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Calcio

Emergenza Roma, ma contro il Bate non si può sbagliare

Infortuni, rosa corta e polemiche zittite solo temporaneamente: Garcia cerca continuità in Champions League

E' un tranquillo martedì d'ansia, di quelli che possono allargare il respiro se tutto va bene, oppure riprecipitare Roma e la Roma nel caos primordiale. Non ci sono solo i tre punti pesantissimi del girone di Champions League in palio a Minsk contro il Bate Borisov, ma la tranquillità che solo un pizzico di continuità può dare e che a Garcia serve come il pane dopo un'inizio di stagione all'insegna delle montagne russe.

Le polemiche e i processi sono stati temporaneamente aggiornati dal 5-1 contro il Carpi: successo che ha avuto l'effetto di un balsamo, ma che andrà rivalutato considerata la scarsa consistenza di un avversario che in trasferta ha preso vagonate di gol (12 in tre partite) e che dopo l'Olimpico ha cambiato guida tecnica. Dunque, la graticola su cui sedeva Garcia è stata solo coperta e non spenta del tutto. Serve una conferma a Minsk e nella situazione meno semplice possibile.

Una squadra di indisponibili

L'elenco di chi manca contro il Bate Borisov è lungo e articolato. Dzeko, Totti, Keita, Rudiger oltre al lungodegente Strootman. Uniti ai limiti imposti dall'Uefa per le vicende del fair play finanziario e a qualche errore di mercato - come la mancata sostituzione del prodotto di formazione italiana Ljajic - fanno sì che Garcia sia volato in Bielorussia con i giocatori contatissimi. Numeri che parlano da soli. A parte gli undici titolari c'è una panchina con un paio di ragazzini (Di Livio e Soleri) e manca un centravanti da gettare nella mischia contro il Bate.

Sfortuna e scarsa programmazione. Il processo sul perchè la Roma si trovi a questo punto a fine settembre è aperto, anche perché la rivoluzione imposta dalla società nello staff a disposizione del tecnico doveva garantire un andamento diverso rispetto all'anno scorso. Non tutti i guai sono muscolari, ma il ripetersi di certe situazioni preoccupa e non poco.

Salah centravanti e il cambio di modulo

Il prodotto di una simile emergenza è che Salah sarà chiamato a interpretare il ruolo di Dzeko (e Totti) e che dietro a lui Garcia schiererà una Roma diversa dal solito. Non il 4-3-3 che esalta gli esterni, ma un 4-2-3-1 che dovrebbe colmare l'assenza di peso in mezzo all'area di rigore. Attenzione: uno dei problemi di questo avvio è stato proprio l'incapacità di dare un senso alla mole di gioco e cross prodotti da centrocampo e mezzepunte. Senza Dzeko da verificare la possibilità di passi avanti.

Garcia sceglie comunque di schierare tutta la qualità a disposizione perché quella contro il Bate Borisov è una partita da vincere e basta. Il lungo duello con il Bayer Leverkusen per un posto negli ottavi di finale non ammette distrazioni e l'orecchio sarà teso anche al Camp Nou nella speranza che il Barcellona privo di Messi non si incarti contro i tedeschi.

La fierezza di Garcia

La vigilia è scivolata via senza troppi scossoni. L'emergenza sembra aver compattato ambiente e gruppo e non è detto che sia un male, a patto di non scivolare sulla buccia di banana bielorussa. Anche a parole Garcia ha provato ad alzare i toni dimessi delle ultime settimane: "Non sapevo di essere alla centesima panchina con la Roma. Qui sto bene, non ho cambiato idea. Sono arrivato con entusiasmo e ce l'ho ancora: sono fiero di essere alla guida di questa squadra".

Minsk potrebbe regalargli anche un ritorno importante dall'infermeria al campo. E' pronto, infatti, Szczesny che si era fatto male contro il Barcellona nella notte del pareggio che ha acceso la speranza. Titolare o riserva? Scelta coperta fino all'ultimo, ma De Sanctis ha fatto bene contro il Carpi e certi equilibri potrebbero pesare.

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