Val Gardena, Alto Adige. Pomeriggio di domenica 23 marzo 1975

Venti milioni di telespettatori italiani incollati ai televisori ancora in bianco e nero aspettano il verdetto. Val Gardena, pista Saslong. In fondo al tracciato, 40.000 persone attendono la discesa dei protagonisti della stagione 1974-1975. Gustavo Thoeni, il campionissimo contro l'astro nascente, lo svedese Ingmar Stenmark

Lo slalom parallelo del 23 marzo vale tutto. Chi vince, porta a casa la Coppa di Cristallo.

Mentre i due campioni risalgono la pista Saslong trainati dallo ski-lift, apriamo una breve parentesi sullo sci di 40 anni fa.

In italia gli anni '70 sono anni d'oro per questo sport. Già dalla fine del decennio precedente il boom dello sci aveva portato allo sviluppo di impianti e nuove località turistiche sorte dal nulla o quasi come Marilleva, Pila, Montecampione e altre. Il turismo bianco si era massificato e insieme alla fiumana di sciatori "mordi e fuggi" e delle settimane bianche, era decollata l'industria collegata allo sci. 

La Valanga Azzurra, la mitica Nazionale italiana di sci alpino, dominava allora il circo bianco, alimentando l'attrazione degli italiani per uno sport un tempo retaggio di una ristretta élite. Nel 1975 Gustav Thoeni ha già vinto tre Coppe del Mondo nel 71, 72 e 73. Alle Olimpiadi invernali del 1972 a Sapporo in Giappone, l'altoatesino è medaglia d'oro in gigante. Piero Gros il piemontese aveva vinto la Coppa del mondo del 1974.

Ma Gustav è solo la punta di diamante di un team d'oro. Forgiata dal campione francese Jean Vuarnet, classe 1933, e guidata dal ct valtellinese Mario Cotelli, ex studente di Economia e Commercio, la Nazionale italiana della prima metà degli anni '70 vince tutto con i suoi giovani. Sono Erwin Stricker detto "cavallo pazzo", Herbert Plank, Fausto Radici, Tino Pietrogiovanna, Piero Gros, Paolo de Chiesa.

Ma quel 23 marzo di 40 anni fa l'avversario diretto di Gustav, Ingmar Stenmark, poteva vanificare un'altra delle stagioni trionfali del pool italiano. Ha 5 anni meno di Thoeni, viene da un paesino vicino al Circolo Polare Artico. Esordisce in Coppa nel 1973 a 17 anni, ai piedi un paio di sci jugoslavi Elan. In quella stagione, aveva battuto proprio gli italiani Paolo de Chiesa e Fausto Radici sulla 3-Tre di Madonna di Campiglio. Poi tra gennaio e marzo del 1975 Ingmar infilò una serie continua di podi, fino ad arrivare al redde rationem del parallelo della Val Gardena.

Il parallelo della Saslong è anche la sfida tra due commissari tecnici italiani: Mario Cotelli e Ermanno Nogler, l'allenatore gardenese di Stenmark. L'atmosfera è tesissima a tutti i i livelli. 

Stenmark aveva rischiato grosso quando il giorno prima aveva avuto un incidente stradale al volante della sua Range Rover, fortunatamente senza conseguenze fisiche. 

La giornata sportiva si preannuncia lunghissima. Con gli stessi punti di Thoeni è Stenmark c'è anche l'austriaco Franz Klammer. I campioni che si sfideranno tra i pali sono 32, divisi in gruppi di 4 atleti. Klammer esce di scena al primo turno per una caduta. Lo svedese e l'italiano sono soli a contendersi il trofeo e hanno di fronte ore interminabili, estenuanti. 

Gustav elimina prima lo svizzero Philippe Roux poi il connazionale Tino Pietrogiovanna. Nella discesa successiva, sfida e batte una altro elvetico: Walter Tresch.

Stenmark si trova di fianco il tedesco Christian Neureuther, fuori forma e reduce da una notte brava in Badia. Questi inforca, e Ingmar ha davanti un altro "facile", il polacco Jan Bachleda. I nostri tifosi gridano al complotto e a possibili retroscena di combine e corruzione. Ma durante la sfida con l'outsider  Stenmark ha un incontro ravvicinato con una porta. Tatticamente, lo svedese si avvinghia al palo per confondere la giuria su un'inforcata che lo avrebbe messo fuori gioco. La gara si ferma. La direzione di gara si ritira ed esamina le riprese televisive, si consulta per lunghissimi minuti e alla fine, anche per la sportività di Cotelli, Stenmark rimane in gara. 

Si riprende, e l'avversario dello svedese è Fausto Radici. Il campione bergamasco privo dell'occhio sinistro impegna Stenmark ai limiti del crollo psicologico, poi Fausto deve capitolare nella seconda discesa per una caduta. 

Ora siamo davvero alla fine. La sfida è solo tra i due protagonisti della stagione. Intanto la luce cala e le ombre si allungano sul tracciato della Saslong. Nessuno fiata più. Siamo tornati alla scena di apertura, quando Stenmark e Thoeni lasciano il piattello dello ski-lift per dirigersi al cancelletto. Ma Gustav è psicologicamente superiore al giovane Stenmark. Quando i bastoncini puntati catapultano i due campioni sul tracciato, Thoeni ha già 5 metri di vantaggio e scatena rabbia ansia e forza sugli sci. Ingmar resiste per gran parte del tracciato fino alla terzultima porta, dove i suoi sci impazziscono e perdono la traiettoria a pochi metri dal traguardo. Gustav Thoeni è campione, alza le braccia davanti a 150 milioni di spettatori in tutto il mondo. Solo lo sbarco sulla Luna era stato più seguito. Ma all'arrivo, un'altra vittoria aspetta Thoeni: sua moglie Ingrid gli annuncia di essere in attesa di una bambina. Era stata in silenzio, con il fiato in gola e Petra in grembo, per non deconcentrare Gustav nella sua impresa più grande. 

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