Calcio

Champions ed Europa League: sprint e veleni

Milan-Fiorentina e le polemiche arbitrali. La favola dell'Udinese e cosa conviene al calcio italiano

I giocatori dell'Udinese festeggiano l'ultima di campionato davanti al proprio pubblico - Credits: Ansa

Due soli verdetti per 90 minuti. Non molto per poter definire l'ultima giornata di serie A
appassionante, ma in gioco ci sono quasi 50 milioni di euro, piatto ricco che quattro squadre
(Milan, Fiorentina, Udinese e Lazio) si giocano lottando per un posto in Champions League e
l'ultimo tagliando di Europa League. In entrambe i casi la situazione sembra delineata anche se gli
incroci della 38° giornata potrebbero riservare sorprese.

VELENI SULLA VOLATA CHAMPIONS - Aveva ragione Allegri qualche settimana fa
quando diceva che per aggrapparsi al terzo posto sarebbero serviti più di 70 punti. Il pareggio
contro la Roma costringe il Milan (69) a vincere a Siena perché la Fiorentina (67) non dovrebbe
avere grandi difficoltà a sbancare Pescara. In caso di arrivo a pari punti a quota 70 il preliminare
Champions è della squadra di Montella che ha vinto a San Siro e pareggiato nel ritorno del Franchi.

Prepariamoci a una settimana di veleni e sospetti. Lo sfogo di Andrea Della Valle dopo la sconfitta
con la Roma con errore di Mazzoleni alla 36° ("Non siamo mica scemi. E' un errore che può
costarci 30 milioni di euro") è stato solo l'antipasto. La designazione di Rocchi di Firenze per
Milan-Roma è stata accolta senza particolari polemiche a Milanello, ma l'espulsione di Muntari
non è piaciuta ai vertici rossoneri, sia per le colpe del giocatore, sia perché ha condizionato in
maniera importante una partita che avrebbe potuto dare al Milan il pass Champions.

Più o meno velatamente a Firenze sospettano che il Milan sia stato spinto verso il terzo posto
perché più 'pesante' dal punto di vista economico e politico. Pesano gli errori degli scorsi mesi che
hanno risolto alcune partite a favore della squadra di Allegri. Tesi ovviamente non dimostrabile e
l'andamento dello scontro diretto del Franchi (espulsione esagerata di Tomovic, ma anche rigori
negati al Milan nel finale) viene usato come argomento in risposta. Il clima tra le due società in
questo momento non è idilliaco e a fine stagione servirà lavoro di diplomazia. Anche la frase con
cui Galliani ha chiuso la querelle sul logo Champions già stampato sulla maglia 2013-2014 è
significativa: "C'è stato un semplice errore nella fotografia, pensare che ci si dietro qualcosa è
demenziale".

MEGLIO LAZIO O UDINESE IN EUROPA LEAGUE? - Situazione simile nella volata per
il 5° posto con accesso ai playoff di Europa League (22 e 29 agosto). L'Udinese ha in mano il suo
destino dall'alto dei 63 punti racimolati fin qui e la Lazio (61) può solo sperare che i friulani non
vincano a San Siro contro l'Inter facendo contemporaneamente bottino pieno in trasferta contro il
Cagliari. In caso di arrivo a pari punti a quota 64 è favorita la Lazio per gli scontri diretti.

Quello di Guidolin è un autentico miracolo sportivo. Dopo l'ennesima estate di cessioni
pesantissime ha costruito un campionato prima di sicurezza e poi, con una volata di 7 vittorie
consecutive, in rimonta verso la zona-Europa. Basterebbe questo per dire che merita il pass
europeo. Però l'Italia (come movimento calcistico) deve riflettere se convenga più la presenza
dell'Udinese piuttosto che quella della Lazio nella prossima Europa League.

L'esperienza delle ultime due volte che Guidolin ha affrontato i preliminari europei è stata
disastrosa. Fuori contro l'Arsenal nel 2011 e contro il Braga un anno fa quando la sfida non era
proibitiva. Eliminazione costate tantissimo dal punto di vista del ranking Uefa al calcio italiano.
In più nell'ultima stagione l'Udinese non è stata all'altezza in Europa League: 1 vittoria, 1
pareggio e 4 sconfitte con eliminazione nel girone. La peggiore tra le nostre squadre approdate in

Europa.

Al contrario la Lazio è stata, dietro alla Juventus, la seconda per rendimento portando alla causa 23
punti contro i 4 dei friulani. I numeri dicono che converrebbe l'approccio di Petkovic piuttosto che
quello dimesso e sperimentale di Guidolin. Non è sempre andata così. Il ranking a squadre delle
ultime 5 stagioni dice che l'Udinese è 52° e la Lazio 57° e che prima dell'exploit di quest'anno i
biancocelesti avevano quasi sempre fatto scena muta.

Chi conviene che vada in Europa? Discorso scivoloso e non praticabile. Di sicuro il calcio italiano
ha il diritto di chiedere a chiunque di qualifichi per il preliminare di lavorare per la qualificazione
ai gironi. L'eliminazione sarebbe una iattura e rovinerebbe la stagione di tutti. Portogallo, Francia,
Russia e Ucraina premono alle nostre spalle.

© Riproduzione Riservata

Commenti