Calcio

Gruppo A: il Messico

Il talento di Hernandez e la fantasia di Dos Santos per la mina vagante che vuole spaventare il Brasile - GRUPPO A - Brasile - Camerun - Croazia

La nazionale messicana impegnata nell'ultima Confederations Cup – Credits: ANSA

Gruppo: A con Brasile, Camerun e Croazia

Presentazione: I messicani sono tra i primi indiziati a lasciare il mondiale brasiliano. Nel gruppo A la squadra di Herrera parte come sfavorita e solo un miracolo potrà permettere a Hernandez e compagni di migliorare i risultati ottenuti nelle ultime cinque edizioni del campionato del mondo. Da Francia '96 a oggi il Messico ha sempre partecipato al torneo per nazionali più importanti fermandosi ogni volta agli ottavi di finale. La rosa a disposizione non spicca per tecnica ma punta tutto sul forte senso patriottico di una nazione che ai mondiali ha sempre dato filo da torcere ad ogni avversario. L'obiettivo? Passare il girone, magari con una vittoria contro i padroni di casa. 

I convocati: Il 90% dei calciatori messicani che saranno convocati per il Brasile giocano in patria, per lo più nel Cruz Azul, nell'America e nel Pachuca. Tra le certezze c'è l'esperienza di Guillermo Ochoa, portiere dell'Ajaccio che con la maglia della nazionale gioca dal 2005 e conta già 55 presenze. In difesa c'è il sempreverde capitano Carlos Salcido, 33 anni e fresco di ritorno in patria dopo un buon mondiale nel 2010 e un'esperienza non entusiasmante al Fulham. Come centrale i riflettori saranno sul giovane Diego Reyes, classe 1992 del Porto, mentre a centrocampo sono tanti i giovani interessanti. Da Giovani Dos Santos e Aquino del Villareal fino a Hector Moreno dell'Espanyol e il talentuoso Andres Guardado, classe 1986 arrivato in Bundesliga al Bayer Leverkusen dopo due stagioni al Valencia. Il peso offensivo invece sarà sulle spalle del Chicarito Hernandez ma soprattutto delle punte che andranno al mondiale: oltre ai già citati attenzione a Aldo de Nigris, classe 1983 che dopo un lungo stop potrebbe convincere Herrera a portarlo in Brasile per il picco più alto della sua carriera. 

La probabile formazione: Herrera dovrebbe schierarsi con un 4-4-1-1 che all'occorrenza può diventare un 4-3-1-2 con Ochoa, Meza, Rodriguez, Salcido, Torres, Zavala, Barrera, Andrade, Dos Santos De Nigris e Hernandez

Le stelle: L'idolo è sicuramente Javier Hernandez, 35 gol in 57 partite con la nazionale e una carriera in ascesa grazie al suo ruolo di riserva che segna in stile Solskjaer al Manchester United. Arrivato in Inghilterra dal Chivas nel 2010 ha già segnato 35 reti in Premier League. Con la nazionale del suo paese ha anche vinto la Gold Cup nel 2011 e a 25 anni si prepara per il torneo più importante con la consapevolezza di essere uno dei talenti più puri sfornati dal calcio messicano negli ultimi anni. 

I giovani da tenere d'occhio: Un nome da segnare è quello di Pablo Barrera, esterno di 25 anni del Cruz Azul che ha alle spalle un'esperienza in Spagna con il Real Saragozza e una in Premier League. Veloce e abile nel dribbling è una pedina su cui Herrera punta molto. Nonostante la giovane età la sua esperienza in nazionale conta già oltre 50 partite e due Gold Cup conquistate, buon bottino per un predestinato che nel 2010 era stato ceduto dal Pumas al West Ham per 4 milioni di euro. 

Il palmares: 1 Confederations Cup, 6 Gold Cup 

L'allenatore: Miguel Herrera è un ex difensore che ha appeso le scarpe al chiodo nel 2001 dopo una carriera vissuta tutta in patria principalmente con la maglie dell'Atlante. Dopo essere stato convocato come difensore per 14 volte ha assunto il ruolo di ct della nazionale Messicana con l'incarico di fare la mina vagante del gruppo A. Fare un dispetto al Brasile e centrare la qualificazione ai danni di Camerun e Croazia sarebbe un risultato sufficiente per guadagnarsi la conferma. 

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