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Calcio

Chi è Gianni Infantino, nuovo candidato alla presidenza della Fifa

La Uefa lancia il braccio destro di Platini nella corsa alla successione di Blatter: giovane, poliglotta e di origini italiane

Pensare a una candidatura di Gianni Infantino contro le Roi Michel Platini è impossibile, quasi innaturale. E, infatti, il nome dell'avvocato svizzero che lavora all'Uefa dall'estate del 2000 ed è da tempo braccio destro del francese è la scelta che le confederazioni europee hanno fatto per tutelarsi in caso di passo indietro di Platini, sospeso per 90 giorni dal Comitato etico della Fifa e costretto a difendersi dall'accusa di aver intascato fondi per 2 milioni di franchi svizzeri senza giustificativi.

Una situazione complessa e che ha diviso i membri dell'Uefa. Se Platini dovesse ritirare la sua candidatura o essere costretto ai box in vista delle elezioni del prossimo 26 febbraio - che non saranno rinviate - ecco il profilo di Gianni Infantino, lontano da scandali e polemiche. L'uomo giusto per cercare di mettere insieme una maggioranza sufficiente a garantire all'Uefa e ai pesi europei il giusto peso all'interno del governo del calcio mondiale.

Infantino, classe 1970 e originario di Brig, è da tempo stretto collaboratore di Platini. Per tutti è l'uomo delle palline, gran cerimoniere nei sorteggi di Champions ed Europa League: colui che conduce gli show intrattenendo dirigenti e telespettatori e vigilando allo stesso tempo sulla regolarità delle operazioni. Una sorta di alter ego di Blatter in questa sua funzione.

Avvocato di origini calabresi, sposato e padre di quattro figli, Infantino è famoso anche per la capacità di parlare diverse lingue: tedesco, italiano, inglese, francese, spagnolo e anche arabo. Caratteristica che può tornare utile nell'operazione di cucitura del consenso in giro per il mondo che il manager ha cominciato subito dopo aver accettato la candidatura. Il primo passo è stato l'incontro con i dirigenti della confederazione asiatica. Poi si vedrà.

Il ruolo di Infantino dentro l'Uefa, però, è molto più della semplice presenza ai sorteggi. La sua formazione e il suo curriculum lo hanno reso figura di primo piano nelle strategie economiche dell'organismo europeo. Ha diretto il gruppo di lavoro sulle licenze per i club, ha collaborato nella creazione del fair play finanziario che sta cambiando faccia al calcio del Vecchio Continente e ha seguito da vicino lo sviluppo delle politiche di marketing dell'Uefa stessa.

Per molte federazioni si tratta dell'uomo giusto al posto giusto: "Crediamo abbia le qualità giuste per guidare l'organizzazione su un percorso di riforme per ripristinare l'integrità e la credibilità della Fifa" hanno scritto sul comunicato ufficiale di investitura. La corsa è iniziata. Poi si vedrà quale sarà la posizione di Platini.

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