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A Milano gli Europei di football americano

"Offriremo in piccolo lo stesso spettacolo degli States", promettono gli organizzatori dell'evento. Che per l'Italia può valere il ritorno tra le migliori del Continente

Non appena è stata sistemata l'ultima zolla di erba sintetica ed è stata tracciata l'ultima riga del nuovo campo, c'è stato chi non ha avuto timore a definire lo storico "Vigorelli" di Milano lo stadio per il football americano più bello d'Europa. Perfetto dunque per ospitare gli Europei 2013 gruppo B, che dal 31 agosto vedranno protagoniste 6 nazionali, con in palio la partecipazione agli Europei 2014 del gruppo A, quelli che in Austria assegneranno il titolo continentale. 

Due i gironi: nel primo, l'Italia guidata da Vince Argondizzo e forte di sette oriundi dovrà vedersela con Gran Bretagna e Spagna; mentre Danimarca, Serbia e Repubblica Ceca si sfideranno nell'altro. Dopo di che le prime due classificate si sfideranno nella finale per il titolo in programma sabato 7 settembre, mentre le altre quattro saranno protagoniste di altre due "finaline" sempre nella stessa giornata.

Non è ovviamente l'NFL, ma l'evento è di quelli che contano e di certo il comitato organizzatore, presieduto da Marco Mutti (già n°1 dei milanesi Seamen), ce l'ha messa tutta per offrire uno spettacolo di qualità a tifosi e appassionati. "Sono 28 anni, dagli Europei dell'85 sempre al Vigorelli, che l'Italia non ospitava una manifestazione di simile livello", racconta lo stesso Mutti, "e il nostro obiettivo è quello di offrire in piccolo la stessa atmosfera del football americano d'oltreoceano, con tanto di marching-band, cheerleaders e musica a volontà. L'evento non sarà dunque limitato alla partita, che il Vigorelli - un vero gioiello con il campo appena rifatto - consentirà comunque di vedere perfettamente da qualsiasi ordine di posti".

Dal punto di vista tecnico che cosa ci si deve invece attendere?

"Ovviamente la fisicità della NFL è inarrivabile, ma il bello del football americano è che da un certo livello in su - ed è appunto il caso di questi europei - è in grado di regalare una grande spettacolarità a livello di giocate atletiche, lanci dei quarterback, risultato sempre in bilico. Tra l'altro, è vero che linee offensive sono meno massicce rispetto ai professionisti americani, ma è altrettanto vero che lo sono anche le difese: la proporzione viene quindi mantenuta a tutto vantaggio del gioco in sé". 

C'è una favorita per la vittoria e il conseguente passaggio al gruppo A?

"Retrocessa tre anni fa, la Gran Bretagna è sicuramente la nazionale più forte, ma anche l'Italia può dire la sua: lo scontro diretto di mercoledì 4 settembre sarà decisivo per stabilire la finalista di quel girone; mentre nell'altro la favorita è senza dubbio la Danimarca".

Qual è la dimensione del football americano oggi in Italia?

"Dopo alcuni anni di 'buio', seguiti al boom degli anni Ottanta, c'è ora una ripresa: si è seminato, cercando di coinvolgere i più giovani, e oggi si stanno raccogliendo i frutti. In tutto nel nostro Paese ci sono 10 mila praticanti e non è un dato da poco, vista la particolarità di questo sport, che ha nell'IFL (Italian Football League) la sua espressione di massimo livello, con 8 squadre di vertice a partire dai Panthers Parma campioni d'Italia. Poi ci sono le 28 squadre della Lenaf (Lega nazionale football), una sorta di A2, che ha assegnato quest'anno il titolo ai Grizzlies Roma. Infine va citato il torneo a 9 (Cif 9), in cui nel 2013 si sono imposte le Aquile Ferrara".

E' in buona salute anche il movimento giovanile?

"Direi proprio di sì. Io sono anche il presidente dei Seamen Milano, che contanbo nelo loro settore giovanile più di 150 ragazzi e anche le altre società sono in crescita: il football americano è uno sport che affascina e soprattutto che consente a chiunque di praticarlo. Anzi, se mi è consentito, fare un annuncio controcorrente: in un'epoca di ragazzini a dieta, noi ne cerchiamo di corpulenti, meglio se con qualche chilo in più: magari pensano di essere tagliati furoi dallo sport e invece con il football americano diventa l'esatto contrario".

Chissà, magari questi Europei vi daranno una mano a reclutarli...

"L'acquisizione di nuovi praticanti e appassionati è sicuramente il primo obiettivo per cui abbiamo accettato la sfida di organizzare l'evento di Milano, che ci auguriamo possa anche portare al coinvolgimento di nuovi sponsor: una stagione costa intorno ai 100 mila euro e tutte le squadre hanno soci che si auto-tassano per andare avanti. Se con il pubblico arrivasse quindi qualche altro marchio a sostenerci, questi Europei li avremmo comunque vinti". 

Tutte le info utili sugli Europei 2013 cliccando qui . La finale di sabato 7 settembre (ore 18) sarà trasmessa in diretta da Eurosport 2, mentre le partite dell'Italia saranno proposte in differita da Rete 55.

  

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