendo girare la testa a vip, autorità e corridori. Ma c’è di più. Fare la Miss del Giro d’Italia è un vero e proprio lavoro (il più bello al Giro dicono loro) per il quale bisogna sapersela cavare in tutto, anche a dispetto della giovane età.

Virginia Giammaria è una che Miss della maglia rosa lo è stata per davvero. “Mi hanno chiamata poco prima della partenza del 2010— racconta — ai quei tempi non avevo nemmeno idea di come fosse fatta una bicicletta. Poi però non sono più riuscita a staccarmi dal Giro”. Sì perché dopo qualche anno, Virginia è diventata quella che le Miss le sceglie e le istruisce. Tanto che ha inventato un vero e proprio regolamento (preciso al secondo) per la cerimonia di premiazione…

Virginia, da ex Miss del Giro, puoi raccontarci qualche segreto sulla cerimonia di premiazione?

“Forse il segreto sta tutto nei tempi. Ad esempio quelli del bacio…”.

Vuoi dire che il bacio al vincitore ha un tempo preciso “di esecuzione”?

“E’ una cosa che abbiamo deciso col tempo io e miei collaboratori. Sia per esigenze televisive che per evitare episodi imbarazzanti con i corridori. Alla fine abbiamo stabilito che tre secondi di bacio possono bastare”.

E come fanno le ragazze a regolarsi?

“Innanzitutto c’è una divisione dei compiti: una ragazza è addetta ai fiori e all’autorità, di cui si deve assolutamente ricordare il nome! L’altra invece è addetta alla bottiglia di champagne. Una volta consegnato il tutto, per salire sul podio le Miss si abbracciano tra di loro. Dietro il corridore. E così una conta i secondi e poi stringe la mano alla sua collega per darle il segnale: 3 secondi di bacio, segnale, poi sorriso per i fotografi e ancora segnale. Questa volta di discesa dal palco”.

Sembra una cosa complicata…

“Basta un po’ di pratica. Quando le ragazze arrivano il primo giorno al quartier tappa spieghiamo loro come devono muoversi, esattamente come qualche anno fa lo spiegarono a me. Probabilmente oggi abbiamo professionalizzato ancora di più la procedura”.

La “vita” di una Miss del Giro non è fatta però solo di premiazioni…

“Assolutamente no. Quello è il momento di maggiore visibilità ma vivere il Giro d’Italia vuol dire vivere in un microcosmo di 5 mila persone che si muovono in simbiosi 24 ore su 24. Io ormai ne soffro di dipendenza”.

Cosa ricordi del tuo primo Giro?

“Il cibo. Era tutto gratis e mangiavo come un ossesso. Poi verso la tredicesima tappa mi chiamò mia mamma e mi disse: ”Virginia, ti vedo in forma”. Avevo preso 6 chili in dodici giorni! Da lì in poi mi sono data una calmata”.

La scena più imbarazzante che ti è capitata?

Per fortuna non mi è mai capitata una situazione “alla Sagan” (che sul podio del Giro delle Fiandre toccò il sedere a una Miss ndr). Però qualcosa di simile ogni tanto mi è successa…”.

In che senso?

“Capita che sul palco qualche ciclista ti abbracci un po’ più forte degli altri fino a farti diventare rossa. Il problema è quando se ne accorgono. In una piccola città come quella del Giro basta un abbraccio per far parlare di amore sbocciato. Insomma, dietro le quinte di chiacchere se ne fanno parecchie...”

Gossip a parte. Come si svolge la giornata di una Miss al Giro?

“La mattinata è abbastanza libera. Le ragazze si devono occupare di tenere in ordine la propria divisa e di lavare la macchina”.

Quale macchina?

“Ogni coppia di Miss (in tutto sono 6 per ogni edizione del Giro ndr) ha a disposizione una macchina di servizio, offerta dello sponsor, che va tenuta in ordine e persino lavata. Le ragazze devono sapersi gestire in autonomia, dagli abiti fino al trucco. Essere "sveglie" è uno dei requisiti che richiediamo”.

E una volta finite le “pulizie”?

“All’una è fissato il ritrovo alla “Giro lounge” dell’arrivo di tappa. Lì di solito le ragazze partecipano ai giochi organizzati dagli speaker e si fermano a parlare con gli ospiti. Alle 3 e mezza comincia poi la sfilata delle maglie che si tiene su un percorso libero di 50 metri, in mezzo al pubblico dell’arrivo. Da lì in poi si passa al trucco...".

Due ore per truccarsi?!

“Quando sono entrata al Giro impiegavo molto di meno. Poi mi hanno insegnato che due ore sono appena sufficienti”.

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