VETTEL
Formula 1

Gp Singapore: meraviglia Ferrari con Vettel. Hamilton ko, mondiale riaperto

Il pilota tedesco vince la quarta gara sulla pista di Marina Bay dopo un lungo testa a testa con Ricciardo. Il campione del mondo costretto al ritiro

Sebastian Vettel vince per la quarta volta il Gran premio di Singapore e strizza l'occhiolino al titolo mondiale, non più irraggiungibile come pareva fino alla vigilia della gara. Sì, perché se la Ferrari trova in Oriente la ricetta per prendere il volo, la Mercedes, assoluta dominatrice del campionato dall'introduzione dei motori ibridi (2014), scopre sul circuito di Marina Bay di essere fallibile. Di più, nei guai veri. Colpa di un motore, aggiornato in occasione della tappa italiana, che fa acqua da tutte le parti. A Monza ne aveva pagato le conseguenze Nico Rosberg. A Singapore, tocca al leader della classifica, Lewis Hamilton, costretto al ritiro a metà corsa per un improvviso calo di potenza sulla sua monoposto.

Fuori lui e gran premio che diventa effervescente per contenuti e prospettive. Vettel ha la meglio nel braccio di ferro infinito con Daniel Ricciardo, bravissimo a marcare il ferrarista dal primo all'ultimo giro. Applausi per entrambi e pure per Kimi Raikkonen, che conferma il terzo posto delle qualifiche e aiuta come può il compagno di squadra nella battaglia senza quartiere con la Red Bull di Ricciardo. Quarto Rosberg (a 24.7 secondi da Vettel!), quinto Bottas, sesto Kvyat.

 

Tre vittorie nella stessa gara. Vettel compie la meraviglia nella notte senza stelle di Singapore con una prova da archiviare tra i momenti più belli dell'ultimo lustro Ferrari. Reduce da un sabato stratosferico, in cui è stato titolare di un "giro pazzesco" per dirla con Maurizio Arrivabene, il tedesco che fa impazzire i tifosi della Rossa prende il volo alla partenza, raccogliendo tre secondi di vantaggio su Daniel Ricciardo alla prima tornata. Al giro numero 15, però, è tutto da rifare. Colpa dell'ingresso della safety car, chiamata in pista per consentire la pulizia del tracciato dopo lo scontro alla curva 12 tra Felipe Massa e Nico Hulkenberg. Seconda partenza e ricomincia il canto. Vettel conduce e amministra, poi allunga quel tanto che basta per non sentire il fiato dell'avversario sulle spalle.

Ma non è sufficiente per chiudere i giochi. Perché venti giri più tardi ci pensa un folle a far scattare la bandiera gialla. Una passeggiata al fianco di bolidi che sfrecciano a 350 Km/h: capita, anche nella controllatissima Singapore. Dentro la safety car e distanze annullate. Ricciardo ci crede, Vettel di più. E riparte la danza che fa trattenere il respiro ai box. Un giro dopo l'altro e i due là davanti fanno il vuoto. Troppo veloci per tutti. Anche per Raikkonen, che taglierà il traguardo a 15 secondi sull'australiano della Red Bull. Poco male. Ferrari sul podio con due piloti, come a Barcellona 2013. E' un'altra festa. La terza della stagione per Vettel. L'uomo del destino. 

Quarantanove punti. Dopo il trionfo di Seb il magnifico sul cittadino di Marina Bay è questa la distanza in classifica generale tra il pilota Ferrari ed Hamilton. A sei gare dalla conclusione del campionato, una mezza speranza per la Signora in rosso. Che vede la Mercedes alle prese con una macchina colma di punti interrogativi e lavora duro per dare forma al sogno impossibile. Il mondo capovolto. Se fino a due gare fa la monoposto di Stoccarda pareva un missile con quattro ruote, travolgente e inarrivabile, ora è tutta un'altra storia.

Colpa (o merito, questione di bandiera) di un aggiornamento sulla terza power-unit presentata dalla Mercedes a Monza che doveva mettere il punto sulla stagione e invece ha fatto esattamente il contrario, costringendo Rosberg a utilizzare il quarto motore in Italia e facendo crollare Hamilton nella disperazione a Singapore. Sia chiaro. Quarantanove punti non sono chiacchiere e la scuderia tedesca ha gli uomini e i mezzi per tappare le falle prima che sia troppo tardi, ma certo è che la Ferrari di Maurizio Arrivabene ha fatto un balzo in avanti oltre le più rosee previsioni. Comunque vada, la migliore delle premesse per il campionato 2016. Quello della rivoluzione compiuta.

La classifica finale del Gp di Singapore
(prime dieci posizioni)
1° Vettel (Ferrari), 2° Ricciardo (Red Bull), 3° Raikkonen (Ferrari), 4° Rosberg (Mercedes), 5° Bottas (Williams), 6° Kvyat (Red Bull), 7° Perez (Force India), 8° Verstappen (Toro Rosso), 9° Sainz (Toro Rosso), 10° Nasr (Sauber).

La classifica del mondiale piloti
(prime dieci posizioni)
1° Hamilton, 252 punti; 2° Rosberg, 211; 3° Vettel, 203, 4° Raikkonen, 107; 5° Bottas, 101; 6° Massa, 97; 7° Ricciardo, 73; 8° Kvyat, 66; 9° Perez, 39; 10° Grosjean, 38.

La classifica del mondiale costruttori
(prime cinque posizioni)
1° Mercedes, 463 punti; 2° Ferrari, 310; 3° Williams, 198; 4° Red Bull, 139; 5° Force India, 69.

Prossima gara: Gp Giappone, Suzuka, 27 settembre

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