Sport

Federica: una vita tra costume e tubino nero

Altro che diva: sincera e diretta, la campionessa veneta risponde a tutte le nostre domande

Federica Pellegrini in relax a bordo vasca (Credits: Nilox)

Prima nuotatrice italiana a conquistare un oro alle Olimpiadi, a Pechino 2008, unica atleta della storia a vincere i 200 e i 400 mt stile libero in due Mondiali consecutivi, Federica Pellegrini, classe 1988, è la regina assoluta della vasca. A due settimane dai Giochi di Londra - sarà la sua terza partecipazione - la divina Federica si racconta tra passioni ricordi, uomini e ambizioni.

Il capo indispensabile del suo armadio?

Un tubino nero, come ha insegnato Audrey Hepburn, donna dalla classe unica. Anche se la mia icona di stile è mamma Cinzia: da sempre mi ispiro al suo gusto per creare il mio guardaroba.

Nella sua valigia non manca mai…?

Un paio di tacchi alti, la mia grande passione, ne possiedo circa 300 paia, il cuscino da cui non mi separo mai negli impegni internazionali, e  il mio Mp3 impermeabile, così posso ascoltare Rihanna e LadyGaga - adoro la musica dance - anche mentre mi alleno.

Le piacerebbe imparare a...?

Dipingere.

Il suo piatto preferito?

Un bel plateau di crostacei e molluschi crudi

Quello che le riesce meglio?

Le linguine con il tonno mi vengono al bacio!

Terminati i Giochi, dove sogna di ricaricare le batterie?

Al mare, in uno di quei paradisi terrestri tra palme, acqua cristallina e sabbia bianchissima.

Quando è a casa, invece, come si rilassa?

Ogni tanto, la sera mi piace stare da sola: mi trovo bene in compagnia di me stessa. Divano e tv, mi guardo volentieri un paio di puntate di Lie to me, la mia serie preferita.

L'emozione più grande che ha vissuto in vasca?

Sono state parecchie, difficile scegliere! Sicuramente i primo titolo italiano che ho conquistato nel 2003, poi l’argento ai Giochi di Atene: dopo quella medaglia tutto è cambiato. E non posso dimenticare la felicità dei due ori, nei 200 mt e 400 mt stile libero, ai Mondiali di Shanghai giusto un anno fa.

Un episodio dei suoi esordi che ricorda con il sorriso?

La vigilia di una gara Under 14, per la quale mi ero preparata al massimo. Il mio allenatore non voleva più convocarmi: mi sono infuriata così tanto che mia madre ha cercato di calmarmi!

E un aneddoto recente?

Agli Assoluti di Riccione: alcuni giornalisti hanno riportato che avevo appena fatto la ceretta perché sulle gambe si vedevano dei piccoli segni rossi. Mi sono divertita molto al pensiero di come ogni minimo particolare, anche insignificante, possa innescare discussioni e diventare una notizia.

Il suo obiettivo ai Giochi?

Sono molto soddisfatta del lavoro che ho svolto per prepararmi; sto lavorando sodo e spero di ottenere ottimi risultati che ripaghino a pieno i miei sforzi.

E il sogno?

Spero di avverarlo: a Londra vorrei confermare i miei tempi e migliorarli, possibilmente in più gare.

Ha qualche portafortuna?

Mai avuto, non sono scaramantica.

Per il successo a cosa ha rinunciato?

Ho sottratto tempo alla famiglia. Ma, se devo fare un bilancio, sono meno le cose cui ho rinunciato rispetto a quelle che ho ottenuto: esperienze importantissime, grandi emozioni, vittorie, popolarità, viaggi in ogni angolo del mondo.

La spesa più folle che ha fatto?

Guadagno bene e non mi nego alcuni piaceri della vita, lo ammetto. Eppure sono più “formica” che “cicala”, dico la verità!

Il suo uomo ideale è…?

Coraggioso.

L'appuntamento perfetto con un ragazzo?

Piuttosto che una cena in un ristorante di lusso o la solita discoteca, meglio un happy hour tranquillo e poi una passeggiata romantica.

Tra Johnny Depp, Orlando Bloom e Robert Pattinson, con chi accetterebbe di uscire?

Johnny Depp, senza dubbio.

Il film che ha visto mille volte?

Edward mani di forbice. Per Depp? Sì, anche, ma soprattutto perché adoro la creatività e l'ironia di Tim Burton ed Edward è il suo capolavoro, secondo me.

Una sua paura?

Sembrerà strano per una nuotatrice ma il mare profondo mi mette i brividi.

Il libro della vita?

La rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci.

Cosa fa per sbollire un’arrabbiatura?

Una bella nuotata.

Il suo motto?

Non mollare mai, anche nei momenti in cui tutto sembra insormontabile. Faccio un bel respiro, mi do due colpetti al cuore e una alla testa: parte tutto da lì.

Se rinascesse, chi vorrebbe essere?

Sarei comunque una sportiva. Magari Martina Navratilova: ha vinto molto e ha dominato un’epoca, il massimo per un’atleta.

Da ragazzina chi era il suo idolo?

La numero uno del nuoto tra gli anni Novanta e Duemila: Franziska van Almsick. La adoravo tanto dentro la vasca – era un talento puro, combinazione perfetta di abilità e determinazione – quanto fuori: fiera e molto bella, mi incantava per l’allure glam-rock, una rarità tra le atlete, e la capacità di rimanere fuori dagli schemi, libera da qualsiasi giudizio. Mi sono confrontata con il mio mito ai Giochi di Atene 2004: sicura che fosse lei l’avversaria da battere, mi sono concentrata sulla tedesca. Così non mi sono accorta che Camelia Potec, in prima corsia, stava nuotando come un siluro. Per un soffio, mi sono lasciata scappare la medaglia d’oro.

© Riproduzione Riservata

Commenti