Rai, anche lo sport è un problema

Si respira un clima pesante in casa Rai. A turbare i sonni di dirigenti e organico di viale Mazzini non sono soltanto l’imminente scelta del nuovo direttore del Tg1 (con conseguente probabilissimo valzer di poltrone a seguire) o il …Leggi tutto

Si respira un clima pesante in casa Rai. A turbare i sonni di dirigenti e organico di viale Mazzini non sono soltanto l’imminente scelta del nuovo direttore del Tg1 (con conseguente probabilissimo valzer di poltrone a seguire) o il rosso di bilancio, pari a 184 milioni di euro nei primi nove mesi del 2012 e possibile causa di nuovi tagli e richiesta all’azionista di aumento del canone. Da qualche settimana, infatti, caos gestionale e malumori assortiti si sono impadroniti anche di RaiSport.

Le prime crepe si sono registrate nei rapporti tra azienda e redazione, con il clamoroso avvicendamento tra Bruno Gentili e Stefano Bizzotto alla postazione più ambita: quella delle telecronache della Nazionale di calcio. Clamoroso perché Gentili, che ha la qualifica di vicedirettore, ora dovrà accontentarsi di comparire nel pre e post partita. In Rai, dove le gerarchie sono dogmi, la cosa è stata interpretata come un segno della nuova dirigenza “tecnica” di usare le maniere forti contro quello che fino a poco tempo fa era ritenuto uno dei gioiellini dell’offerta di viale Mazzini (anche dal punto di vista degli investimenti effettuati) e oggi rischia invece di diventare l’ennesimo problema da risolvere.

(credits: Filippo Monteforte/AFP/Getty Images)

Il primo nodo riguarda gli ascolti complessivi del calcio: la perdita di Champions’ ed Europa League fino almeno al 2015 è difficile da assorbire, anche se su Mediaset non è che il prodotto stia facendo faville dal punto di vista dell’audience, né in chiaro né sul digitale terrestre di Premium. Per quanto riguarda i prodotti figli del campionato, invece, Novantesimo minuto e Domenica Sportiva, entrambi in onda su Rai2, viaggiano oltre il 14% di share medio nonostante i primi gol in chiaro della domenica pomeriggio siano finiti a Cielo, il digitale terrestre gratuito della piattaforma Sky. Per questo il direttore di RaiSport, Eugenio De Paoli, vorrebbe “spalmare” le due trasmissioni di successo, magari con l’aggiunta di Dribbling, anche sull’emittente satellitare RaiSport1, i cui ascolti invece proprio non decollano (Mattina Sport, condotta da Marco Mazzocchi, per ora è un flop). Ma Pasquale D’Alessandro, direttore di Rai2, avrebbe messo il veto all’operazione. Difendendo gli ascolti della sua creatura ma condannando la seconda a un palinsesto molto meno generalista e appetibile, con ovvie conseguenze che si registreranno nella raccolta pubblicitaria.

Tanta confusione anche sul fronte delle Olimpiadi. Tra meno di un anno e mezzo (7 febbraio 2014) scatteranno i Giochi invernali di Sochi, in Russia, e Sky, che detiene i diritti televisivi integrali dell’evento, attende un’offerta da viale Mazzini che, contratto di servizio pubblico alla mano, dovrà trasmettere in chiaro almeno le cerimonie di apertura e chiusura e le gare più importanti. La tv di Stato, forte del fuso orario di appena due ore che rende l’evento interessante ma soprattutto del fatto che non ci sono altri pretendenti, vorrebbe prendersi quasi tutto. In questi mesi, però, l’esigenza di far quadrare i conti non aiuta la trattativa a decollare. Cifre non ne trapelano da nessuna delle due parti in causa, ma ai piani alti di viale Mazzini qualcuno assicura di confidare in una richiesta «meno esosa» delle precedenti (i diritti parziali di Vancouver 2010 e Londra 2012 sono stati pagati, a pacchetto, 45 milioni) e in una chiusura dell’accordo prima di fine anno.

Altro puzzle complicato è quello della Formula 1. Il Mondiale dell’anno prossimo è in mano, anche questo, a Sky Italia, ma l’accordo con la Fom (la società che detiene i diritti di sponsorship e messa in onda dei gran premi), stipulato a maggio quando la pay tv di Rupert Murdoch aveva approfittato di un cda distratto e in scadenza, prevede che nove gare su venti vengano cotrasmesse in chiaro. Mediaset sarebbe interessata, ma ha problemi di budget ancora più gravi e a Cologno c’è chi non è sicuro dei ritorni pubblicitari e di ascolti per un evento in duplex, per di più da sempre percepito dal pubblico come affare della tv pubblica. Anche sponsor e scuderie – Ferrari in testa – premono perché i gran premi restino a RaiSport, con cui i rapporti sono consolidati. La sensazione, però, è che anche in questo caso la decisione dipenderà dai budget.

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