Formula 1

F1, Gp Spagna: i top e i flop di Turrini

Per il popolare giornalista emiliano, la quinta prova della stagione ha premiato la qualità della Mercedes e dei piloti della Red Bull. La Ferrari? “Un disastro senza precedenti”

Hamilton e Rosberg. Sulla pista di Barcellona, ennesimo dominio dei piloti Mercedes – Credits: EPA/SRDJAN SUKI

TOP

LEWIS HAMILTON. "Non aveva mai vinto in carriera 4 gran premi consecutivi. E non aveva nemmeno mai vinto sulla pista di Barcellona, che anzi considerava ostica. Credo che sia in uno stato di grazia. Di più. A mio modo di vedere, stiamo vedendo in questa prima fase della stagione, il miglior Hamilton di sempre. Ha una macchina stratosferica, certo, ma sta pure asfaltando Rosberg, che ha una macchina uguale alla sua. Se consideriamo che in un campionato di fatto monomarca, ha saltato la prima gara concedendo 25 punti al suo compagno di squadra, be', le 4 vittorie di fila dicono che dal punto di vista mentale il pilota britannico sta firmando una stagione da applausi. Non v'è dubbio: in questo momento, Rosberg sta perdendo il suo duello con il nero".

SEBASTIAN VETTEL. "Pur non avendo l'auto migliore, in Spagna ha fatto la più bella gara della sua carriera: assolutamente straordinario. Partiva 15° su una pista che non era tanto adatta ai sorpassi. Bene, lui ci ha messo un'aggressività fantastica. Ammesso e non concesso che dovessimo prendere sul serio tutti quelli che dicevano che Vettel era un bluff, che aveva vinto 4 mondiali solo per merito di Newey, ecco ieri abbiamo visto di che pasta è fatto. Ho sempre sostenuto, detto e scritto che il vero valore di un pilota non lo si intuisce quando è sulla monoposto migliore, bensì quando fa grandi cose non avendo la macchina più veloce. Penso a Senna nel '93, che aveva una McLaren nemmeno lontanamente paragonabile alla Williams di Prost e riuscì a vincere 5 gran premi. Ma penso anche allo Schumacher dei primi anni in Ferrari".

DANIEL RICCIARDO E VALTTERI BOTTAS. "Il pilota australiano ha conquistato in Spagna il primo podio della carriera, mentre il finlandese ha fatto un'ottima gara al volante di una Williams che certo non vale una Ferrari o una Red Bull. Sono tra i piloti emergenti, tra quelli che sembrano avere le migliori carte da giocare nel prossimo futuro. Stanno facendo vedere cose molto interessanti sul piano del talento personale".

FLOP

FERRARI. "Una gara deprimente, per una serie di motivi. Il primo, di carattere simbolico: un anno fa, proprio a Barcellona, avevamo vinto l'ultimo gran premio ed era stata la macchina di Maranello a doppiare la Mercedes. E poi cosa dire dei tanti limiti a livello tecnico? Ci sono state tre settimane di pausa dal Gran premio della Cina e mi aspettavo che la Ferrari portasse in Spagna sviluppi e innovazioni tali da permettere un miglioramento generale della monoposto. Dai pensieri ai fatti. In qualifica, ci sono stati 2 secondi di ritardo dalla Mercedes. E in gara, peggio che mai. Che dire, è la conferma che siamo all'anno zero. 2014: Ferrari odissea nello strazio, ecco il mio titolo. Onestamente, credo che nemmeno il più pessimista degli addetti ai lavori avrebbe osato a inizio stagione immaginare un simile disastro.

"Stiamo vedendo due campioni come Raikkonen e Alonso umiliati da una macchina che non va nemmeno a spinta. E per giunta, non si vedono prospettive. Questa monoposto non si mette a posto, con buona pace anche dell'ingegner Vandone, mio compagno di banco a Sky. E' una macchina completamente sbagliata. Non ha trazione e ha un'aerodinamica tutta da rivedere. A Monaco corriamo il rischio di non entrare nemmeno nei primi dieci. E poi, finiamola col dire che Alonso è l'unico uomo squadra, quello che può far fare il salto di qualità al team. In questi cinque anni è successo esattamente il contrario. Sia chiaro, non dico sia colpa del pilota spagnolo. Se guardiamo gli esiti, qualcosa non torna. Insomma, non ci sono le colpe, ma nemmeno i meriti: zero tituli. Alonso e Raikkonen sono forti uguali e la classifica del gran premio l'ha detto chiaramente".

MCLAREN. "E' il disastro che un po' consola chi tifa Ferrari. Dopo l'Australia pensavamo che la scuderia inglese fosse rinata, che fosse l'inizio di un nuovo ciclo per chi aveva vinto tanto in Formula 1. Invece, gara dopo gara non possiamo che prendere atto che la McLaren va più piano della Ferrari e questo la dice lunga sui guai che la affliggono. L'anno prossimo ricominceranno da zero perché tornerà la Honda, ma le premesse non sembrano incoraggianti".

NICO ROSBERG. "Questa scelta potrebbe suonare strana, va spiegata. Certo, stiamo parlando del pilota che ieri è arrivato secondo e che non è mai sceso dal podio nelle prime cinque gare della stagione. Io dico però che con quella macchina lì, la Mercedes, oggi imbattibile, i numeri dicono 4-0 per Hamilton. A Montecarlo si vedrà la vera qualità di Rosberg. Perché se dovesse perdere pure su quella pista, be', allora non ci saranno più dubbi sul nome del prossimo campione del mondo. Questa Mercedes ricorda la McLaren del 1988 con la coppia di fenomeni Senna-Prost, che vinse 15 gare su 16. La differenza qual è? Che nel caso di Senna e Prost, una volta vinceva uno e una volta vinceva l'altro. Qui invece vince sempre Hamilton".

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