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L'Italia al bivio croato. Prandelli: "Solo un cambio"

Contro la Croazia sfida decisiva per la qualificazione. Il ct: "Farò solo un cambio". Le incognite Balotelli, Giaccherini e Thiago Motta. E sulle frasi-choc di Cassano: "Non ci facciamo mancare nulla"

Il c.t. della Nazionale, Cesare Prandelli nella rifinitura pre Italia-Croazia – Credits: LaPresse

Squadra che pareggia non si cambia e nemmeno atteggiamento mentale e approccio a una partita che, però, per l'Italia di Prandelli rappresenta davvero lo spartiacque tra fallimento e possibilità di successo. Non ci sono vie di mezzo. Vincere significa affrontare tranquilli l'Irlanda. Perdere ci metterebbe con più di un piede fuori dall'Europeo mentre pareggiare ci lascerebbe appesi alle voglie di croati e spagnoli. Ricordate Euro 2004 e il biscottone di Svezia e Danimarca? Ecco, più o meno la stessa situazione.

Timori? "Non abbiamo paura. Abbiamo lavorato molto e bene, siamo preparatissimi. E adesso non ci accontentiamo di un pareggio con i campioni del mondo" è la risposta di Prandelli che copia se stesso nella vigilia della sfida contro la Spagna. Allora si era paragonato al bambino che dorme sereno perché consapevole di aver svolto bene i compiti. Oggi si può permettere di scherzare sullo tsunami-Cassano: "Quando ho saputo delle frasi di Cassano, ho pensato 'non ci facciamo mancare nulla'....Meglio stemperare con un sorriso, e parlare di calcio".

Scherza perché i problemi tattici non sono così pressanti. L'Italia che deve vincere contro la Croazia non sarà molto diversa da quella che ha pareggiato con la Spagna. "Abbiamo fatto delle riflessioni, aspetto fino all'ultimo perché voglio sentire il clima giusto e non do nessun tipo di vantaggio a nessuno, ma sì sto pensando a qualche cambio di formazione" annuncia il ct.

Quanti cambi? "Non ho tanti pensieri, ne ho solo uno". Il giochino delle ore che portano al fischio d'inizio sull'erba del Municipale di Poznan sarà indovinare quale. Balotelli fuori per far posto a Di Natale? "Passiamo a un'altra domanda". Nocerino per Thiago Motta? Possibile. Balzaretti per Giaccherini? Probabile. In ogni caso il tranquillo Cesare ha scelto ancora l'arma della pretattica per non dare vantaggi a Bilic nemmeno nell'interpretazione del modulo: "Abbiamo provato due soluzioni, ma l'importante è che questa squadra abbia trovato convinzione, c'è voglia di fare e secondo me abbiamo preparato bene questa partita".

E' certo, però, che malgrado le polemiche sulla presunta omofobia e alcune richiesta di esclusione politica, Cassano sarà in campo dal primo minuto: "Il tempo che ha giocato con la Spagna ha dato il 100% ed a me basta questo. Contro la Spagna ha dato profondità, ha dato una palla gol, ha tirato in porta, quello che ho chiesto ha fatto e se continua così è buono anche al 70%" spiega Prandelli.

La Croazia fa paura e non solo per i precedenti storici. E' una squadra organizzata e che corre e ha a disposizione due risultati su tre: "E' una squadra ostica, che vuole trovare la profondità, che dà ampiezza alla manovra e che durante la partita può cambiare modulo tattico con disinvoltura e questo la dice lungo sulla loro qualità - dice il ct azzurro - Sono giocatori che si conoscono bene, la Croazia ha intensità di gioco, sono difficili da superare dal punto di vista fisico e sono anche organizzati". La Croazia ci precede nella classifica Fifa (ottava mentre noi siamo dodicesimi) e nel primo turno ha stupito favorevolmente. L'Italia non può sbagliare. L'incrocio con il Trap del 18 giugno non merita di diventare la tomba delle ambizioni degli italiani presenti in Polonia e Ucraina.

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