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Critiche, sfoghi e mercato: il calcio scopre la trasparenza

Totti, Galliani e le frasi di Pazzini: la crisi cambia il modo di esporsi sui media. Meno bugie e strategie dichiarate ai tifosi per evitare illusioni. C'era una volta Moggi che mentiva ad Agnelli...

Totti a Riscone

Francesco Totti ha segnato fin qui 215 gol in serie A – Credits: La Presse

C'era una volta Luciano Moggi che poteva permettersi il lusso di mentire all'Avvocato, mandarlo davanti ai giornalisti a confermare Vieri e cinque minuti dopo venderlo all'Atletico Madrid. Immagine simbolo di un calciomercato in cui le bugie valevano più delle mezze verità ed era difficile trovare spunti veri nelle parole dei protagonisti. L'austerity del pallone ha spazzato via anche questa consuetudine e dato vita a una nuova era.

Ascoltare lo sfogo di Pazzini davanti ai tifosi a Pinzolo oppure le critiche di Totti alla Roma o, ancora, le incertezze di Galliani sul futuro di Ibrahimovic e Thiago Silva misura il senso della rivoluzione. Siamo transitati direttamente all'epoca della 'glasnost' del mercato con dirigenti e giocatori imnpegnati a comunicare con chiarezza a volte brutale sentimenti e strategie.

L'avvisaglia si era vista nelle scorse stagioni grazie al solito Galliani. Per qualche estate aveva fatto mercato annunciando pubblicamente i suoi obiettivi. Molti avevano storto il naso e sospettato un'operazione di marketing: visto che la squadra soffriva la superiorità interista, il dirigente si garantiva comunque le prime pagine dei giornali.

Ora, invece, la moda si è diffusa e in pochi rinunciano. Cosa ha guadagnato l'ad del Milan a spiegare a mezza Europa in presa diretta che Ibra e Thiago Silva sono sul mercato? Di sicuro non la riconoscenza dei tifosi che in queste settimane non stanno rispondendo come atteso nella corsa agli abbonamenti. Il messaggio di Galliani era diretto agli operatori di mercato e ai milanisti: una sorta di post-it a futura memoria e la conferma che anche il Milan non potrà restare insensibile a ipotesi di rifondazione.

Anche Totti è uno che parla poco ma quando lo fa lascia il segno. "In questo momento non siamo al livello delle altre. Spero che da qui a fine agosto si facciano  acquisti importanti" dice e poi chiarisce perché a nessuno restino dubbi: "Anno di transizione? Conoscendo la piazza non credo che voglia e possa  aspettare un altro anno. Non va bene a loro e neanche a noi, che  scendiamo in campo sempre per vincere". Si attendono repliche da parte della proprietà americana già entrata in rotta di collisione con il capitano nei mesi dell'insediamento.

Dello sfogo di Pazzini è stato detto tutto. La scena ha imbarazzato i vertici interisti e deprezzato il valore del giocatore. Ma lo stesso era accaduto a parti invertite con l'esclusione di Julio Cesar dal ritiro e una rottura che costerà caro all'Inter. Il 'Pazzo' si è messo sul mercato. Moratti ha provato a metterci una pezza ma il destino dell'attaccante sembra disegnato.

Il lato positivo di questa 'glasnost' è che ai tifosi finalmente non viene nascosto nulla. Spesso sono cattive notizie, ma meglio la chiarezza di una mezza bugia. Si fa tutto (o quasi) alla luce del sole. Come per De Laurentiis alle prese con un mercato fin qui low cost: "Jovetic? Piace ma è sempre rotto. Verratti? L'avrei preso ma aveva un contratto in origine fatto male". Gli altri se la prendono. Lui arriva dritto al cuore dei suoi tifosi.

Il rischio a volte è esagerare. A Torino ancora ricordano quando Marotta e Agnelli un anno fa annunciarono pubblicamente la caccia a un top player. Non è arrivato, ma lo scudetto ha cancellato tutto. A maggio la storia si è ripetuta: "Ora i gradi giocatori vogliono la Juve" l'apertura che si è già trasformata in un più sobrio "non abbiamo bisogno di star". Strategia di mercato ma non solo. I protagonisti del mercato hanno scelto innanzitutto un nuovo modo di comunicare. E' la crisi, bellezza. Meglio spiegarlo per tempo a tifosi e abbonati.

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