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Paltrinieri compie 19 anni. "Il regalo? Il bronzo ai Mondiali"

Nel giorno del compleanno, Gregorio ci confessa di pensare ancora a Barcellona mentre programma i futuri impegni. Non solo nel nuoto

Il passaggio di medaglie tra Massimiliano Rosolino e Gregorio Paltrinieri, il campione del passato e quello di presente e futuro.

“Penso ancora ai Mondiali. Vado su Youtube e guardo il video della finale che avrò rivisto almeno 100 volte. E’ difficile mandare via emozioni e sensazioni simili”.

E’ passato poco più di un mese da quando Gregorio Paltrinieri, a Roma per l'Happy Meal Sport Camp,  stringeva tra i denti sul podio di Barcellona la medaglia conquistata nei 1500 stile libero. Bronzo e record italiano ai Mondiali. Non male per un ragazzo fresco di maturità che spegne oggi 19 candeline. Paltrinieri è a tutti gli effetti il presente e il futuro del nuoto azzurro ma non è tipo da farsi schiacciare dalla pressione: “Ci sono abituato, se non altro perché sono sempre l’ultimo a gareggiare – spiega – so che i fari saranno sempre più puntati su di me ma non me ne preoccupo. Per me il nuoto deve rimanere un divertimento, non lo faccio per i soldi. Tanto che sto pensando di continuare a studiare…”.

Ti sei reso conto dell’impresa che hai fatto?

“A dire il vero me ne sono reso conto fin da subito. Non sul podio forse, dove ero in confusione totale, ma comunque subito dopo la premiazione. Avevo capito di aver fatto davvero una grande gara”. 

Hai già ripreso ad allenarti? 

“Ora sono fermo, mi sono preso una pausa di un mese. Ricomincerò la prossima settimana ma per ora mi godo le vacanze e non penso agli Europei”. 

Come ti sei rilassato dopo le “fatiche mondiali”?

“Sono stato a New York un settimana, con la mia ragazza. A pensarci bene non è che mi sia riposato più di tanto ma d’altronde in spiaggia non riesco a starci per più di dieci minuti. Devo essere sempre in movimento”.

Sai di essere considerato l’uomo che ha salvato, almeno in parte, la spedizione maschile ai Mondiali?

“Non mi sento il “salvatore della patria”. Penso che in generale siamo andati abbastanza bene”. 

Eppure il tuo bronzo e l’argento della Pellegrini sono state le uniche medaglie azzurre…

“Però in tanti siamo andati in finale. Forse ci si aspettava la medaglia da Scozzoli e qualcosa in più da Ilaria Bianchi ma in generale non siamo andati così male come dicono”. 

Come hai gestito la pressione?

“Partiamo dal dato di fatto che da sempre ho la fortuna-sfortuna di gareggiare l’ultimo giorno. Quindi in effetti potrei e sarei potuto essere quello con più peso sulle spalle. Eppure ero più teso per gli 800 che per i 1500 perché lì sapevo di non dover dimostrare niente a nessuno. Le aspettative, se le avevo, erano verso me stesso. Soprattutto quest’anno che ho dovuto sostenere la maturità proprio nel periodo della preparazione”.

Com’è andata?

“Ho preso 80/110, al liceo scientifico. Non male dai (ride ndr). Sono contento perché comunque sono riuscito ad allenarmi e a portare a casa il risultato. So anche però di aver sacrificato qualcosa da entrambe le parti”. 

Ora ti dedicherai al nuoto a tempo pieno? 

“Non lo so ancora. Vorrei fare l’università ma devo capire come incastrare gli impegni. Comunque il nuoto sarà la mia priorità”. 

E’ vero che voi nuotatori guadagnate poco?

“Se ti riferisci al caso “Pellegrini-Filippi” ti dico subito che c’è stato un fraintendimento. Federica aveva vinto due ori mondiali e fatto due record del mondo. Tremila euro mi sembrano pochi per chi ottiene simili risultati. Questo non vuol dire che in generale guadagniamo poco, anche se di certo non vediamo le cifre dei calciatori”.

Cosa hai pensato quando hai visto Bale acquistato per 100 milioni e che a Madrid guadagnerà 2000 euro all’ora?

“Premetto che tifo per la Juve, quindi la cosa mi interessa poco... Mi viene un po’ di rabbia. So che non si può paragonare la popolarità del calcio a quella del nuoto ma so anche che lavoriamo tutti per eccellere nel nostro sport. I nuotatori poi fanno sacrifici superiori a quelli dei calciatori. Probabilmente è la differenza tra gli stipendi a essere troppo elevata…”.

Ne vale la pena?

“Assolutamente sì. Non lo faccio per i soldi. Certo quelli sono gratificanti ma non nuoterei mai per motivi economici. Sono contento di quelli che guadagno purché io abbia la possibilità di vivere momenti come quello di Barcellona”. 

Per quanto tempo pensi credi che continuerai a nuotare?

“Penso che il nuoto sia uno degli sport più faticosi in assoluto. Basti pensare che dobbiamo entrare in vasca due volte al giorno per non perdere la sensibilità con l’acqua. Inoltre io per i 1500 devo nuotare sempre almeno 16 chilometri al giorno. Non so fino a quando avrò voglia di farlo. Per ora ne ho tantissima, poi si vedrà.”.

Hai scelto l'università?

“Sto decidendo. Mi allenerò a Ostia quindi devo scegliere anche in base a cosa c’è lì vicino. Di sicuro non farò una facoltà con tante materie scientifiche. Preferirei qualcosa di umanistico, legato alle lingue". 

Agli Europei non ci saranno il cinese Sun Yang e il canadese Ryan Cochrane, rispettivamente oro e argento a Barcellona… 

“So già cosa vuoi dirmi (ride ndr). Però ti dico subito che non è scontato che io vinca! Ci sono tanti avversari forti anche in Europa e poi l’obiettivo sarà l’Europeo in vasca lunga di agosto, su cui sarà focalizzata anche la mia preparazione”.

Stai mettendo le mani avanti?

“No, dico solo che le medaglie ottenute in vasca corta non se le ricorda mai nessuno… Va bene lo ammetto, anche io ci ho pensato. So che avrò la possibilità concreta di vincere l’oro. Ma non mettetemi troppa pressione!”.

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