La Juve non dominerà il campionato

Quello che verrà sarà forse il campionato più equilibrato dopo Calciopoli. Un campionato vero. Forse proprio per questo motivo Massimo Moratti sta decidendo di non parteciparvi, allergico com’è a competizioni vere in cui si vince sul campo e non per …Leggi tutto

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ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Quello che verrà sarà forse il campionato più equilibrato dopo Calciopoli. Un campionato vero. Forse proprio per questo motivo Massimo Moratti sta decidendo di non parteciparvi, allergico com’è a competizioni vere in cui si vince sul campo e non per corrispondenza.

E comunque, se per la maggior parte degli addetti ai lavori è la Juventus di Antonio Conte a partire con i favori del pronostico, noi – che eppure fummo i primi a scommettere su uno scudetto al primo anno dell’era Conte – siamo invece più possibilisti. Crediamo infatti che la vera sfida del prossimo campionato sarà tra la Juve dalla rosa lunga e dai molteplici campioni, ma senza un superbomber davanti, e tutte quelle avversarie dotate di un centravanti da 20 gol a stagione.

Il Milan - con o senza Honda – poggerà il suo attacco su Mario Balotelli, uno capace di segnare 12 gol in 13 partite nello scorso campionato che proiettati sulle 38 partite farebbero 35 gol: record irrealistico, ma indicativo del potenziale del attaccante di Concesio. A corollario del bomber rossonero ci sono Pazzini, El Sahraawy e Robinho, gente che col gol ha comunque un rapporto abbastanza stretto.

Stesso discorso per il Napoli, che ha sostituito Cavani con un bomber addirittura più prolifico, Higuain: 0,48 gol a partita in carriera per l’uruguaiano, 0,54 per l’argentino. El Pipita, più giovane di Cavani di 10 mesi, ha un record personale di 27 gol in campionato col Real Madrid (stagione 2009-10) ha soli 26 anni è il decimo marcatore di sempre della Selecion Argentina a pari merito con un certo Mario Kempes. Mica male. Se, come sembra, De Laurentiis gli affiancherà una seconda punta di caratura internazionale (avete detto Alexis Sanchez?) l’attacco del Napoli è bello che fatto.

La Fiorentina ha perso Jovetic, ma ha guadagnato gol. Mario Gomez è senza ombra di dubbio uno degli attaccanti più prolifici del panorama mondiale. Uno che per intenderci avrebbe fatto molto comodo anche a noi (soprattutto visti i costi dell’operazione). Mario Gomez ha una media gol in carriera di 0,52 a partita. Ed è stato capace di mettere a segno quasi 100 gol nelle ultime 3 stagioni a Monaco di Baviera con una media di 3 gol ogni 4 partite. Numeri per intenderci che, se confermati, lo porterebbero a superare tranquillamente i 25 gol in campionato. Se Pepito Rossi saprà tornare ai livelli pre-infortuni e si risolverà la grana Ljalic anchel’attacco viola promette gol a grappoli.

L’Inter dopo il vacanziero campionato scorso, affrontato senza allenatore, si affida a Walter Mazzarri. Che non è un fenomeno ma è di certo uno tosto. L’organico sembra inferiore alle prime della classe, ma anche qui (anagrafe permettendo) un bomber di rango e di tabellino c’è. Si chiama Diego Alberto Milito (media gol 0,44) ed è l’uomo del triplete. Uno che ha già dimostrato di essere capace di andare oltre i 20 gol a stagione. Ad affiancare o sostituire Milito ci sarà un altro argentino abbastanza in sintonia col gol: Rodrigo Palacio che con una media gol di 0,41 a partita garantirebbe comunque una buona scorta di reti per la seconda squadra di Milano.

Perfino due outsider come Lazio e Udinese hanno due centravanti monstre in Klose e Di Natale. Miroslav Klose, numeri e carriera da record in Italia, ha dimostrato di reggere tranquillamente la media di un gol ogni due partite, garantendo in questo modo alla Lazio l’alta classifica. Stesso discorso per Antonio Di Natale: più 100 gol negli ultimi 4 anni (e già 2 in Europa League quest’anno), significa qualcosa come 0,80 gol a partita. Al suo fianco ci sarà un Muriel sempre più maturo e un Pereyra che promette di esplodere, il tutto in attesa di scoprire che fine farà il talentino ceco Vydra.

L’unica squadra di alta classifica (almeno sulla carta) che si sottrae a questo schema è la Roma, che ha sì Totti (227 gol in A secondo marcatore di sempre nella storia della Serie A), ma ha ancora molte incognite proprio in avanti. Osvaldo resta o parte? Gervinho è quello visto abbastanza incisivo, ma mai iper-prolifico di Lille (28 gol in due campionati), o più probabilmente il centravanti sgraziato e inconcludente visto a Londra?

Ma veniamo alla Juve che ha un reparto offensivo in cui l’unico attaccante con una media gol di accettabile Carlitos Tevez (perlatro non una prima punta di ruolo) con 0,41 gol a partita. Gli altri attaccanti in rosa sia per caratteristiche, che per tabellino non garantiscono numeri da classifica cannonieri. Llorente (0,34) è tutto fuorché un fromboliere, Matri (0,29) e Quagliarella (0,28) nel bene e nel male già si conoscono.

È vero che i campionati in Italia si vincono prima di tutto con la difesa e nessuno in Italia ha un reparto arretrato con Barzagli, Ogbonna, Chiellini e Bonucci. Ogbonna peraltro è giocatore di caratura superiore e alla Juventus potrebbe affermarsi come uno dei migliori al mondo nel ruolo. E, oltretutto, il nostro centrocampo garantisce filtro e gol come nessun’altro. Ma è altrettanto vero che visto l’attuale livello del campionato italiano un attaccante da 20 e più gol a stagione può valere dai 10 ai 15 punti. Ecco, proprio per questo ci sembra che l’esito del prossimo campionato sia tutt’altro che scontato.

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