Calcio

Agnelli e le tre stelle: passo indietro o sfida?

La Juventus non le indosserà nella prossima stagione, ma per la prima volta non esclude di farlo in futuro.

I tifosi della Juventus festeggiano lo scudetto – Credits: Ansa

Diciamo la verità. Le parole di Andrea Agnelli sul futuro delle stelle (ora tre anche per l’albo ufficiale della Figc) sulla maglia della Juventus sono suonate un po’ come un discorso in politichese buttato lì senza troppa convinzione e senza che nessuno abbia capito esattamente cosa il presidente tricampione d’Italia volesse dire. Annunciare che le stelle, espulse nel 2012 in totale disaccordo con la federazione, torneranno un giorno sulle maglia “se e quando qualcuno metterà la seconda” cosa significa esattamente?

Il tifoso che ragiona con la pancia può intendere che la battaglia continua, dura e pura. Che le stelle non tornano e che la Juve resta ancorata alla sua posizione sulle vicende di Calciopoli. “Le contabilità della passione devono essere diverse dalle contabilità ufficiali e da parte mia non posso che rimarcare che gli scudetti, per noi juventini, sono 31″ diceva Agnelli un anno fa, festeggiando il titolo numero 29 (per la Figc) o 31 (per la Juve). E un anno prima era stato ancora più netto quando la strepitosa prima stagione di Antonio Conte lo aveva posto davanti al dilemma.

Erano i giorni del ’30 sul campo’, mantra per il popolo bianconero. Mettere o no la terza stella per provocare il Palazzo? “Abbiamo rispettato le decisioni della giustizia sportiva nel 2006, poi sono venute fuori altre cose. Le successive azioni legali servono a tutelare il nostro club. Abbiamo scelto di togliere completamente le stelle dalla maglia ufficiale perché non riconosciamo il calcolo della Federcalcio che conta 28 scudetti. Per noi quello appena vinto è il trentesimo scudetto e tutti gli juventini sanno di averne vinto trenta sul campo”.

Tutto chiaro, no? Al di là dei giudizi nessuno poteva avere dubbi sulla posizione della Juventus. Oggi no. Cosa pensa Agnelli? Allinearsi alla simbologia della Federcalcio non subito ma tra qualche anno non significa mettere un altra badilata di sabbia sulla battaglia per la revisione storica di calciopoli? Esiste ancora la volontà di portarla in fondo o, pezzo dopo pezzo, gli juventini si dovranno abituare a un Agnelli normalizzato? C’entrano qualcosa le sentenze di Napoli che tengono fuori la Juve dal punto di vista penale e civile, ma condannano i dirigenti apicali del tempo? Domande legittime cui prima o poi verrà data risposta. Magari anche solo aggiungendo tre pezzetti di stoffa gialla sopra a uno scudetto.

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