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Sci: "Mi sono allenato con la nazionale russa"

Un inviato di Panorama.it ha partecipato in Trentino all'ultimo training a secco prima della Coppa del Mondo: ecco com'è andata...

L’appuntamento al centro sportivo di di Riva del Garda è fissato per le 9.30. Non prestissimo a dire il vero, ma questo è solo l’antipasto della stagione della Nazionale di sci russa, atterrata in Trentino per presentare le nuova partnership con Vist – l’azienda altoatesina di abbigliamento fornirà tute e materiale tecnico alla squadra femminile e maschile – e per la rifinitura della presciistica, o preparazione “a secco” come si dice in gergo, in vista della Coppa del Mondo che partirà a Soelden il prossimo 25 ottobre.

Invitati a prendere parte alla seduta di allenamento mattutina ci uniamo agli atleti del team, tra i quali spicca lo slalomista Alexander Khoroshilov – tre olimpiadi invernali e 3 medaglie in Coppa del Mondo a curriculum – che pensa subito a tranquillizzare giornalisti e addetti ai lavori dicendo che in fondo il grosso della preparazione è stato già fatto, e che i giorni in Trentino sono funzionali soprattutto al recupero dai carichi di lavoro e a rilassarsi in vista delle gare.

Per questo si comincia con una seduta di yoga, disciplina ormai consolidata nella preparazione degli sport di altissimo livello, che impegna il gruppo per una quarantina di minuti con lo svolgimento di brevi movimenti da ripetere ponendo la massima attenzione al controllo della respirazione. Si inizia con il collo, poi spalle, bacino e anche, tentando di respirare con il diaframma, spingendo l’addome in dentro e poi in fuori. E ’il primo step di quella che viene chiamata “respirazione yogica completa”, che comprende anche quella toracica e clavicolare, in grado assicurare enormi benefici per gli atleti, in particolare sciogliendo i grassi e calmando la mente.

 

Anche gli atleti, compresi i giovani Maksim e Pyasik, seguono diligentemente la lezione che si conclude con un esercizio di rilassamento nel quale, rimanendo sdraiati in posizione supina, si prova ad estranerarsi dal corpo, dimenticando i pensieri, attraverso il controllo (di nuovo) della respirazione.

Terminato lo yoga, si comincia a fare un po' più sul serio. Coach Urban Planinsh, coadiuvato dai suoi assistenti, fa spostare tutti in una palestrina per svolgere gli esercizi di riscaldamento dove le parole d’ordine sono rapidità e coordinazione. Viene allestito un percorso circolare formato step da salire e ridiscendere alla massima velocità con varie andature, unendo al movimento rapido dei piedi la coordinazione di mani e braccia necessaria per eseguire movimenti precisi e ripetuti. Inutile dire che gli slalomisti, con Khoroshilov in testa, si dimostrano subito dei fenomeni nello sgusciare tra gli ostacoli del tracciato. Per fare un giro impiegano circa la metà del tempo rispetto a un essere umano qualsiasi, tanto che bisogna stare attenti a non finire doppiati come la più scarsa delle Sauber.. 

Dopo una ventina di minuti di andature saltellate si passa ai classici esercizi di stretching per gambe e braccia prima di tornare in sala pesi. Qui gli esercizi sono totalmente diversi rispetto a quelli che si trovano nei programmi dei comuni personal trainer, essendo studiati per allenare quante più “abilità” possibili e contemporaneamente.

“Cosa devono essere in grado di fare questi atleti? Tutto.” spiega il preparatore atletico della squadra russa: potenza, esplosività, reattività sono le parole d’ordine che vengono richiamate in continuazione – nella lingua madre russa, ovviamente – da allenatori e assistenti durante le ripetute degli esercizi. Uno dei più difficili consiste nel saltare con un bilanciere sopra una “balance dome” (detta anche bolla da noi amatori) utilizzata in fisioterapia per allenare la propriocezione, ovvero la capacità di percepire la posizione del proprio corpo nello spazio. 

In questo modo gli atleti simulano la perdita di equilibrio che si avverte sugli sci durante l’atterraggio da un salto o dopo una perdita di controllo. Per allenare reattività ed esplosività invece Khoroshilov e soci vengono fatti mettere in ginocchio, con il bilanciere sulle spalle, per poi scattare in piedi su una gamba sola – il tutto in un unico movimento – e poi esplodere letteralmente verso l’altro atterrando sopra una panca a 40 centimetri di altezza.

L’esercizio più in voga del momento tra gli sciatori si chiama yo-yo e si esegue mediante l'utilizzo di un omonimo macchinario capace di generare una forza, che si scarica attraverso un’imbracatura posta sulle spalle degli atleti, proporzionale al numero di dischi, che fungono da giroscopi, e alla velocità della spinta in fase di squat. Il risultato è che dopo due o tre ripetizioni veloci il peso aumenta in maniera esponenziale fino ai 150 kg che il giovane Pyasik è un grado di sopportare in un esercizio decisamente più dinamico rispetto allo squat tradizionale.

Gli scherzi tra un riposo e l’altro testimoniano che l’umore tra i russi è alto, come è giusto che sia a pochi giorni dall’inizio della Coppa del Mondo – la prima, per i più giovani –. Anche per questo Khoroshilov, sul quale la pressione in patria è altissima dopo la vittoria dello scorso gennaio nello slalom speciale di Schladming, una delle tappe clou del Circo Bianco, ride e scherza con tutti per smorzare la tensione; tanto che durante gli ultimi esercizi di yoga finge – verrà poi prontamente richiamato all’”ordine” da istruttrice e preparatori – di addormentarsi e di russare. L’ultimo riposo, prima della tempesta mondiale.

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