Usain Bolt è sempre il re della velocità, l'uomo razzo che nessuno riesce a tenersi dietro. A Rio de Janeiro come a Pechino e Londra: oro nei 100 metri maschili, la gara delle gare. Ha vinto in 9''81 tenendosi dietro il grande avversario, lo statunitense Justin Gatlin che è scattato come una furia dai blocchi, ha provato per i primi 50 metri a mettere spazio tra sè e il rivale e poi si è dovuto accontentare dell'argento con un 9''89 lontano dalle migliori corse della sua carriera. Sul podio anche il canadese Andre De Grasse con il record personale in 9''91.

Una finale che non resterà nella storia per i tempi, distanti dal record del mondo, ma che ha ugualmente sprigionato scintille. Bolt, che a Rio insegue la terza tripletta della carriera per consegnarsi alla leggenda, aveva nei 100 proprio l'anello debole perché dal 2012 non si era più ripetuto con costanza con prestazioni assolute. Invece è stato ancora il migliore di tutti e ha vinto potendosi permettere nel finale anche un gesto d'esultanza, portando la mano sul cuore mentre tagliava il traguardo. Un segno di superiorità.

La solita partenza lenta prima della rimonta

Il copione è stato quello di sempre. Bolt è scattato lento dai blocchi, con un tempo di reazione non eccezionale e con i soliti primi metri usati per riuscire ad alzarsi e a distendere la propria falcata. Gatlin è stato molto più rapido e con lui De Grasse e il francese Vicaut, che hanno scortato il giamaicano in corsia 4. Intorno ai 40-50 metri si è compiuto il sorpasso e Gatlin è stato risucchiato e il destino si è compiuto.

A metà gara Usain era ancora quinto, come a prendersela con comodo prima di esplodere la sua potenza e a conquistare - primo uomo nella storia - la medaglia d'oro dei 100 metri per la terza volta consecutiva. Giù dal podio l'altro giamaicano Yohan Blake (9''93). Distanti tutti gli altri che si sono limitati a fare da contorno in una finale che non passerà certo alla storia per contenuto tecnico.

Semifinale dei 100 metri vinta passeggiando: 9''86

Bolt è entrato in finale con una prova di superiorità disarmante. Ha corso la sua semifinale in 9''86. Ha trascinato anche De Grasse (9''82) alla seconda miglior performance  e al record personale e si è tenuto alle spalle anche Justin Gatlin, che nella sua serie si è fermato a 9''94 controllando lo sforzo e Yohan Blake alle sue spalle. Una prima risposta a chi dubitava dello stato di forma di King Usain.

Il debutto di Bolt era stato, invece, facile come correre sul velluto. La batteria dei 100 metri che ha segnato il suo primo passo nell'Olimpiade era stata conquistata con un 10''07 quasi da allenamento per il campione in carica, senza spingere e controllando nel finale per non sprecare energie. Meglio di lui, a livello cronometrico, aveva fatto il grande avversario Justin Gatlin: 10''01. 

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