Calcio

Tutte le curiosità (e i numeri) del campionato

Chi ha schierato più stranieri, chi ha segnato più autogol, la squadra più vecchia e quella più giovane, l'allenatore che sostituisce di più - il campionato dalla A alla Z -

Uno scatto di Pirlo durante Inter-Juventus del 30 marzo (Credits: OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Il triplice fischio è arrivato e ha segnato la fine di una stagione mai fino in fondo combattuta. A parte le velleità di Inter, prima, e Napoli, poi, il discorso scudetto è rimasto sempre appannaggio della Juventus. Mai un reale pericolo di sorpasso per la truppa di Conte, che potrà nascondersi per qualche settimana in spiaggia all’ombra dell’ombrellone; Confederations Cup permettendo.E guardando a tutte le 38 giornate vissute da agosto a maggio, ci siamo divertiti a dissotterrare le curiosità e dati statistici più curiosi, per dare un’istantanea un po’ diversa del campionato appena concluso. 

Così scopriamo che l’allenatore più giovane che si sia seduto su una panchina in questa stagione, non è Andrea Stramaccioni, pur con i suoi 37 anni compiuti in gennaio, ma il debuttante Cristian Bucchi, subentrato il 5 marzo a Cristiano Bergodi sulla panchina del Pescara, che gli ha così soffiato la palma di “giovin allenatore” della seria A. Mentre “il nonno d’Italia"– con tutto il rispetto – non è Giampiero Ventura, allenatore in attività più anziano con i suoi 65 anni, ma Zdenek Zeman, 66 anni, licenziato dalla Roma per far spazio ad Aurelio Andreazzoli. 

E sempre nell’habitat panchine, chi ha effettuato più cambi è Vladimir Petkovic, con 114 fatti e una media di 3 sostituzioni a partita; il tecnico croato si segnala come l'unico a non essere mai rimasto con colpi inesplosi in canna. Subito tallonato dalla rivelazione della stagione, Vincenzo Montella, che ha sostituito i suoi per 113 volte, con una media di 2,97 cambi per match; in terza posizione Stefano Pioli.Colui che invece ha indugiato più dei colleghi a dare una scossa alla squadra è stato Zeman, con una media di 2,59 cambi per incontro. 

Passando dalla panchina al campo, riscontriamo con un gioco di parole che è l’Inter la squadra più “internazionale” di tutte, con il record di 10 stranieri contemporaneamente in campo nel pareggio esterno (1-1) rimediato contro la Roma; 10 stranieri provenienti da ben 8 nazioni differenti. Di contro, la squadra più “italiana” della penisola è stata l’Atalanta, con soli 4 stranieri – di 3 differenti nazionalità – schierati al contempo nel match della 23esima giornata vinto contro il retrocesso Palermo. 

L’oscar di faticatore del torneo va invece a un portiere, Gianluca Pegolo del Siena, che con 3420 minuti nelle gambe è stato l'unico a non aver mai saltato nemmeno un istante di gara. La squadra più anziana è il Napoli, con 29,2 anni d'età media; il pargolo d’Italia è invece l’Udinese dei Pozzo, con un’età che potrebbe far invidia alle università nostrane: 25,8. Ma la materia prima a disposizione di Guidolin è fresca e anche di qualità: Muriel ne è l'emblema. 

E ancora. La Juventus non è solo la squadra più forte, ma anche quella che costruisce più gioco con la palla tra i piedi, con la percentuale di possesso palla più elevata: 56,9% in totale. Resta indietro di uno 0,4% il Milan e di 1,4% la Fiorentina, ma sono i rossoneri a scavalcare tutti nel possesso palla casalingo, con un impalpabile +0,1% proprio sulla Juve. Le gare nelle quali il possesso palla ha toccato il suo acme sono state Juventus-Sampdoria (1-2) e Milan-Inter (0-1), con il 70% di tempo in cui le squadre di casa hanno avuto il possesso della sfera.

La squadra più prolifica nei primi 15 minuti dal fischio d'inizio è la Roma, con 12 reti siglate; seguono Juventus e Fiorentina a quota 11. La formazione invece più lesta in zona Cesarini è sempre quella di Conte - che legittima a suon di primati particolari il suo primo posto generale - con 5 gol realizzati nei minuti di recupero.

Dal particolare al generale, notiamo che chi ha segnato più gol nel corso delle 38 giornate del campionato è invece il Napoli, con 73 centri, che beneficia della cascata di gol propiziata da uno straordinario Cavani, capocannoniere con 29 centri: da solo ha siglato oltre 1/3 delle reti totali della squadra. Segue la Fiorentina con 72, poi Roma e Juve a 71, ma fa davvero specie vedere il massimo realizzatore bianconero, a quota 10, rispondere al nome di Vidal (e Vucinic).Dall'attacco alla difesa:quella più battuta è del Pescara, perforato per 84 volte in questa stagione. In prossimità del retrocesso Siena (57) si collocano Inter e Roma, rispettivamente con 57 e 56 gol incassati; è un dato che fa riflettere.

Neanche a dirlo, è quella juventina la difesa più impermeabile, con un Buffon in più che si è visto rotolare la palla alle spalle per sole 24 volte.Il club che rifornisce più copiosamente le Nazionali è ancora una volta la Juventus, con 11 giocatori prestati costantemente. Cesare Prandelli, in particolar modo, ringrazia e porterà sicuramente con sè alla Confederetions Cup Chiellini, Buffon, Marchisio, Giaccherini, Pirlo, Bonucci. 

È Davide Astori, assieme a Paolo Cannavaro, il goleador stagionale nella classifica delle autoreti; entrambi hanno beffato i compagni in 2 occasioni diverse. Infine, l'enfant prodige dell'anno è Alberto Cerri: scendendo in campo con la maglia del Parma, nel match vinto contro il Pescara per 3 a 0, è divenuto il più giovane debuttante del torneo, a 16 anni, 11 mesi e 14 giorni.

Si chiudano i battenti e arrivederci all'anno prossimo.

 
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