Nonostante l’1-1 li abbiamo battuti perché…

Segui Blucerchiando su Facebook e Twitter Al fischio finale di Genoa – Sampdoria ho tirato un lungo sospiro di sollievo. L’ansia è scemata, la rabbia per l’amaro finale no. Eravamo ad un passo dalla vittoria, una vittoria che avrebbe …Leggi tutto

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Al fischio finale di Genoa – Sampdoria ho tirato un lungo sospiro di sollievo. L’ansia è scemata, la rabbia per l’amaro finale no. Eravamo ad un passo dalla vittoria, una vittoria che avrebbe avuto il sapore dello zucchero filato. Fastidio e rabbia per un gol assurdo segnato da Matuzalem, un vero esempio di classe, sportività e stile: sarebbe il capitano giusto per retrocedere lottando. E’ stato un derby a nervi tesi, una vigilia infinita che ho patito più del solito. Le aspettative, la voglia di restituire il favore, i punti salvezza. Niente tribuna stampa, il derby si guarda nella gradinata sud insieme agli amici di sempre, pronti per colorare uno stadio dalle tonalità monotone. Dall’altra parte 995 metri di stoffa per definire la teoria del Rasoio di Occam dei derby:  a parità di fattori la nostra coreografia è sempre più bella della loro. Qualche amico genoano a fine partita mi ha mentito, non ammettendo il loro silenzio per gran parte della partita, lunghi periodi in cui la nord è sembrata la mostra di Mc Curry: facce tristi e poco rumore. C’è una sorta di rispetto e di deferenza nel mentire del genoano. Ogni volta che ci mentono ci fanno indirettamente i complimenti più belli. Oggettivamente parlando la sud di ieri è stata uno spettacolo da brivido, l’unico in una partita inguardabile tra una squadra modesta (la nostra) e un Genoa misero come non lo si vedeva da decenni. C’è stato un momento del secondo tempo dove ho alzato lo sguardo verso il cielo di Marassi. Limpido, con un sole splendente. Una manna dopo un mese senza primavera dove Genova sembrava la Scozia. E l’ultima scena da scozzesi l’ha fatta proprio la sud, lottando contro gli inglesi che dall’altra parte mostravano sbandieratori e mascotte dall’equilibrio incerto insieme a opinabili star internazionali. Nonostante l’1-1 ci sono decine di motivi per cui abbiamo vinto. Dall’approccio alla gara, ai brividi per 90 minuti, dai cori senza fine agli applausi per spellarsi le mani. Unico neo la rissa finale nei distinti: la violenza non c’entra nulla con il derby della Lanterna, prima di tutto siamo concittadini. Il derby è finito, se ne riparlerà il prossimo anno. Anzi, se ne riparlerà il prossimo anno? Ci credevano morti con il gol di Boselli, siamo ancora qui, coloratissimi e caricati dalla primavera e dalla voglia di amare, tutti pronti ad accamparsi in riva al fiume aspettando che passi il cadavere del nemico. Ho voglia di citare Franklin Roosvelt, presidente degli Usa in ginocchio dopo Pearl Harbor e obbligati a rialzarsi per tornare più forti di prima: “È molto meglio osare cose straordinarie, vincere gloriosi trionfi, anche se screziati dall’insuccesso, piuttosto che schierarsi tra quei poveri di spirito che non provano grandi gioie né grandi dolori, perché vivono nel grigio e indistinto crepuscolo che non conosce né vittorie né sconfitte”.

La partita è finita 1-1 ma per tanti motivi ieri abbiamo vinto noi. Perché? Ho scritto di getto spiegando il mio punto di vista, ecco alcuni dei vostri che mi avete mandato sulla pagina Facebook. Chi volesse contribuire con i suoi perché può commentare il post. Io passo e chiudo incollando il messaggio apparso oggi sul sito degli UTC:

Desideriamo, attraverso queste poche righe, ringraziare chi domenica ha reso la nostra gradinata un’onda di passione: sampdoriani di tutte le età, uniti nel sostenere l’Unione Calcio Sampdoria per 90 minuti e oltre senza sosta.

Grazie per i boati squarciagola, per i battimani fragorosi, per i cori incessanti durante tutta la partita.  

Grazie per averci dato la dimostrazione che “può  passare il tempo, ma siamo sempre noi.”

Nonostante l’1-1 li abbiamo battuti perché…

Perché ogni giorno quando mi alzo, ringrazio il cielo per non essere nato genoano, sarebbe una vita troppo dura da affrontare. (Simone Calucci)

Perché non ci serve comprare 995 mt di stoffa per far vedere chi è la nostra tifoseria. Noi la “stoffa” ce l’abbiamo cucita addosso. Abbiamo vinto noi perché a Genova, se suoni “Britannia” per dare la carica, sei solo una squadra di cricket: noi ci carichiamo con l’Armata. Abbiamo vinto noi perché non siamo tanto repressi da non capire che il cielo è sempre più blu, cerchiato di blu. (Silvia Garassino)

Perchè nella Sud splende il Sole e da loro non ce n’è!! (Leonardo Vicari)

Perché per i prossimi 15 anni non si giocherà più un derby! (Pino Vitello)

Perché noi siamo Genova… (Luca Onorato)

Perché siamo stati superiori in campo e sugli spalti, perché a noi un punto può andar bene e perché noi non scendiamo in campo con l’intento di azzoppare gli avversari.. Uno stile che da sempre ci caratterizza, lo stile Samp. (Camilla Sacanna)

Perché noi siamo il presente ed il futuro della Liguria calcistica, perché siamo calore, amore ed emozione, perché siamo la Samp!!! (Massimo Colombo)

Perché siamo la Sampdoria, non una moda ma una fede e che si vinca o che si perda noi siamo sempre li per lei! (Michela Angelica Ferrarotti)

Perché pur con 3/4 stadio con i loro colori, sarà un ennesimo derby ricordato per la nostra coreografia ed il nostro calore….e mettiamoci anche per i loro 955 metri di stoffa che non hanno visto nemmeno loro! (Giuseppe Giotto)

Perchè siamo la Sampdoria. (Andrea Carbonaro)

Perché la nostra gradinata é speciale e la loro é un cimitero e perche se questo derby verra ricordato sará merito della sud e non della nord. (Matteo Pitzus)

perchè non c’é stato un solo minuto che la sud non incitasse i suoi campioni, li abbiamo battuti perchè la maggior parte dei sampdoriani che uscivano dallo stadio erano senza voce, li abbiamo battuti perchè non c’è un solo sampdoriano che non sia in pensiero per un ragazzo d’oro come Nenad,li abbiamo battuti perchè nonostante la vittoria scappata negli ultimi minuti abbiamo ringraziato quegli 11 campioni in campo, li abbiamo battutti perchè abbiamo qualcosa che loro non hanno: l’essere SAMPDORIANI. (Erich Strazzer)

Perché eravamo migliori sugli spalti, in campo e perché noi abbiamo giocatori di calcio non gente gramma che spacca caviglie… (Mirco Assone)

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